Tedofori portatori di discordia.

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 È di questi giorni la notizia (gazzetta dello sport di martedì 7 dicembre) di un feroce contrasto tra organi istituzionali in quel di Novara sulla storica figura del tedoforo olimpico.

Alla proposta regionale di indicare 5 nominativi fra i residenti della provincia quali portatori del sacro fuoco olimpico, l’Assessore Provinciale  a politiche giovanili, università e sport Marina Fiore ha indicato 5 stranieri, dal cinquantenne marocchino alla studentessa peruviana, dalla mediatrice culturale cinese alle educatrici africane. La motivazione stava tutta nello spirito a cinque cerchi: 5 persone indicative di cinque decadi e cinque continenti, nella consapevolezza che  tedofori italiani sarebbero comunque stati indicati dagli altri enti preposti.

 La proposta ha, leggiamo, letteralmente inorridito Paolo Milanoli, assessore allo sport del Comune di Novara, che ha tuonato dai suoi scranni sulla motivazione tutta elettorale di tale decisione che ha escluso gli italiani, anzi, pardon, i novaresi, e ha minacciato di guidare altri sportivi in questa crociata italica qualora i vertici sportivi federali non gli avessero dato “soddisfazione”.

Le posizioni oltranziste e scomode fanno parte del personaggio Milanoli, da oltre un decennio effervescente moschettiere degli sport minori. E che moschettiere: oro a squadre nella sciabola alle Olimpiadi di Sidney 2000, svariate partecipazioni e podi nelle maggiori competizioni mondiali a cavallo di tutti gli anni novanta, tra cui almeno tre olimpiadi.

Un talento immenso, un carattere definito guascone  per italico barcamenarsi filologico : Paolo Milanoli, per intenderci, era quello che diceva che si, i duelli praticati nella scherma sono grandi esempi di sport, ma per nulla paragonabili ai veri duelli che amava: senza protezioni, senza maschere, tra veri uomini.

Sembra che Milanoli abbia imparato pochino dalle sue esperienze olimpiche, ma lui è uomo di cappa e spada, un uomo da ottocento, un pre-olimpico.

A cavallo tra il 13 e il 14 gennaio la fiaccola olimpica percorrerà le strade della nostra Provincia:

ai lettori di Bice l’invito a scendere in strada e corrergli vicino, per sostenere quegli ideali di fratellanza, lealtà ed onestà che devono pervadere tutti, al di là dei colori politici.

L’Italia torna sede olimpica dopo 45 anni, bisogna godersi l’evento, possibilmente senza mostrare al mondo quanto si possa essere sterili e piccoli quando si butta tutto e sempre in “politica”.

 

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