Toglietevi il vostro ultimo sassolino dalla scarpa

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19/12/20007 ore 17,10

L’incapacità della CASTA dei privilegiati

 

Mi permetto di sottolineare ancora una volta come il livello dei nostri parlamentari sia scadente, raggiungendo il livello dell’incompetenza professionale. Questa CASTA è ormai solo fine a se stessa perchè ancora una volta si dimostra incapace di fare il suo mestiere e cioè di prendere quei provvedimenti urgenti e necessari per difendere i cittadini dalla delinquenza comune. E’ cronaca di questi giorni: dopo il fatto di sangue di Tor di Quinto ad opera di un immigrato, stupratore, delinquente sanguinario e nullafacente, il governo, per fare fronte alla giusta reazione sdegnata dell’opinione pubblica, si affrettò ad emettere un decreto che permetteva alle forze di sicurezza di rimandare nel loro paese quegli immigrati che si dimostravano pericolosi per l’ordine pubblico.

Poi, per la necessaria conversione in legge del decreto, il governo ha formulato una legge sulla sicurezza, da presentare e discutere in parlamento, e da approvare col voto maggioritario.

Ci sono tempi tecnici: se la legge non è approvata entro il 31 Dicembre, data di scadenza del decreto, il decreto stesso non solo decadrà, ma quei pochi immigrati già espulsi potranno liberamente tornare, magari per chiedere danni allo stato per l’espulsione divenuta illegale.

Pare purtroppo che i nostri legislatori della CASTA rinomata non ci riusciranno ad approvare nei due rami del parlamento questa benedetta e necessaria legge che dovrebbe migliorare la nostra sicurezza.

Il capo dello stato ha già detto che la formulazione della legge è tale che, contenendo riferimenti errati, anche se approvata dal parlamento, lui non potrà e non vorrà promulgarla. Ha in sostanza, dato dell’asino al governo. E purtroppo non c’è tempo per una nuova scrittura e un nuovo iter alla Camera e al Senato. Cosa significa tutto questo?

Significa che i nostri legislatori, che sono in grande maggioranza professionisti con laurea in legge, iscritti al famigerato ordine, non sanno nemmeno formulare un disegno di legge che stia legalmente in piedi, e, peggio, che al momento della discussione nell’apposita commissione nessuno se ne accorge.

E nessuno se ne è accorto nemmeno durante la relazione al parlamento. Abbiamo un migliaio di parlamentari strapagati e straprivilegiati che siedono in una torre d’avorio ma che sono totalmente e vergognosamente incapaci di fare il loro mestiere.

Ma parlo solo della qualità delle leggi, perchè come quantità non ci batte nessuno. Pare che i nostri parlamentari abbiano, nel tempo, approvato più di 250.000 leggi, e parlo solo di quelle ancora in vigore, mentre pare che in Francia e Germania non superino le 10,000 e che negli Stati Uniti, Canada ed Inghilterra siano ancora inferiori: si parla di circa 5,000 leggi soltanto. Ma in questi paesi le leggi vengono applicate dai magistrati e dalle forze di sicurezza, e oltre alla legge scritta, vale la ‘Common Law’, cioe la legge non scritta dell’etica e della morale ricavata allineandosi al corpus delle sentenze precedenti, in base al principio che nessuna nuova sentenza deve contraddire simili sentenze precedenti.

Da noi invece le leggi servono soltanto ad agevolare il gioco degli azzeccagarbugli, arricchendoli a danno degli onesti e a favore dei delinquenti.

Ma che i nostri legislatori siano incapaci di formulare leggi che funzionino noi lo sapevamo già: basta vedere cosa è successo con le leggi elettorali.
Da quando hanno provato a cambiarle hanno solo creato degli aborti legislativi che scontentano tutti, anche quelli stessi che le avevano create.E ora che hanno capito che non è il loro mestiere scrivere leggi elettorali, fanno come gli asini in classe: copiano dagli altri. Ma non sanno nemmeno da chi copiare, e dubito che abbiano davvero capito cosa copiare.

La facciamo alla tedesca? O è meglio farla alla spagnola? E se la facessimo invece alla francese? Qualcuno propose anche di farla alla israeliana Facciamolo strano – diceva quel comico. Che abbiano tratto ispirazione da lui?

E poi questi che propongono queste leggi elettorali d’importazione sono sicuri di conoscerele davvero a fondo? Sanno davvero di cosa parlano? Io ho grossi dubbi in merito. C’è da piangere e da vergognarsi, e lo facciamo noi per loro, visto che loro non lo fanno.

Roba da analfabetismo di ritorno. Roba da paese delle banane, o da paese dei campanelli!

Ma alla fine è solo roba italiana.

 

Venturi ing. Giuseppe

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18/12/2007

Vale ancora la possibilità di togliersi un sassolino?

 

Spero di sì… spero che prosegua anche per questo numero di Bice la concessione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Bella questa espressione,  è così…deliziosamente démodée, e il mio vuole essere un complimento. Dico questo perché talvolta sfugge l’essenza, il significato dei termini che si leggono, se ci si ferma all’apparenza.

