Toto Cutugno che i telegiornali non hanno saputo raccontare

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Però così si fa prima a costruire i servizi, fra social e i filmati che arrivano dagli uffici stampa. Così come si fa presto a dire che l’Italiano è diventato il nostro inno nel mondo, ma credo che Volare oppure Sole Mio siano ancora irraggiungibili.

I telegiornali hanno raccontato la morte di Toto Cutugno con le solite notizie e i soliti filmati che già conosciamo tutti, capaci solo di riproporre il cliché dell’artista tutto ‘italiano vero’, eterno secondo a Sanremo ecc. In più hanno aggiunto una sfilata di personaggi famosi, cantanti e non solo, per un ricordo di 10 secondi l’uno che non ha aggiunto nulla. Però così si fa prima a costruire i servizi, fra social e i filmati che arrivano dagli uffici stampa. Così come si fa presto a dire che l’Italiano è diventato il nostro inno nel mondo, ma credo che Volare oppure Sole Mio siano ancora irraggiungibili.

Io stesso, con tutt’altri gusti musicali, ho sempre snobbato Cutugno, anche se le sue canzoni mi sono entrate in testa mio malgrado, a forza di sentirle.

Però, leggendo la notizia della morte sull’Ansa, ho scoperto aspetti di Toto Cutugno che non conoscevo.

Ad esempio la sua fortuna come autore. Ad esempio il suo primo grande successo internazionale lo ottiene in Francia dove Joe Dassin incide la sua ‘L’ete’ Indien’, che diventa una hit. Cantano sue canzoni Mireille Mathieu, Dalida, Johnny Hallyday, Michel Sardou, Claude Francois, Herve’ Vilard, Iggy Pop, .Luis Miguel,  Miguel Bosé, Petula Clark. In Italia compone per Domenico Modugno, Gigliola Cinquetti, Ornella Vanoni, Fausto Leali, Loredana Bertè, Paolo Mengoli, Marcella, Ricchi e Poveri, Peppino di Capri, Fiordaliso Per Celentano ha scritto ‘Soli’, tutte le canzoni del disco ‘Il tempo se ne va’ e ‘Ti lascio amore’, cantata insieme a Mina.

Toto Cutugno è stato un grande professionista, capace di vendere 100 milioni di dischi, autore e cantante capace di vincere Sanremo, il Festival Europeo della Canzone, di essere amato in diverse parti del mondo, ad esempio in Francia. Non ci sono solo la Russia e l’Armata Rossa a fargli il coretto.

Trovo l’ennesima conferma che abbiamo ottimi artisti e la canzone italiana, talvolta per altre vie, continua a girare il mondo. Purtroppo la tv sa raccontarcelo poche volte, appoggiandosi supinamente sulle richieste delle major. Basta guardare la proposta musicale dell’estate: gli stessi cantanti che saltano da una rete all’altra, da una piazza all’altra e sempre loro sono gli ospiti dei tg per la presentazione del nuovo singolo.

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Una risposta

  1. Addio all’italiano vero

    Mi è sempre piaciuto Toto Cutugno per quella sua voce calda ed avvolgente.
    Ho cantato mille volte ai miei nipotini la sua canzone più famosa ” Sono un italiano ” .
    Mi piaceva molto perché molto orecchiabile.
    Non ne sentivo parlare da decenni ormai e non sapevo che fosse gravemente ammalato ( un tumore contro cui ha lottato per quasi un ventennio ).
    Ignoravo che , oltre ad avere una voce gradevole, avesse scritto canzoni di grande successo per tanti artisti italiani e stranieri.
    Ritengo Cotugno uno dei migliori cantanti della mia generazione e penso proprio che non sia stato sufficientemente supportato dai media pur avendo raggiunto livelli di eccellenza come cantante e come scrittore di testi musicali.
    E pensare che ci sono cantanti che sono sulla cresta dell’onda ininterrottamente da decenni pur non avendo la stoffa ed il carisma di Cotugno.
    Ne cito solo uno ma ne potrei citare a decine.
    Mi riferisco a Gigi D”Alessio, un cantante discreto ma assolutamente monotematico, che ha avuto grande successo ben oltre i suoi meriti artistici.
    Gli è che anche nel mondo delle canzonette non basta solo la bravura per emergere ma occorre essere supportato dal sistema per rimanere sulla cresta dell’onda per decenni.
    Sarebbe auspicabile che i media fossero più obiettivi e non fossero influenzati da pressioni, suggestioni e persino condizionamenti per evidenziare i meriti di chi veramente vale, non solo nel mondo delle canzonette ma in tutti i settori.
    Ma questa è pia illusione.
    Non è solo la politica che viene raccontata come vuole il dominus del momento ma tutto quello che accade in Italia e nel mondo.
    Si continua a privilegiare cinicamente l’apparire subordinandolo all’essere per pura convenienza.
    Con la morte di Cotugno se ne va un altro pezzo della mia lontana gioventù e la cosa mi rattrista molto e mi fa pesare un po’ di più la mia vecchiaia..
    Se ne va uno degli ultimi cantautori di vaglia lasciando via libera ai cantanti rap, quelli che non cantano ma parlano e spesso sanno solo esprimere volgarità.

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