Trattati internazionali

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I Trattati si possono modificare: anche abolire, per il bene e la sopravvivenza di una nazione. E' giunto il momento che si pensi seriamente a bloccare questa immigrazione senza regole. L’UE non può pensare che l’Italia possa reggere nel breve, medio o lungo termine a questa situazione 

 


Non mi aspetto nulla di buono dal prossimo vertice dell’UE a Tallin in Estonia. Anzi, semmai un nuovo schiaffo come quello di Emmanuel Macron novello presidente della repubblica francese. Sì, perché in effetti, un ceffone ci è stato rifilato senza se e senza ma, appena abbiamo cercato, e sottolineo cercato, di fare la voce grossa dicendo che potremmo bloccare l’ingresso nei nostri porti a navi battenti bandiera estera con a bordo profughi. Ieri a Parigi c’è stato un vertice fra Germani, Francia e Italia, sul problema dell’immigrazione selvaggia e incontrollabile che ormai da mesi affligge l’Italia e la Grecia.

Attendiamo fiduciosi qualcosa di concreto, anche se ne dubito fortemente. Sia chiaro, sin da subito che da domani la situazione non cambierà.

Quindi, continuerà l’approdo. Prendiamo atto, anche se credo che sia ormai chiaro a tutti gli uomini e le donne di buon senso in Italia, che l’Europa se ne lava altamente le mani. Diciamolo chiaramente: se fossimo cittadini d’oltre alpi, col cavolo vorremmo vedere le nostre periferie ridotte a terra di nessuno o vedere per le strade o nei giardini pubblici di piccoli e medi comuni, giovani nullafacenti con annessa bottiglia di birra. Siamo seri! La pseudo ridistribuzione nei comuni dei richiedenti asili è solo uno specchietto per le allodole, come integrazione. Ridistribuzione che non può funzionare perché non c’è il limite allo sbarco. Se nel 2016 ne sono sbarcati 200 mila e questi li suddividiamo in percentuale nei comuni, potrebbe anche funzionare. Tuttavia, se nel 2017 se ne prevedono ancora di più e così anche per il 2018, non ci vuole un genio in matematica per capire che il numero si è triplicato per il comune, grande, medio o piccolo. Pertanto, è giunto il momento che si pensi seriamente a bloccare questa immigrazione senza regole. L’UE non può pensare che l’Italia possa reggere nel breve, medio o lungo termine a questa situazione. E’ chiaro che se un governo di sinistra pensa di chiudere i porti alle navi che trasportano gli emigranti, dirottandole verso altri porti, la situazione è molto più grave di quella che ci raccontano. V’immaginate il salto che ha fatto la Laura Boldrini alla notizia? Dichiariamo la verità: le recenti vittorie del centro destra in tanti comuni governati dalla sinistra, non sono certo dovute solo alle buche nelle strade o ai marciapiedi sconnessi, ma alla paura che il comune dirotta le già magre, entrate in favore dei nuovi arrivati, invece che ai bisognosi locali. Le mamme e i nonni vogliono essere liberi di andare ai giardinetti senza paura di essere importunati o assistere a furiose risse fra etnie diverse. Come per le risorse: si possono dividere, ma si arriva a un punto che per quanto tu le divida equamente non si riesce a soddisfare tutti. E’ questo il punto fondamentale! Con la ridistribuzione non si va da nessuna parte. O meglio, si può andare solo verso un veloce declino. 

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