Torce a vento e incerti del mestiere

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C’è morto ammazzato e morto ammazzato.Dove sta la differenza?Maria ci spiega il mistero secondo la sua interpretazione

Che un poliziotto, intervenuto a Genova,  in quella che doveva essere semplicemente l’azione di sedare una disputa familiare, sia stato ammazzato con una coltellata al cuore, non scuote le coscienze, non indigna  e non sorprende. Non appare una morte grave come quella di un ladruncolo, che un  esercente, incredibilmente e assurdamente violento, esasperato, ha colpito a sprangate, a Milano. Tantomeno, è degna di essere paragonata alla morte di un gruppo di delinquenti, spacciatori, sfruttatori,estorsori, freddati in un regolamento di conti camorristico, a Castelvolturno.

Si potrebbe parlare di incerti del mestiere, per il poliziotto, che ogni mattina, o meglio, ad ogni inizio turno, (perché gli appartenenti alla Polizia di Stato  i turni li fanno, a differenza di altri che si fregiano comunque del titolo di “polizia” ) saluta qualcuno, moglie,  figli, genitori…consapevole del pericolo che il suo  lavoro implica.

Che ne venga “tirato giù dalle spese”  uno, ogni tanto, fa parte quindi degli incerti del mestiere.[1]

Ma allora, anche chi uccide, chi ruba, chi sfrutta la prostituzione, chi esige il pizzo, chi in qualunque modo fa il delinquente, deve pur sapere, a sua volta, che il ci sono, anche per lui, gli incerti del mestiere. Dove sta allora la differenza, fra questi morti. Il poliziotto, pianto solo da chi lo amava, dai suoi amici, dai suoi colleghi e superiori…e gli altri, invece, pianti anche da una moltitudine di sconosciuti, che, con fiaccole in mano e fazzoletti intrisi di lacrime, sfilano, solenni, per le città.

Forse ho trovato.

E’ il colore che fa la differenza. Il colore non delle divise, no, quello della pelle. Per non passare da razzisti, si cade, all’opposto, in  una forma, assai diffusa, di razzismo all’incontrario, altrettanto meschino e ingiustificabile di ogni altra  forma di discriminazione, fra bianco e nero, tra nord e sud, etc. Razzismo all’incontrario che fa compatire i negri che delinquono, o gli extracomunitari in generale, che lo fanno, e che, magari, ogni tanto, fanno pure una brutta fine.

Per loro si mobilita la piazza e fanno affari d’oro i venditori di fiaccole e torce a vento.

In questi ultimi tempi questi prodotti sono andati a ruba, forse potrebbero  essere terminati.

Chissà se a  Genova ne sono rimaste, di fiaccole e di torce a vento,  per ricordare  Daniele Macciantelli, trentasei anni, assistente capo del reparto prevenzione crimine Liguria, sezione di Genova, nella caserma di Bolzaneto. Speriamo di sì.

Ma, in fondo,  era solo un poliziotto, anche se di valore e grande esperienza. Che importa, per il TG3 odierno[2], ad esempio,  è più importante dare la notizia di Jovanotti che fa la statua vivente alla Triennale Bovisa di Milano. E poi il poliziotto è pagato per questo, dirà qualcuno. Certo, pagato anche per questo.

Inoltre, è morto per mano di  Danilo Pace, 26 anni, piccoli precedenti per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione, infermo di mente, con seri problemi psichici. Il quale viveva  come una persona sana, in famiglia, nella società.

La legge 180  ha, di fatto, eliminato questi malati.

Fra tante leggi inutili, leggi ad personam, leggi inique, etc etc. che ci opprimono e ci affliggono, anziché proteggerci e tutelarci, chissà che non venga approvata una legge  simile a quella suggerita dal grande umorista Cesare Marchi, che, commentando la 180 scrisse : “Chiudendo i manicomi, si sono eliminati i pazzi, come dire che, chiudendo i cimiteri, si eliminerà la Morte”.



[1] Altri due poliziotti, il  Vice Sovrintendente Gabriele Rossi e l’assistente Capo Francesco Alighieri, da poco in Campania a supporto dei loro colleghi e provenienti da Torino, hanno perso la vita in un incidente, durante un inseguimento per bloccare un’autovettura che non si era fermata all’alt di un posto di blocco.

[2] 26.9.2008 ore 14,30

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