“Togliere le borse di studio dal Patto stabilità”

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La deputata modenese del Pd ha presentato un emendamento al decreto Sblocca Italia

 

“Occorre ritornare allo spirito originario della norma”: la deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni, componente della Commissione Istruzione della Camera, ha presentato un emendamento al decreto Sblocca Italia che chiede di ripristinare l’esenzione dal Patto di stabilità delle risorse relative al Diritto allo studio provenienti dal Fondo integrativo nazionale.

 

Nel 2013 si era battuta per ottenere fondi da destinare a sostegno del Diritto allo studio, oggi continua a battersi affinché quei fondi, 150 milioni di euro, vengano esclusi dai vincoli del Patto di stabilità: la deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni, componente della Commissione Istruzione della Camera, ha presentato un emendamento al decreto Sblocca Italia che chiede di ripristinare l’esenzione dal Patto di stabilità delle risorse relative al Diritto allo studio provenienti dal Fondo integrativo nazionale. “L’Italia è purtroppo fanalino di coda in Europa per investimenti a sostegno del Diritto allo studio – conferma Manuela Ghizzoni – meglio di noi fanno Paesi, come la Spagna, che pure attraversano un periodo di crisi altrettanto pesante. Nel 2013 in Italia sono state erogate 141.310 borse di studio, quando in Spagna erano state 305.454, in Germania 440.217 e addirittura in Francia 629.115. Gli ultimi dati ci confermano che la mancanza di efficacia nel sostegno al Diritto allo studio innesca un meccanismo perverso che, a caduta, travolge tutto il sistema. Abbiamo una delle più basse percentuali di laureati in Europa, ma, negli ultimi anni, è continuata l’emorragia di immatricolazioni: solo nell’anno accademico 2013/2014, in Italia, abbiamo registrato un calo del 3,4% rispetto all’anno accademico precedente”. Se questo è il contesto complessivo, quindi, secondo Manuela Ghizzoni, diventa fondamentale ripristinare la situazione originale: “Come Pd – ricorda l’on. Ghizzoni – ci eravamo battuti affinché i fondi stanziati con la legge di stabilità 2013 a favore del Diritto allo studio fossero tenuti fuori dai vincoli del Patto di stabilità. Ragioni di risparmio hanno, invece, prodotto un accordo tra Stato e Regioni che reinserisce questi finanziamenti tra quelli vincolati: si rischia concretamente che alcune Regioni non riescano a erogare queste risorse per rispettare i vincoli definiti dal Patto. E’ indispensabile ritornare allo spirito originario che ci aveva guidato nel predisporre le nuove risorse da indirizzare al sostegno degli studenti meritevoli, ma provenienti dalle fasce sociali più deboli”. 

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