Tribuna politica (aperta)

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In via sperimentale riserviamo questo spazio agli aggiornamenti o ai contributi politici che ci giungono durante la settimana e che solitamente e impropriamente vengono dirottati su Agorà: M. Guerrini +pioggiacida

16 GIUGNO 1991 – A PONTIDA NASCE “LA POTENTISSIMA” REPUBBLICA DEL NORD

E’ il giorno fissato per la proclamazione della Repubblica del Nord, sono presenti più di venticinquemila leghisti entusiasti.

 Io sono tra loro, m/c fotografica in mano, con gli amici leghisti del direttivo di Bologna, tra una selva di bandiere.

Sono li presenti i rappresentanti di tutte le sei “Nazioni” che dovranno dare vita alla “Repubblica del Nord”. Umberto Bossi, spiega ai presenti: “ Ci troviamo a Pontida, luogo consacrato dalla volontà e dal giuramento per la libertà dei nostri avi, per sottolineare che oggi inizia il ciclo politico costituente per rinnovare l’organizzazione dello stato italiano…(…) E conclude così :””Fate in modo che si possa dire che la Repubblica del Nord è oggi, 16 giugno 1991

fondata nella coscienza degli uomini della Lega, perché allora diventerà un bene che i nostri popoli reclameranno con determinazione: l’opposizione centralista dovrà lasciare il passo al federalismo”.

Da quel giorno memorabile sono trascorsi 17 anni, molti ragazzi/e di oggi sono nati nella Repubblica del Nord: con quali benefici, con quali privilegi, con quali migliorie rispetto ai loro genitori? Diamo un’occhiata ai passi avanti compiuti in nome del Federalismo e dell’equità contributiva. Salta fuori che nel bel paese ( unito ) quasi dieci milioni di persone non pagano un euro di tasse, semplicemente perchè dichiarano reddito zero. Casualmente (?!?) le maggiori percentuali di contribuenti che non dichiarano niente al fisco si registrano nelle regioni meridionali. Al contrario i più ligi sono tutti al Nord: un’italia spaccata nettamente in due, come diciassette anni fa, da una parte la “”potentissima”” Repubblica del Nord e dall’altra Terronia, come diceva il Bossi, la terra dove l’80% di agricoltori e ortolani, allevatori di ovini, bovini e bufali lavorano a reddito zero. Un esempio di città dove almeno il 40% denuncia nulla al fisco: Enna, Agrigento, Caltanisetta, Crotone, Benevento. Le città più virtuose? Biella, Novara, Lodi, Milano e in testa, guarda guarda, Bologna, dove solo ( si fa per dire ) il 14% denuncia zero euro. Mi rimane la soddisfazione, dopo 17 anni, di vedere confermata la tesi leghista secondo la quale il Nord rimane la Repubblica di Pantalone, o meglio ancora, dei pantaloni calati davanti al potere di ricatto del meridione, a Gomorra, al mercimonio di voti in cambio di assistenza che è il vero generatore di cambiamenti nel bel paese. Via una generazione sotto un’altra e il sogno dell’indipendenza e del federalismo fiscale continua ( a giudicare dai voti ottenuti alle politiche ), ma i beneficiari e beneficiati, cari lettori, sono solo i politici. L’hanno capito anche numerosi amministratori comunali veneti: per loro l’agognato federalismo va ricercato con il tentativo di annettere il territorio del proprio comune alla vicina regione autonoma ! Come diceva l’assessore di Roncofritto: “” Fatti, non pugn….””

Massimo Guerrini

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Commenti, silenzi e altro

(pioggiacida) 

 

Nel tragitto che Dieffe ci ha sollecitato a percorrere tra i corridoi della politica modenese vedo pure io una overdose di immobilismo, di conformismo e a volte anche di nanismo politico! E’una  analisi spietatamente vera anche se dai “palazzi” e dalle “ palazzine”si tenta di rimuoverla non parlandone o sottovalutandola!

Al contrario, questo silenzio assordante specie se proveniente dall’opposizione dimostra tutta la crisi degradante e la deriva raggiunta dai politicanti di questa città. Un riflusso in negativo non  più ammissibile o sopportabile per chi abbia ancora un minimo di amor proprio  anche se in fondo alla fin fine, contenti loro,  “Berlusconi vince” comunque.

Confermo che la voglia di commentare quando una politica rasenta l’ “encefalogramma piatto” non c’è . Così come  non è esaltante parlare ai sordi, ma oggi ugualmente intervengo volentieri  a sostegno della tesi di Dieffe.

Concordo che in presenza di situazioni stimolanti o di tempi interessanti i commenti “si sprecano”, probabilmente andando anche  fuori tema, ma in ogni caso sono la dimostrazione che  le passioni, le utopie sono energie positive e propositive; al contrario le nostre paure e  la tristezza latente che emana questa società senza ideali e priva perfino della voglia di  sognare  qualche fiabesca illusione  sono energie distruttive.

Nel frattempo si comincia a parlare di qualche futuro candidato a sindaco di Modena per conto della opposizione: G
iovanardi…. Manfredini…

Ottime e brave persone, ma che fantasia ragazzi!!!!!!!!!!!!!!!!!  

Che abisso secondo me, sentendo queste disarmanti proposte,  con la lucida, scientifica, fredda e calcolata visione della politica, sentita anche come virtù, che contraddistingue certa leadership dell’attuale maggioranza politica. Recentemente ,anche se non voglio enfatizzare sui nomi, valutavo l’ultimo proclama del segretario provinciale del PD modenese .

