Territorio Modena. Castaldini (Fi): risarcire i danneggiati dall’esondazione del Panaro

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La consigliera chiede chiarezza sugli investimenti fatti, sulle casse di espansione e sui progetti futuri, anche alla luce della possibilità di utilizzare i fondi europei del Recovery
 

La Regione intervenga per risolvere i problemi causati dalla rotta del fiume Panaro, in provincia di Modena. A chiedere chiarezza e interventi sugli eventi calamitosi che hanno segnato gli ultimi mesi è un’interrogazione della consigliera Valentina Castaldini (Fi).

In particolare, Castaldini interroga l’amministrazione regionale per sapere “”quali iniziative si intendano sollecitare per garantire adeguati risarcimenti a privati e imprese danneggiati dalla piena del Panaro e dalle conseguenze della rottura dell’argine; quali somme siano state anticipate dalla Regione e con quale finalità e quali interventi di ristoro immediato siano stati erogati a famiglie e imprese.

Inoltre, l’atto ispettivo interroga la Giunta per sapere “”se e come sia stato fornito personale aggiuntivo ai Comuni colpiti dall’alluvione; quante risorse siano state destinate al territorio modenese per il piano di interventi di messa in sicurezza del reticolo idrografico a seguito dell’alluvione del 2014; quante risorse siano state fino ad ora utilizzate e per i finanziamenti di quali opere e quali progetti nonché se fra questi interventi ce ne siano anche relativi al tratto di fiume arginale interessato dalla rottura e quali opere siano ad oggi state finanziate, realizzate e/o in fase di progettazione in relazione ai finanziamenti stanziati””.

Castaldini è molto attenta proprio sulla manutenzione del fiume Panaro tanto da chiedere alla Giunta “”se il tratto di argine del Panaro che ha ceduto fosse stato interessato da interventi di manutenzione o di monitoraggio nel recente periodo e quali azioni si intendano intraprendere per affrontare l’annoso problema del dissesto idrogeologico delle zone colpite dall’alluvione””.

Dalla consigliera grande attenzione alla gestione delle risorse e delle opere già realizzate: “”Si conferma -scrive infatti nell’interrogazione- il mancato utilizzo della seconda cassa d’espansione del Panaro e le ragioni del mancato collaudo?
Come si giudica l’attività realizzata per il contrasto degli animali quali, volpi, nutrie e istrici in particolare in quel tratto arginale e di territorio interessato dal cedimento dell’argine?””.

A essere chiamati in causa da Castaldini sono proprio Regione e Provincia: “”La Giunta -chiede la consigliera- è a conoscenza di piani provinciali o regionali per prevenire il dissesto idrogeologico del Secchia e del Panaro, comprensivi della progettualità dei tre scenari previsti dall’Unione Europea? Sono stati avanzati progetti che potrebbero beneficiare dei fondi europei ‘Recovery Found’?””.

(Luca Molinari)

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