Tranquilli, è un attentato di matrice islamica.

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Paradossalmente, sarebbe stato rassicurante, se fosse stato un attentato di matrice islamica, opera di un nemico conosciuto, senza scrupoli e senza pietà, per i civili, le donne, i bambini, i vecchi…
art. di A.D.Z.

  

Qualche mese fa, quando ufficialmente ho assunto la direzione di Bice, ho inaugurato  questo appuntamento, con il quale ogni settimana presento il numero on line e scambio qualche parola con voi sui temi che coinvolgono tutti, per i più vari motivi.

Come copertina dicevo che avrei scelto dei minerali, principalmente,  per dividere con voi la  loro bellezza, oppure  qualsiasi altra cosa che trasmettesse emozione.

Questa settimana ho scelto la bandiera della Norvegia.

L’emozione, la commozione e lo sdegno,  si uniscono all’infinita pena, per le vittime innocenti e per le loro famiglie.

Sarebbe stato rassicurante, in un certo senso, se fosse stato un attentato di matrice islamica che già conosciamo per gli attentati,  senza pietà, nei confronti di civili, donne, bambini, vecchi. Sono tanti gli innocenti dilaniati, mentre affollano moschee, alberghi, scuole, piazze  e mercati, da altri musulmani come loro. Azioni che li qualificano: a sangue freddo, senza problemi di alcun genere, tagliano la gola, o la lingua, o danno fuoco, o sfracellano a sassate, o seppelliscono vive, anche le loro donne, mogli, figlie, sorelle…quando non ottemperano ai precetti dell’Islam. Con altrettanta freddezza e precisione si schiantano contro un grattacielo, o mettono nella borsetta dell’ignara fidanzata incinta, che sta per partire in aereo,  un ordigno esplosivo, o danno a una bambina innocente di otto anni una borsa con una bomba, da mettere vicino ai militi delle forze di sicurezza, facendola esplodere a distanza.

Insomma, come direbbe mia nonna, “non sono farina da fare ostie”…Ma, questa volta, non c’entrano con quella carneficina. Sarebbe stato rassicurante, ripeto, e molto comodo,  poter dare a loro la colpa. Ma stavolta il nemico non è nel fanatismo  musulmano, che pure  ha diramazioni ovunque ed è instancabile. Il nemico qui è una persona qualsiasi, una persona normale, un abitante di quella civile Europa che rifiuta con sdegno il fanatismo islamico in ogni sua manifestazione, sconfinando tuttavia, per la paura e l’esasperazione, anche nel razzismo.

Che tutto sia opera di un “normale” cittadino norvegese, la tragedia che ha colpito al cuore la Norvegia, con la morte di tanti innocenti, è devastante. Così come è devastante scoprire che a farci del male  è qualcuno  che ci è vicino, che crediamo amico, qualcuno di cui ci fidiamo, qualcuno che ci conosce bene, che sa quali sono i nostri punti deboli  e vigliaccamente se ne serve, per farci ancora più male. In questo caso, il gesto più vile è stato quello di indossare la divisa da poliziotto, che al  cittadino onesto ispira fiducia.

Ad una nazione ferita e incredula  va il cordoglio attonito  e sincero, di tutti.

Non si è mai preparati di fronte al male, soprattutto quando esso  sfugge ai comodi clichè, agli stereotipi, alle etichette con le quali classifichiamo persone e azioni.

Soprattutto siamo impreparati  quando non proviene da un nemico, crudele e conosciuto, ma  è interno a noi. Ci scopriamo vulnerabili, incapaci di immaginare quanta crudeltà e furore  omicida si celino dietro la faccia florida e i tranquilli occhi chiari di una persona “normale”.

Questo terribile evento si aggiunge all’ennesimo lutto, la morte del caporal maggiore David Tobini, in Afghanistan e alle molte altre preoccupazioni, per la situazione economica mondiale, per lo sciame sismico che da settimane interessa l’Italia, per i problemi della politica, nazionale e locale,per  quelli dell’ordine pubblico e della sicurezza.

Il numero odierno dedica al sistema  carcerario e al tema  della sicurezza  rispettivamente l’articolo di Carlo Matteo Peruzzini, “Delitto e castigo”, e quello di Franco Maccari “Scontri No-Tav”.

Alex Scardina, con il suo “Tre papi a Roma”  analizza l’intensa settimana appena trascorsa.

Sempre alla sua penna dobbiamo anche la nascita di una mini rubrica, che ci accompagnerà anche nel periodo di ferie del giornale, qualcosa tra il divertissement estivo e l’invito alla riflessione, “Il grillo petulante”, occasione forse anche di un sorriso, di cui davvero abbiamo bisogno.

A tutti auguro  buona settimana e buona lettura del n. 285.

 

A.D.Z.

 

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