Terremoto, un anno e mezzo dopo

Condividi su i tuoi canali:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su whatsapp
Una lucida analisi, l'amaro bilancio del ""dopo sisma"" basato su dati oggettivi , cifre, fatti. art. di M.B.

Vorrei partire da un noto proverbio per riallacciarmi all’argomento che voglio trattare in questo articolo. Il proverbio è: “un vero amico lo si vede nel momento del bisogno”.

Naturalmente, l’argomento che tratterò parla di un “amico” che non è un essere in carne e ossa, una persona fisica, ma un soggetto vicino a tutti noi.

Oggi vorrei descrivere il comportamento tenuto, di fronte a un evento calamitoso quale il sisma dell’Emilia del 20 e 29 maggio dello scorso anno, da enti, società, corpi militari, corpi volontari, fino ad arrivare allo Stato.

Ecco, l’amico a cui facevo riferimento è rappresentato da uno di questi soggetti, che nel loro operare non manifestano amicizia, ma solidarietà, senso di appartenenza ad una stessa società, buon senso, tutti elementi che a mio avviso molto hanno a che vedere con un sentimento che, quando si sviluppa fra persone fisiche, si chiama amicizia.

A distanza da oltre un anno dal terremoto mi sento, oltre a fare un piccolo bilancio, di poter stilare un elenco di quegli enti che hanno avuto un buon comportamento e quelli che lo hanno avuto meno buono, mettendoli su due colonne, così  come si faceva a scuola – qualche anno fa – segnando nella colonna dei buoni gli alunni che si erano comportati bene e segnando nella colonna dei cattivi coloro i quali si erano comportati male.

Per quanto riguarda il bilancio credo si possa affermare senza timore di smentita che è negativo e per suffragare ciò citerei dei numeri, che sempre sono utili a fare chiarezza, molto più di tanti discorsi che spesso, oltre a non dare un quadro chiaro della situazione, servono al contrario ad intorbidirla. Il dato è che su 13 miliardi circa di danni accertati nella zona colpita, soltanto 250 milioni di € sembra siano stati realmente erogati per pagare la protezione Civile.

Questo dato, per me, è sconcertante.

Infatti, in una zona che produce quasi il 2% del PIL nazionale, a distanza di più di un anno dal terribile evento, sul territorio lo Stato si è reso latitante. Si dice – da tempo – che manca poco all’arrivo di risorse per indennizzare gli sventurati che hanno avuto i danni maggiori.

Nel frattempo, lo staff di politici capitanati da Vasco Errani quando si sono resi conto che la nazione era sprovvista di risorse per aiutare coloro che hanno avuto i danni maggiori, si sono inventati la “”cambiale Errani””

Trattasi di una forma di prestito erogato dai vari istituti bancari ai danneggiati (che dimostrino di esserlo presentando vagoni di documenti, perizie, progetti ecc.)

Questo prestito dovrebbe essere restituito alle banche dallo Stato. Peccato che siccome le banche non si fidano dello stato (questa è una cosa che ha dell’incredibile perché le banche sono gli istituti che più hanno sottoscritto buoni del tesoro anche utilizzando denari prestategli dalla banca centrale europea al tasso dell’1% che sarebbero dovuti servire al rilancio dell’economia riaprendo il credito alle famiglie e alle imprese e che invece sono serviti a migliorare i bilanci delle banche in quanto utilizzati a comperare Bot che rendono il 4%) dicevo, poiché le banche non si fidano dello Stato, oltre ad avere la garanzia da parte della nazione pretendono di ipotecare gli immobili oggetto di ripristino danni da terremoto per l’intera durata del prestito. Pertanto quella che sembrava una buona idea, nella sua applicazione, rischia di essere in parte vanificata.

Passiamo ora da un bilancio generale ad un esame del comportamento specifico dei singoli enti compilando, come dicevamo, la lista dei buoni e quella dei cattivi iniziando da quella dei buoni.

