Tigelle-western

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Si è svolta a Sassuolo la prima gara di cowboy action shooting della provincia di Modena. Una competizione di tiro dinamico che ha riportato partecipanti e spettatori alle atmosfere del selvaggio west

Far West… Quante immagini evocano queste due parole…  Indiani e cowboy, banditi e sceriffi, deserti infuocati e praterie sconfinate, diligenze e città fantasma e tanto altro ancora.  Ma il concetto di vecchio west comprende la storia, le leggende, la cultura del periodo storico vissuto tra l´ultima metà del 1800 ed i primissimi anni del 1900 nei territori e Stati americani occidentali.

Ad “”inventare”” ed esportare la cultura wester fu William Frederick Cody  meglio noto con lo pseudonimo di Buffalo Bill. 

Nel 1873 Ned Buntline, uno scrittore molto popolare negli USA che aveva scritto diversi racconti che narravano le gesta di Buffalo Bill, gli chiese di interpretare una versione teatrale delle sue novelle e qualche anno più tardi William Cody creò il Buffalo Bill Wild West Show, uno spettacolo circense in cui venivano ricreate rappresentazioni western, fra cui la cruenta battaglia di Little Bighorn, dove perse la vita il generale Custer combattendo gli indiani.

Fra i protagonisti dello spettacolo, a cui partecipavano veri cowboy e pellerossa, ci furono il leggendario capo Sioux Toro Seduto, la temeraria Calamity Jane e il famosissimo pistolero Wild Bill Hickock. Questo spettacolo nel quale  personaggi così leggendari interpretavano se stessi fu un successo negli Stati Uniti ed in Europa per oltre due decenni.

Buffalo Bill organizzò fece spettacoli anche in Italia tra cui a Genova e a Roma dove nel 1890 perse la celebre sfida nella cattura e doma di puledri contro i butteri dell’Agro Pontino capitanati da Augusto Imperiali. 

William Cody morì nel 1917, all’età di 71 anni, e venne seppellito per sua volontà sulla Lookout Mountain in Colorado, ad est di Denver. Qualche tempo prima di morire si era convertito alla confessione cattolica e nel 1890 era stato ricevuto in udienza papale da  Leone XIII.

Lo spettacolo di Buffalo Bill fu solo l´inizio, la leggenda del Far West fu successivamente oggetto di quasi tutte le espressioni artistiche: dalla letteratura alla pittura, dai fumetti ai cartoni animati.

Tutto quello che era ed è legato in qualche modo al Vecchio West ha avuto ed ha ancora così tanta popolarità perché ha il sapore dell´avventura, dell´eroismo, del mondo incontaminato, della società ancora scevra dalle differenze di classe, della libertà, della speranza, del sentimento genuino.

L´arte che più di ogni altra ha contribuito a rendere il periodo storico del Vecchio West così seguito e studiato è stato sicuramente il cinema.

Le primissime pellicole western furono girate all’inizio del 1900 e come tutte le produzioni dell’epoca, esclusivamente in studi cinematografico. Quando però l’evoluzione tecnologica consentì le riprese anche in esterno, le ambientazioni scelte per il western cominciarono fin da subito ad essere scelte tra gli angoli più desolati degli Stati dell´Ovest degli USA e ben presto il panorama stesso non rappresentò solo uno sfondo per la vicenda ma un elemento portante del racconto.

Il primo film di genere western in assoluto è stato The Great Train Robbery una pellicola muta della durata di soli 12 minuti diretta da Edwin Porter ed interpretato da Justus Barnes e Gilbert Anderson. In pochi medi di proiezioni divenne così popolare che Anderson divenne una vera star, tanto che negli anni a venire girò diverse centinaia di cortometraggi western divenendo un´icona di questo genere cinematografico. L’età d’oro del film western è rappresentato dalle opere di due registi: John Ford  che si avvalse  spesso di John Wayne per i suoi film) e Howard Hawks.

Ma a dare un i
mpulso straordinario e uova linfa a questo genere cinematografico, furono gli spaghetti-western tra la fine degli anni ´60 e l´inizio dei ´70. Inizialmente il termine “”spaghetti-western””, voleva solamente indicare delle pellicole caratterizzate dal fatto di essere girate in italiano, con budget ridotti ed uno stile minimalista, secondo le convenzioni dei primi western, in parte intenzionalmente, in parte come conseguenza dei mezzi limitati.

Inoltre venivano introdotti tutta una serie di innovazioni stilistiche, che avrebbero rivoluzionato non solo il genere western ma tutto il cinema in generale, ad esempio se nei western firmati da John Ford la differenza tra buoni e cattivi era così marcata da risultare stucchevole, i protagonisti degli spaghetti-western non sono  facilmente classificabili in modo così manicheo, alternano infatti caratteristiche di eroismo e altruismo a cupidigia e cinismo.

Gli stessi americani, anzi, dovettero fare i conti col nuovo stile rimbalzato dall’Europa e imposto da Sergio Leone, tanto che già dalla metà degli anni settanta in molti western prodotti negli Stati Uniti si nota una diversa impostazione di personaggi e situazioni, che si fece progressivamente più vicina a quella degli spaghetti-western piuttosto che al western classico.

I film più conosciuti, veri e propri archetipi del genere, ci sono quelli della cosiddetta trilogia del dollaro, diretti proprio da Leone, film che hanno contribuito a consacrare Clint Eastwood come divo hollywoodiano.

Questo mito del Far West che nel corso dei secoli è ancora lontano dal perdere smalto è stato ricreato la scorsa domenica a Sassuolo dall´Old West Shooting Society, associazione italiana che promuove il cowboy action shooting , una disciplina che combina lo sport del tiro dinamico alla ricostruzione storica.

Al Tiro a Segno Nazionale del quartiere Rometta è stato ricreato uno scorcio di Far West,  tra curatissime coreografie tra le quali un accampamento di frontiera e la ricostruzione del cimitero di Sad Hill (ambientazione nella quale si è svolto il famoso “”triello”” tra il Buono il Brutto e il Cattivo dell´omonimo film), una trentina di appassionati in costume dell´epoca si sono sfidati nel Wild Rewards Revival. La gara organizzata in quattro stage su altrettante ambientazioni tematiche ha visto una competizione serrata di tiro dinamico rigorosamente con repliche armi d´epoca.

Ogni partecipante era dotato di due pistole single action, un fucile tipo Winchester a leva ed un fucile calibro 12. Cullati dalle colonne sonore dei film western composte dal leggendario Ennio Morricone che hanno contribuito a dare alla gara un´atmosfera magica e surreale, nonostante il clima polare i concorrenti hanno dimostrato un ottimo livello tecnico.

Stefano “”Wyoming”” Nannoni, l´organizzatore della gara ha curato ogni cosa nei minimi dettagli, rendendo la giornata indimenticabile a concorrenti e spettatori.  Da segnalare che i circa 30 partecipanti provenivano dalle più diverse regioni italiani, tra le quali Campania, Lombardia e Toscana.

La classifica finale ha visto la vittoria di Alberto “”Bill Masterson””Fronti nella categoria 45 Long Colt, 44 magnum e 44/40 e del bolognese Luca “”Dingus”” Bonetti per quella 38 special e 357.  Le sessioni di tiro dinamico sono state inframmezzate da un pranzo molto emiliano e poco western a base di tortelloni pollo arrosto e affettati. Una gara che dunque è stata uno spettacolo d´altri tempi e che ha riconfermato come il mito del Far West possa rivivere anche a due passi dalla via Emilia.

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