Trinacria et peninsula Italica felix

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Degrado del territorio, emergenza ambientale, abusivismo, lassismo? Niente paura “Come in Abruzzo vi costruiremo nuove case”…e tutti vissero felici e contenti...Anche a Modena?

Da anni, e temo di non essere il solo, sono chiamato ad assistere via TV ad un noioso, per me insopportabile, inammissibile macabro rituale che mi viene riproposto, sempre in modo indigeribile perché tracimante volgare ipocrisia e falsità.

Mi riferisco alla stucchevole passerella delle varie autorità preposte che subito dopo l’evento luttuoso del giorno sfilano davanti alle telecamere a recitare il solito pistolotto ribollito e rimescolato che tramandato dai vecchi ai nuovi governanti con questa loro infausta esibizione verbale, rendono l’evento ancora più tragico.

Anche poche ore fa Presidenti, ministri e ministre, sindaci, assessori, autorità  chiamati ad esprimersi sul disastro di Messina, dopo aver trasmesso con espressione di circostanza il profondo cordoglio alle vittime, subito dopo si sono affrettate a stigmatizzare in via preventiva l’eventuale insorgere  di interrogativi da loro definiti e collocati come strumentali polemiche da rifuggire.

In nome della loro ostentata  riscoperta della priorità dell’agire ci ricordano che la magistratura intanto ha aperto un’ inchiesta per accertare eventuali responsabilità sull’accaduto che come nel caso verificatosi nel messinese  a loro sfuggono e restano ignote.

Naturalmente parliamo di risultati di indagini che nella migliore delle ipotesi emergeranno solo dopo anni contrassegnati da rinvii, ricorsi etc.etc.etc.

Risultati che poi, eventualmente sempre questi stessi protagonisti, contesteranno  se qualche amico  o compagno di merende verrà a loro giudizio, ingiustamente indagato o sanzionato.

Ci sarà poi da scommettere che ai  funerali di Stato delle vittime un illustre prelato oltre a richiamare sentimenti di cristiana pietà userà anche toni e richiami forti auspicanti una maggiore  responsabilità collettiva. Amen ! Così sia, fino al prossimo infausto evento del quale rivedremo come se fosse nuovo questo solito rituale sugli schermi della TV.

Intanto la nazione seguirà turbata, commossa ma composta per altre 48/72 ore questo disastro di Messina. Poi rivolgerà le sue attenzioni al comparire sulle prime pagine dei media di un nuovo evento a forte impatto emotivo sia esso di carattere politico , sociale  o climatico. Credo che a ore l’Italia tutta sarà chiamata a spostare la sua attenzione per commentare un nuovo argomento: la sentenza della Corte Costituzionale sul così detto Lodo Alfano. Forse l’Italia tutta sarà chiamata  a scendere ancora una volta in Piazza perché in questo “ bel paese” le leggi, l’applicabilità delle stesse non sono più materia del Parlamento o dei Tribunali, ma sta diventando di competenza delle adunate oceaniche  nella pubblica piazza.

Una sorta di assuefazione al peggio ci sta caratterizzando.

Non si registra in giro nessuna riscossa o risveglio morale che sgorghi autonomamente tra le realtà della società civile che denoti un sussulto di ritrovata dignità e civiltà.

L’appartenere alla famiglia umana che popola questo pianeta sembra essere divenuto un fastidioso gravame da scrollarsi di dosso il prima possibile in nome del primato assoluto del nostro privato che deve rispondere in via prioritaria solo alle esigenze del nostro io. Una libertà dal dovere, dalla responsabilità. Un egocentrismo gratuito ed assurdo che pretende che tutto ci sia dovuto in nome del nostro privato dominante.

Condoni edilizi e tributari riproposti a ritmi incalzanti  per rinsanguare le nostre casse erariali sempre in riserva, sono in pratica un implicito invito o sollecitazione di fatto, un tacito incoraggiamento rivolto al singolo cittadino, se ancora non lo avesse capito, a farsi furbo. Questo è un atteggiamento esecrabile perché non porta nessun risultato complessivamente positivo: condoni e sanatorie o benevole scorciatoie fuori legge o senza regole non saranno in grado in ogni caso di risanare gli effetti di  devastazione del territorio o dell’ambiente ormai al collasso “in cielo, in mare, in terra”!

Non sazi di tanta dabbenaggine, poi una gratuita superficialità ci fa illudere dell’esistenza di una nostra superiorità culturale, civile e religiosa che essendo presunta anche in questa nostra città purtroppo , con gli anni, ci condannerà ad un logico, ineluttabile annientamento.

Non sarà certo il nostro dividere anche la società modenese in buoni  e cattivi, ove i rei o i santi vengono individuati in quanto elettori o di destra o di sinistra che usciremo da questo suicidio culturale di massa.

Ho letto del doveroso, necessario ed utile dibattito in consiglio comunale a Modena su sicurezza e task force.

< span style="FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"">Ma quando saremo in grado, ognuno spogliandosi coraggiosamente di colpevole ipocrisia, di affrontare e sostenere un credibile dibattito anche  sul degrado ambientale, culturale, sociale e civile che sta mortificando questa città un tempo così vitale ed esportatrice di sapienza?

Sappiamo della presenza in Modena, ancora oggi  di notevoli ed invidiabili individualità , ma hanno il limite di essere tra loro  scollegate e dunque incapaci  di innescare un movimento che abbia conseguenze tangibili.

Le presenze più autorevoli di questa città hanno un dovere primario: divenire protagonisti di una nuovo risveglio culturale e politico modenese . Senza ed in assenza della spinta propositiva di movimenti cattolici, di libere e pacifiche aggregazioni laiche nella società civile, senza il loro essere stimolo, lievito o fermento i partiti politici da soli , così come sono strutturati e alimentati rimarranno  burocrati portatori di volontà non sostanziali ( anche se di contro bisogna ammettere che queste a loro volta senza opportuni input non nascono spontaneamente dal nulla.)

In ogni caso senza l’incontro e la sintesi fra le più sostanziali, le più valorose  e coraggiose menti propositive e creative sul territorio quale partito o insieme di partiti oggi esistenti sarebbe in grado di riavviare un originale risveglio culturale “made in Modena”?

Si accettano proposte o  indicazioni sia a favore che contrarie

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