Tempio-stazione: avanti piano, pianissimo, quasi indietro!

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Meglio che niente! La proposta di riqualificazione commerciale della zona Tempio è un passo positivo ma piccolo, piccolissimo. La proposta, avanzata dal Comune, si limita infatti a un fondo per migliorare le attività economiche esistenti oltre a favorire, con un contributo di 15mila euro, l’apertura di 6 o 7 nuovi negozi.

Tutto qui.

Un intervento davvero troppo limitato per avere un effetto significativo sull’area amplissima e spesso degradata che si estende dalla Stazione FS a via Ciro Menotti.

La proposta comunale tiene comunque fede all’impegno assunto dal Municipio e di questo diamo atto all’assessore Stefano Prampolini e alla presidente della Circoscrizione, Ingrid Caporioni, che l’ha lungamente sollecitata.

Chi invece non ha ancora avanzato progetti operativi è l’assessore all’Urbanistica, Daniele Sitta. Ed è proprio dalla sua iniziativa che dipendono gli interventi più importanti, come quello per il riutilizzo dell’ex Cinema Principe e delle ex Poste, grandi edifici di valore strategico, da anni drammaticamente abbandonati.

Eppure se all’ex Principe il Comune collocasse un’attività di ampia fruizione anche serale, ad esempio una sala concerti e convegni, tutta piazza Natale Bruni e le strade vicine tornerebbero a vivere. Nascerebbero spontaneamente nuovi locali, bar, pizzerie al servizio delle centinaia di persone che potrebbero frequentare il rinnovato Principe. Sarebbe finalmente utilizzato anche il vicino parcheggio di via Niccolò dell’Abate, che da sempre vive vita grama. Soprattutto, spacciatori e prostitute dovrebbero allontanarsi.

I cittadini del Tempio-Stazione comprendono che sia difficile trovare soluzione ai problemi del quartiere, ma dopo tanti anni di discussioni sarebbe ora che il Comune approntasse un piano organico di risanamento sociale e strutturale contemporaneamente alla messa in sicurezza delle nostre strade.

Solo in questo modo, solo integrando gli interventi si potrà forse recuperare quella vivibilità da troppo tempo perduta.

 

 

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