Credo che con i rispettivi sassolini di ciascuno di noi  si costruirebbero meravigliosi muretti a secco, quelli che, soprattutto  in Irlanda, in Sardegna, nella Francia meridionale, etc, vengono  abilmente e armoniosamente eretti, a dividere le proprietà o delimitare le strade, da umili  contadini…diventando parte del paesaggio e sua caratteristica tipica.

Entrare in un ufficio postale, tappa obbligata di questi tempi, consente di ritrovarsi con numerosi sassolini alcuni assai ingombranti,  altri piccoli…

Un sassolino è costituito dall’onnipresente furbo che, in una  fila senza biglietto con il numero progressivo, riesce in qualche modo a guadagnare un miserabile posto…muovendosi di soppiatto, mentre l’ignaro che lo precede è distratto o, più semplicemente, non si abbassa a fare una discussione per una simile piccolezza.

Ci sono però sassolini assai più consistenti, e più fastidiosi.

Uno di questi è rappresentato per me  dall’impiegato di uno degli Uffici Postali che, raramente, e solo per ritirare qualche raccomandata o un pacco inesitato, o spedirne qualche altro, mi capita di frequentare.

Qualcuno dovrebbe avvertirlo: non va più di moda l’impiegato postale becero, villanzone e bradicardico…Ora è decisamente trendy il postale  tecnocrate, preparato e cortese, o almeno abile  nel dissimulare  e dominare noia e frustrazioni eventuali, in modo da non far sentire a disagio l’utenza, duramente provata non solo dalle periodiche emorragie di denaro cui è soggetta, per bollette e quant’altro… ma anche, e forse più ancora, dalle estenuanti attese.

Attese di ore talvolta, davanti a quattro o cinque lucenti sportelli cromati, di cui solo uno, o due sono funzionanti… mentre, come pallide larve, ogni tanto compaiono, sarebbe meglio dire si materializzano, dalle buie profondità dell’ufficio, altri impiegati e impiegate, che sogguardano fuggevolmente il popolo speranzoso dei contribuenti, dei pensionati, degli automobilisti…Popolo che a sua volta spera di cogliere in quegli occhi opachi uno scintillio, un segno della prossima apertura di un altro sportello…

Nulla.

Essi,  maschio o femmina, si comportano allo stesso modo di ogni  immateriale proiezione astrale… Non parlano, non  si sognano neppure di aprire  un altro sportello e scivolano via, dileguandosi.

Fino alla prossima apparizione.

Certo , ci sono registrazioni e lavori d’ufficio che si svolgono “dietro le quinte”, lavori altrettanto necessari e impegnativi dei compiti di uno sportellista, ma, almeno, che non si facciano vedere, che non illudano gli utenti in attesa, ansiosi di  mettersi in fila ad  un altro sportello, riuscendo a recuperare un po’ di tempo, prezioso per tutti.

E poi la  maleducazione, che  ferisce e umilia, anche quando non ci tocca direttamente… sentire il bradicardico di cui sopra, ad esempio apostrofare con il tu qualsiasi extracomunitario, o vecchietta, è sgradevole oltre che ingiusto.

Non solo: non sempre l’utente allo sportello è addentro ai misteri postali, ed è , io credo, lecito e comprensibile che non sappia che un pacco contrassegno, con giacenza anche di un solo giorno, sarà gravato di sovrattassa di 1  €uro e 50 centesimi al giorno, come è comprensibile che non tutti sappiano che, per ritirare una qualsiasi sciocchezza raccomandata non sia più sufficiente la sola delega vergata interamente di suo pugno dal destinatario delegant
e… ma sia necessario esibire anche il suo documento o una fotocopia chiarissima dello stesso.

Sono tutte cose giuste, sacrosante, sono tutte cose che hanno lo scopo di rendere sicuro, legale e preciso ogni ritiro, ogni spedizione, ogni pagamento.

Ma, se l’ignoranza della Legge non è ammessa, non è ammesso neppure il tono inutilmente sferzante usato per comunicare le disposizioni e le normative predette.

Non è facile lavorare, per nessuno, e spesso questi sono lavori che danno poca, o nessuna soddisfazione personale. Se non è sufficiente, per qualcuno, come motivazione e incentivo a resistere, lo stipendio comunque rispettabile che percepisce, se non trae, dal maneggiare raccomandate, buoni fruttiferi e bollettini, alcuna soddisfazione… se sente di essere chiamato a più alti destini… Ecco, non  gli rimane che andarsene, per realizzare i  sogni e le  aspirazioni.

In attesa di ciò, credo sia utile e  indispensabile  che si comporti come se nella vita non avesse desiderato  altro che pagare pensioni, emettere buoni postali, spedire raccomandate, vendere francobolli, far pagare bollettini di ogni tipo.

Uno degli spettacoli più gradevoli a cui sia dato assistere è vedere una persona che fa bene il proprio lavoro, con precisione, competenza e, se possibile, con un sorriso. Proprio perché sorridere è difficile e talvolta quasi impossibile, riuscire a farlo, con gentilezza e garbo, all’interlocutore di là dal vetro, sarà ancora più meritevole e gradito.

Maria

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