“Tra Sogno e Realtà” mostra realizzata da Tessi Mori & Stefano Santachiara

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Tessi Mori Artista Pittrice titolare della Galleria ArteSi inizia gli studi artistici a Modena per poi terminarli a Bologna. Collabora in gioventù in una delle prime emittenti locali Televisive “Antenna Uno” aperte sul territorio Modenese, fondata dal Padre negli anni 80.

Sposata e con figli si è dedicata principalmente alla famiglia, il fuoco dell’artista le bruciava dentro e nel 2007 apre un piccolo studio al primo piano di un bellissimo palazzo antico in P.le Tortii,in pieno centro della città. Il suo sogno, fin da ragazza, avere la sua Galleria ed ecco che finalmente oggi riesce a realizzarlo “ArteSì” 
Tessi espone con opere pittoriche , istallazioni di materiali differenti ma che trasmettono energie emozionali, provenienti sia dall’esterno che dall’interno di noi umani  ma che inevitabilmente si vanno a fondere con energie presenti in natura.
L’energie tracciano attraverso i materiali da lei utilizzati un percorso, un sentiero. spesso e volentieri  individuato, simbolicamente dall’artista, con l’erba del prato verde che troviamo ricorrentemente nelle sue mostre, in questa occasione Tessi apre la porta della galleria considerandola come la “sua casa”  e “l’erba verde e fresca “ all’ingresso è come un prato immaginario dove lei ama camminare scalza, accogliendo i visitatori appassionati d’arte, conducendoli attraverso il sentiero tra le sue opere esposte. quella che colpisce di più “l’universo in espansione” 
Tessi ci confessa che la ceramica pur lavorandoci, non la sente molto vicina al suo essere, la reputa fredda, in questo periodo si sente più vicina alla fotografia tanto che fa nascere una stretta collaborazione artistica con Stefano Santachiara, “ Tra sogno e Fanasia”. Le sue opere si trovano  entrando sulla parete di destra, due fotografie dove l’occhio del fotografo coglie particolari della città attraverso reticolati di linee che per chi presta particolare attenzione sono caratteristica preponderante di Modena. Inoltrandoci si scorge l’interrelazione poliedrica di Tessi nell’utilizzo del mezzo artistico, nel caso specifico con la creazione dei origami giapponesi   che accostati alle immagini fotografiche danno vita a storie immaginarie, lasciando libertà assoluta a chi le osserva, teniamo presente che alla base dei principi che regolano l’origami, vi sono senz’altro i principi shintoisti del ciclo vitale e dell’accettazione della morte come parte di un tutto.
entrando nelle varie stanze incontriamo :
– Mauro Maletti Artista Fotografo Pittore Restauratore ex insegnante di storia dell’arte, ha portato in mostra uno spaccato e sintesi del lavoro degli ultimi anni,  un tempo breve manifestando una esplosione creativa molto raffinata.
– Stefano Fontana lavora in altro settore, ma coltiva da tanto tempo le arti, realizza quadri associando la pittura alla scultura e i suoi temi ricorrenti sono l’introspezione e i sogni. Utilizza materiali poveri come stracci, chiodi, filo metallico e schiuma poliuretanica. Il suo scopo è di creare con la sua arte un’empatia tra il suo mondo e l’osservatore.
– Francesca Ferrari vive e lavora a Modena e nei suoi viaggi esplora e cattura immagini di vita reale ma soprattutto l’emozioni che ne derivano. Propone “Alberi” l’opera è composta da 4 fotografie e composizioni fotografiche.
– Lorenzo Guaia I lavori consistono in tavole di legno prevalentemente quadrate, rivestite con centinaia di bustine di tè, raggrinzite, stropicciate dall’usura, danno all’opera un colore che va dal marrone chiaro allo scuro, dall’ocra, all’argilla, fino a raggiungere tinte rosate,  tendenzialmente sfumate, rendendo le opere con fondi mai uguali ma al tempo stesso  surrealistici e al tatto, danno l’impressione che l’artista abbia dipinto su soffici cuscini di velluto consumati dal tempo.
– Giovanni Battista Maria Falcone Palermitano di Bagaria considerato tra i grandi fotografi Siciliani le immagini sembrano come sospese, luoghi e spazi , in cui sembra di non sentire alcun rumore o suono, immagini considerate dotate degli attributi di assolutezza, eternità infinità che rendendo visibile l’invisibile.
–  Giuliano della Casa artista  Modenese inizialmente indirizzato verso un surrealismo improntato sull’ essenzialismo  esistenziale. Come scultore cercava la crudezza del disagio che passa da quello personale a quello collettivo. attualmente cerca la sintesi nell’espressione del Minimalismo. Inoltre collabora con importanti case editrici e riviste di poesia sperimentale che gli permettono di avere contatti con tutto il mondo. Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia “Il libro come luogo di ricerca” è importante ricordare, la sua produzione di ceramica,
Nella Galleria inaugurata sabato troviamo sculture che provengono dalla antica ceramica Gatti di Faenza del 1928. pezzi unici esclusivamente lavorati a mano con tecniche centenarie riconosciute mondialmente. Con spesso elaborazioni innovative che danno vita a creazioni artigianali di eccellenza e disign. Tanto che dal 1972 ha avviato grandi e importanti collaborazioni con artisti come Giuliano della casa, Ontani, Paladino, Kabakov, Sottass, permettendo alle opere di venire esposte nei principali musei e gallerie internazionali oltre ad essere presentati alle principali fiere internazionali di disign  Parigi, Dubai, Mosca e Milano.
Come si evince dal caotico insieme di opere esposte, la scelta sia degli artisti che delle opere  hanno un denominatore comune, rappresentano tutte un percorso immaginario. l’opera di Tessi da lei chiamata “l’universo in espansione” le rappresenta inequivocabilmente tutte.
Presenti alla mostra importanti critici d’arte e giornalisti  tra i quali Michele Fuoco.

 

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