Topolino scarica i boy – scout

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  •  La Walt Disney dal 2015 potrebbe bloccare i finanziamenti a sostegno dell'associazione dei boy scout...
     

Eh sì, ve lo stavate domandando…”come faranno ora i boy scout?”…sì perché non potranno più contare sul sostegno economico di Topolino!

Disney ha deciso di sospendere le sovvenzioni perché chi “”discrimina, nella prestazione di servizi illegalmente o in modo incompatibile con le politiche della Disney, sulla base della razza, religione, colore, sesso, nazionalità, età, stato civile, capacità mentale o fisica, o l’orientamento sessuale”” non può godere del sostegno dalla Major americana. Allora, quale sarebbe la colpa degli Scout? Quella di aver “candidamente” ammesso di non nominare ragazzi o ragazze gay tra i capi. Qualcuno di voi sorriderà, ma vi assicuro che i camiciati americani ridono meno; dovranno infatti rinunciare a 4,8 Milioni di Dollari, mica noccioline. Ma tralasciando il mero aspetto economico, ben venga la decisione di Disney, e ce ne fossero di aziende come questa! Ma a voi interessa sapere con chi va a letto il vostro macellaio? Vi interessa sapere, o vi chiedete, se il carabiniere che interviene quando avete bisogno ami un uomo o una donna? E, ancora, vi interessa davvero se l’insegnante di lettere di vostro figlio a casa ha una compagna che l’attende con ansia per preparale la cena? Non dovrebbe invece interessarci che il macellaio ci venda carne buona, non contaminata da agenti chimici; che il carabiniere intervenga prontamente prendendo le nostre difese; che l’insegnante sappia far innamorare della letteratura uno studente. Ben venga la Disney, e spero che anche altre aziende prendano esempio, perché qualsiasi diversità non rappresenti più una barriera; non parlo solo di sessualità: vorrei che P&G e Dash mostrassero come anche una donna con handicap possa ottenere un “bucato pulito”, “Fiat” che anche un’anziano può guidare, “Mediaset Premium” che anche un ragazzo di colore può guardare film in prima tv e “Nespresso” che anche una persona affetta da sindrome di Down può farsi un ottimo caffè. Questa, signori, si chiama normalità, e pare non appartenere a tanti ambiti del nostro quotidiano, Boy scout americani compresi.

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