Terremoto

Condividi su i tuoi canali:

I nostri volontari sono sempre pronti ad andare ovunque. Ma se il terremoto venisse a casa nostra?

Non voglio soffermarmi sulle polemiche relative ad Errani, sottoposto a un fuoco incrociato di insulti, perché non so definire altrimenti gli attacchi contro di lui, accusato da Luigi Di Maio non di essere incapace, ma impegnato nelle istituzioni dal 1983 e  commissario del sisma in Emilia. Il suo vedere accordi di partito e il male in ogni azione altrui, ci autorizza a coltivare pari dubbi sulla serie di gaffe e scivoloni della giunta romana. Per cui lascio perdere.

Preferisco lodare i volontari emiliani e la nostra protezione civile regionale, sempre i primi ad arrivare dove c’è bisogno, attrezzati e preparati; lodo le nostre comunità, già in campo con mille iniziative di sostegno e di raccolta fondi; lodo l’associazionismo che resta alla base del modello ‘Emilia’ ed è la nostra forza: la nostra individualità sa diventare squadra.

Però mi faccio e vi faccio una domanda: se succede una catastrofe nel nostro comune, conosciamo il piano di evacuazione, sappiamo in quale piazza confluire, ci hanno informato sui comportamenti da tenere? C’è un  piano locale di protezione civile? Ci hanno mai chiamato per illustrarlo?

Ricordo quando nel 1977 in alcuni rioni fioranesi mancò la corrente elettrica per quindici giorni a causa della neve ‘patocca’ che aveva tranciato i vecchi fili; gli unici sistemi per comunicare con le persone era attraverso le radio locali, allora appena nate, ascoltate grazie ai transistor e attraverso l’uso delle trombe su automobili. Con quelle giravano le informazioni sui forni in funzione, sui tempi del ripristino, sui distributori attivi, sulla chiusura e la riapertura delle scuole. Oggi chi comunicherebbe e come? Via sms con gli apparecchi agonizzanti e morti dopo due giorni, vista la voracità di energia che richiedono immagini e connessioni?

Quali sono i luoghi pubblici dei nostri comuni costruiti con sistemi antisismici? Chi sono i referenti? Dove possiamo trovarli?

Mi faccio lo domanda, ma ho paura a darmi la risposta, pur convinto che nel giro di qualche ora saremmo sommersi da aiuti che vengono da altre località, come succede sempre nelle disgrazie. Però la consapevolezza di ognuno aiuterebbe ad evitare il panico e la disperazione.  

Il terremoto dell’Italia centrale ha dimostrato, a differenza di quanto successe in Irpinia, che sappiamo intervenire presto e sappiamo cosa fare; la stessa abilità dobbiamo utilizzarla prima: prevenire e prepararci.

Senza bisogno di giungere alla catastrofe; se c’è una interruzione di energia elettrica, abbiamo in casa uno strumento capace di cacciare l’oscurità totale? Siamo in grado di cucinare? Possiamo scaldarci un minimo? Prima di ogni altra cosa dovremmo recuperare la virtù della prudenza, sorella maggiore della prevenzione, ma questa società finge d’essere immortale nonostante le sberle date dalla natura. 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

TUTTE LE MOSTRE APERTE E AD INGRESSO LIBEROIN OCCASIONE DELLA FESTA DEL PATRONO DI MODENAMartedì 31 gennaio 2023, ore 11-19 Mostre in corso Minecraft Museum

Appuntamenti del weekend

Ultime proposte di GennaioOrario di apertura del Centro Tutti in letargo – sede di FormigineSabato 28 gennaio dalle 16.30 alle 18 – I giorni della merla: costruiamo