Tifero’ per questo governo, ma senza paraocchi

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Faccio il tifo perché come Italiano ne trarrei vantaggio e giovamento, un fallimento ci renderebbe tutti (eccetto i soliti noti) più poveri. Seppure buona parte dei propositi mi spaventi, qualcun altro lo ritengo invece sacrosanto. Sarà speranza dei malvestiti che vada un buon inverno?Come Italiano questi ho al governo della nazione e mi conviene sperare che sappiano realizzare quella parte dei loro programmi con i quali concordo.

 


Tiferò perché questo governo, nato in un modo bislacco rispetto ai canoni tradizionali, basato su due forze da sempre contrapposte, una delle quale alleata ancora con due partiti ora all’opposizione, possa essere definito un buongoverno, capace di trovare soluzioni ai problemi dei cittadini, trasformandole in leggi. Faccio il tifo perché come Italiano ne trarrei vantaggio e giovamento, un fallimento ci renderebbe tutti (eccetto i soliti noti) più poveri.

Essendo stato detto di ogni in questi novanta giorni di gravidanza governativa, dovrò aspettare i fatti, perché le parole fin qui sono state gettate al vento con una leggerezza da sfiorare il fantasmagorico.

Seppure buona parte dei propositi mi spaventi, qualcun altro lo ritengo invece sacrosanto. Sarà speranza dei malvestiti che vada un buon inverno?

Come Italiano questi ho al governo della nazione e mi conviene sperare che sappiano realizzare quella parte dei loro programmi con i quali concordo.

Ci sono due temi che vorrei vedere sviluppati e portati a maturazione, con buone speranze perché costituiscono colonne portanti per M5S e Lega. Chiedo loro cioè di essere coerenti.

La Lega, uno volta Nord, oggi di Salvini, protesa anche a sud, pericolosamente a leggere le ultime dalla Calabria, ha sempre invocato il federalismo, salvo dimenticarsene quando ha governato con Bossi. L’autonomia fiscale degli enti locali, l’equiparazione di tutte le regioni, la differenziazione delle competenze, la responsabilizzazione dei territori possono rappresentare il percorso per superare le contraddizioni dell’economia globale. Mi raccomando, non il localismo che consente ad un interesse locale di tenere in scacco una nazione, ma una chiara suddivisione delle responsabilità, con i soldi che non vanno a Roma se devono tornare donde sono partiti, perdendone nel viaggio la metà.

Il M5S, trionfatore al Sud dove maggiori sono gli intrecci malsani fra stato e forze economiche o criminali, dove è maggiore anche il paternalismo nei confronti del singolo cittadino, può farsi valere per superare i favoritismi, le clientele, l’illegalità spicciola come prassi di vita, perché l’Italia nuova non si fa soltanto a Roma ma in ogni comunità e, su questo fronte, tutta l’Italia sta diventando sud.

Come avevo chiesto al centrosinistra di Renzi, così anche a loro chiedo l’impresa straordinaria di fare dell’Italia una nazione ‘normale’, dove le cose si fanno e non si dicono soltanto; dove le riforme non si misurano a suon di ‘bonus’ ma attraverso mutamenti strutturali che innovano l’intelaiatura sociale, economica, culturale; dove si procede modificando ciò che viene dal passato senza cancellarlo, perché non si può ogni volta ripartire da capo; dove la trasparenza diventa metodo e non propaganda; dove ai politici, agli amministratori pubblici si conceda tutto quanto possa loro servire e nulla del superfluo.

Tifero questo governo nel mio interesse, ma proprio per il mio interesse non gli perdonerò gli errori, pregando di trovare sulla mia strada pochi tifosi, perché di partiti presi, di preconcetti e di pregiudizi non abbiamo bisogno.

 

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