Credo che l’elogio maggiore vada alla solidarietà delle persone che, con una serie di gesti che vanno dall’acquisto del Parmigiano Reggiano, all’acquisto della frutta dell’Emilia, anche se arrivata con un po’ di ritardo e con scarsa pubblicità almeno rispetto alla operazione del formaggio, alla distribuzione sul territorio di vestiti, derrate alimentari da parte di volontari, al semplice invio di un sms da 2 €, si sono dimostrati vicini alla popolazione.

Un altro elogio va ai Vigili del Fuoco, che con il loro coraggio hanno reso felici tanti terremotati; questi uomini andando nelle case pericolanti per portar fuori le cose più indispensabili hanno reso più tollerabile vivere fuori casa, lontano dagli affetti e dal bene primario (e pensare che fino a poco tempo fa ai vigili del fuoco non gli erano ancora state retribuite le tante ore di straordinario lavorate nei mesi successivi al sisma).

 

Un buon comportamento è stato tenuto dall’ENEL che spontaneamente ha sospeso per un anno l’invio delle bollette, alle aziende e persone fisiche residenti nei comuni terremotati e successivamente ha rateizzato in 24 mesi senza interessi l’importo di energia elettrica erogata in quel periodo, anzi praticando pure un piccolo sconto sul costo del kilowattora.

Bene si sono comportati enti come la banca MPS che ha sospeso i mutui per un anno, come anche la banca S. Paolo di Torino e la banca Carisbo appartenente allo stesso gruppo.

Un buon comportamento è stato tenuto da alcuni istituti di leasing o noleggio come la Ubi leasing, l’istituto di leasing della ditta costruttrice di autocarri Scania, la NCR di Bergamo. Naturalmente l’elenco dei buoni è molto più lungo, ma voglio citare solo quelli che conosco personalmente e lo stesso criterio verrà utilizzato per citare i cattivi.

Un comportamento, per usare un eufemismo, a mio parere, poco consono alla situazione è invece stato tenuto da HERA che ha sospeso l’erogazione di energia elettrica a chi non pagava due bollette pur risiedendo nei comuni  interessati dal sisma (a chi ha telefonato per evidenziare il fatto ha risposto un funzionario che non sapeva niente o faceva finta di non sapere niente del provvedimento).  Si pensi che tanti residenti nell’immediatezza dell’evento, favoriti anche dal periodo estivo, si sono trasferiti il più lontano possibile all’epicentro, per recuperare un po’ di tranquillità e serenità, senza vedere ogni giorno le rovine in cui era ridotta la propria casa….

Un comportamento a dir poco strano è stato quello della banca Cassa Risparmio di Cento, che pur essendo una banca del territorio, e per questa ragione sarebbe dovuta essere più sensibile alle problematiche dei terremotati, in quanto vissute da vicino, alla richiesta verbale di sospensione di mutuo ha risposto in modo negativo e alla richiesta scritta ha risposto, questa volta per iscritto, sempre in forma negativa; come se non bastasse inoltre ha pure tolto un piccolo affidamento precedentemente concesso……. (N.B. la erogazione di un nuovo mutuo o di un nuovo prestito è sempre oggetto di una attenta analisi della azienda o della persona fisica a cui deve essere rilasciato mentre la sospensione di un mutuo – nel caso del terremoto – comportava solo l’allungamento del prestito di un anno, pertanto non si capisce come mai ad alcuni soggetti sia stata negata ) e questo per citare solo un caso appreso personalmente.

Ho voluto riportare l’attenzione su dati concreti di cui sono venuto direttamente a conoscenza, perché vorrei sono convinto che in un momento così problematico per la nostra economia, fare ancora luce su coloro che sono stati colpiti dal terremoto, che sono ancora in attesa di un aiuto, che sebbene sia passato più di un anno, hanno ancora enormi difficoltà a risollevarsi, non sia tempo sprecato

 

 

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...