“Tutta un’altra aria”

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È questo il titolo del convegno nel quale, i ricercatori di CNR-ISAC, ART-ER, PRO AMBIENTE e del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di ingegneria sanitaria ambientale, hanno illustrato come sia possibile modificare l’ambiente urbano ponendo la massima attenzione sui cambiamenti climatici esplorando approcci, strumenti e soluzioni operative, centrati sui servizi ecosistemici ed il benessere della popolazione, ponendo al centro il “fare la città”.

L’articolazione degli interventi è iniziata con l’inquadrare i finanziamenti attualmente disponibili per implementare progetti di ricerca (i.e. progetto ECOSISTER) attraverso percorsi di innovazione territoriale per la transizione ecologica, basati sulle linee guida riportate nell’Agenda 2030, per poi passare alla pianificazione e rigenerazione urbana integrata, rimedi e Nature-Based Solution (NBS). È stato descritto – inoltre – lo stato della attuale conoscenza circa la caratterizzazione di alcuni inquinanti atmosferici presenti nella città di Modena attraverso l’uso di tecniche di osservazione e di modellazione numerica per quantificare la qualità dell’aria urbana e la dispersione degli inquinanti atmosferici in ambito urbano.

Vale la pena sottolineare che il progetto ECOSISTER – oggetto del convegno – è risultato il primo in graduatoria dei trenta progetti finanziati dal PNRR che ha visto aggiudicataria la Regione Emilia Romagna attraverso il quale intende supportare la transizione ecologica del sistema economico e sociale regionale, attraverso un percorso che coinvolga trasversalmente tutti i settori, le tecnologie e le competenze, comparando transizione digitale e la sostenibilità con il lavoro ed il benessere delle persone e la difesa dell’ambiente, in coerenza con gli obbiettivi del “Patto per il lavoro e per il clima”.

Pertanto, per raggiungere i migliori risultati è indispensabile collegare la ricerca scientifica con il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni della società civile nella cooprogettazione di azioni innovative in risposta alle priorità da essi stessi individuate sui temi della transizione ecologica.

È necessario – quindi – individuare percorsi inclusivi finalizzati ad individuare delle soluzioni innovative attualmente rilevanti come:

  • lotta ai repentini cambiamenti climatici;
  • impiego sempre maggiore di energie rinnovabili;
  • implementazione di politiche e tecniche orientate all’abbattimento degli inquinanti atmosferici e non solo;
  • produzione del cibo in modo sostenibile;
  • rigenerazione urbana ed edilizia;
  • trasporti e mobilità sostenibile.

È chiaro a tutti che i processi di cambiamento debbano essere tali affinché l’impiego delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti per un unico scopo: il benessere della persona nella salvaguardia del pianeta e, conseguentemente, la prosperità e salvaguardia delle future generazioni.

È stato rimarcato che purtroppo in pianura padana la qualità dell’aria è scarsa – nonostante nelle ultime decadi ci siano stati miglioramenti – ed è quindi necessita la partecipazione di tutti, a livello di bacino, andando ben oltre i confini regionali. Inoltre, durante il convegno, sono mostrati i risultati di pratiche virtuose di forestazione urbana e delle sue ricadute positive sul benessere delle persone in termini di percezione fisica e mentale.

Sono stati mostrati dati relativi all’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini europei; la cattiva qualità dell’aria continua ad essere la prima causa di morte prematura nella Unione Europea con circa 300.000 casi all’anno. Motivo per cui nell’ottobre del 2022 la Commissione Europea ha proposto una revisione delle norme UE con obbiettivi ambiziosi allo scopo di conseguire l’obbiettivo “inquinamento zero” entro il 2050.

Sono stati inoltre evidenziati aspetti riguardanti la possibilità di svolgere approfondite indagini sugli inquinanti atmosferici in zona urbana mediante l’implementazione di tecnologie avanzate di monitoraggio, sulle quali basare soluzioni appropriate per le specifiche zonizzazioni nelle quali si articola il tessuto territoriale urbano.

Hanno partecipato: Alessandro Bigi Professore Associato di Ingegneria sanitaria-ambientale presso il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di UNIMORE; Arianna Cecchi ART-ER S. cons. p.a., Area Sviluppo Sostenibile, Bologna; Letizia Cremonini Ricercatrice presso l’Istituto per la Bioeconomia – CNR di Bologna; Paola De Nuntiis Ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima – CNR di Bologna; Teodoro Georgiadis Ricercatore associato senior presso l’Istituto per la Bioeconomia – CNR di Bologna; Grazia Ghermandi Professore Ordinario di Ingegneria sanitaria-ambientale presso il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di UNIMORE e delegata del Rettore per la Sostenibilità; Tony C. Landi Ricercatore presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima – CNR di Bologna; Maria Teresa Salomoni Ricercatrice PROAMBIENTE, Tecnopolo CNR Bologna; Giorgio Veratti Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di UNIMORE.

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