Tutti lo pensano ma nessuno lo fa

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Sciogliamo la Guardia Medica e torniamo ad investire su un nuovo medico di base: è una delle grandi lezioni del Covid-19 che ha dimostrato quanto sia  essenziale la medicina territoriale  e quanto  tutto ruoti attorno alla figura del medico di famiglia che, così com’è oggi, non regge più.

 


Tutti lo pensano, ma nessuno lo fa.

Sono anni che si parla di metter mano al ruolo del medico di famiglia ma nessuno ha avuto il coraggio di farlo per via delle resistenze del potente sindacato della Fimmg (Federazione Italiana Medici Medicina Generale) di cui ogni partito ha paura di perdere i voti.

Ma certi cambiamenti, voti o non voti, prima o poi bisogna farli. E siamo già al poi. Così non può continuare. Il Covid ha dimostrato che la medicina territoriale è essenziale e tutto gira attorno al medico di famiglia che, così com’è oggi, non regge più. Se i Pronto Soccorso sono intasati e le liste d’attesa lunghissime; se i pazienti devono fare lunghe code negli ambulatori e non riescono a parlare al medico neanche per telefono c’è qualcosa che non va. E in più mancano i medici. A settant’anni devono andare in pensione. Anche se sono in grado e vogliono lavorare. Dalla Fimmg neanche una parola.

Una volta il “medico condotto” o il “medico della mutua” (nella foto, Alberto Sordi in una indimenticabile interpretazione) era in servizio permanente effettivo. Lo chiamavi e a qualche ora arrivava. Adesso, al di fuori dello striminzito orario stabilito, non esiste. Di notte e nel fine settimana bisogna rivolgersi alla Guardia Medica, che fa quello che può o ti manda al Pronto Soccorso.

Così non può più andare avanti. Il medico di base dev’essere messo nelle condizioni di fare un minimo di diagnosi, dotandolo di una struttura, di strumenti, collegati con gli ospedali, e di un infermiere. Oggi più di una visita, una ricetta o un’impegnativa non può fare. Va fatta subito una deregulation per liberarlo dalle incombenze burocratiche. 

Bisogna garantire il servizio h.24. Perciò va sciolta la Guardia Medica e i suoi 11.688  medici devono entrare nel ruolo dei medici di famiglia, così da coprire quelli che mancano. Ciascun medico dovrà aggregarsi con altri sei, in modo da garantire a turno il servizio H24, 7 giorni su 7. Gli ambulatori associati e adeguati alle nuove esigenze saranno il primo presidio territoriale del SSN. 

Gli ospedali saranno scaricati di lavoro e il cittadino sarà più garantito.

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