Il 21 maggio 2008., il segretario provinciale del PD Stefano Bonaccini ha inviato una lettera aperta ai parlamentari modenesi del centrosinistra e del centrodestra chiedendo un loro impegno su tre questioni di grande importanza per Modena e il suo territorio:

1)        il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine; 2) lo stop al progetto del maxi-deposito di gas a Rivara; 3) la conclusione entro i tempi previsti dell’iter per la realizzazione della Bretella Sassuolo-Campogalliano.

Nel testo della lettera tra l’altro si legge :

Vi scrivo come rappresentanti del nostro territorio in Parlamento e non come esponenti di opposti schieramenti in quanto sono certo che, al di là delle differenze politiche, abbiate ugualmente a cuore il bene di Modena e della sua provincia. Vorrei sottoporre alla vostra attenzione tre questioni ancora aperte per le quali le istituzioni locali, i cittadini, le associazioni di categoria, i rappresentanti delle forze economiche e sociali modenesi chiedono da tempo risposte definitive.”

Chi parla è il politico a capo del maggiore partito di Modena. Non scrive una lettera dai contenuti antologici. Non perché non ne sia capace, ma perché il suo ruolo in quel momento è un altro e i contenuti della lettera devono assolvere ad un compito politico che non è certamente quello di  stupire qualche amante dell’arte del comporre!

Il compito principale di Bonaccini, in quella sua lettera,  è invece quello  di tenere saldamente in mano il mazzo delle carte, quello di condurre  il gioco e imporne i contenuti anche alle opposizioni.

Una opposizione messa con le spalle al muro da dove potrà anche strillare sul modo di dare le carte, ma che tuttavia dovrà  subirne i contenuti .

E’ il mazziere che determina i tempi e i ritmi della partita e non viceversa.

Infatti il Bonaccini mette in evidenza tre emergenze per maggioranza e opposizione perché, per il bene di Modena, devono essere positivamente risolte.

Chi, quale autorevole e credibile personaggio della opposizione modenese può o potrebbe osare di starsene in silenzio ,di non affrontarle; di mettersi di traverso? Solo un leader, ma uno di quelli veri e reali, avrebbe potuto  contestare il metodo al Bonaccini, il quale, tra l’altro, ha tutto l’interesse a non strafare nella conduzione della partita. Tuttavia  questa lucidità della opposizione di evitare tutte le polpette avvelenate che il segretario del PD propina loro ogni giorno a tutt’oggi sono scene da un film che non è ancora stato pensato, Al contrario, purtroppo, soffrendo molti politici della sindrome da detersivo “ il mio lava meglio del tuo” saremo ancora condannati  ad ascoltare, come se si trattasse di minacciosi mastini, il solito abbaiare alla luna con annesso scodinzolare finale!!

Vedo una opposizione che idealizza addirittura  i “flagelli” che proprio in quanto tali non possono divenire una “orgogliosa” e ossessiva guerra dei cent’anni!

Anzi proprio perché alcune operazioni risultano essere vanagloriose devono essere prontamente combattute, rapidamente vinte e al più presto storicizzate perché la città del terzo millennio esige obbiettivi più nobili e ambiziosi .

Siamo divenuti preda della paura e vittime da panico da insicurezza. Certamente , vista la realtà, ne abbiamo tutte le ragioni, così come ugualmente abbiamo il dovere di correre ai ripari e prendere i dovuti farmaci per sconfiggere ogni malattia, ma il dato è che nonostante i nostri potenti e sovra dimensionati fuoristrada; nonostante i materassi rigonfi di banconote siamo una società impaurita non siamo una realtà spensierata e ottimista  quando guarda al suo domani.

Non mi racconterete che la mission di un Sindaco di una città civile, onesta e positiva consiste nel suo volere  il controllo gli immigrati  clandestini solo con  la militarizzazione del territorio cittadino.  

Voglio dire che trasformare una emergenza in una dura necessità repressiva come se fosse una grande virtù significa avere un po’ di confusione  in testa.

Che cosa dunque si combina a Modena una città impaurita dove la gente triste e malinconica  la sera esce di rado se non per una pizza?

 Questa Modena quanto dista da una Modena  città a misura d’uomo? (Tra l’altro c’è da segnalare che, complice  e compiacente un certo imperante “relativismo etico” , anche questo concetto è  ormai inquinato da qualche disvalore).

Dice bene Dieffe e sottoscrivo:

Per cui mi sa dire qualcuno di voi quanto dista questa  Modena, città impaurita e triste, da una Modena città della “persona”?.

Persona: Ossia indifferentemente uomo, donna, bimbo o anziano; persona che rimane tale anche se con cervello da  superdotato o da disabile; persona che è anche se non garantito da un DNA “made in padania”: in sintesi  “persona “ come “centro della città” perché queste ultime  vanno costruite perché siano vissute da persone

Queste sono le nuove sfide  che anche Modena dovrà prima giocare e poi vincere se non vorrà diventare un indistinto agglomerato  periferico ad uso di residenze multi razziale non meglio definite.

È ben strano tuttavia dovere registrare che certi argomenti di indiscusso contenuto e spessore politico  si leggano su Bice, ma non sono mai di politici noti e collaudati operanti in città!!

Non commento!!!

pioggiacida 

 

 

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