“”TAV, DALLA EMILIA ROMAGNA UNA SOLLEVAZIONE PER IL SI’ CHE PORTI A CONSULTAZIONI POPOLARI IN TUTTE LE REGIONI DI ITALIA””

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L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna,

 

Ricordato

che il testo costituzionale prevede solo tre tipi di referendum, abrogativo (art. 75), costituzionale (art. 138, c. 2) e territoriale (art. 132)

rilevato

che il referendum consultivo a livello nazionale è possibile solo con una preventiva approvazione di legge costituzionale;

 

considerata

che è invece prevista la possibilità di indire consultazioni popolari o referendum consultivi regionali;

 

valutata

come scellerata la decisione del Governo Conte e della sua maggioranza di ridiscutere completamente il progetto Tav, decisione che, se confermata, spingerebbe il nostro Paese ad un isolamento non solo geografico ma soprattutto politico ed economico determinando un’aurea d’inaffidabilità di cui certamente l’Italia non ha bisogno;

 

nella certezza che

La Tav, rendendo più veloce e competitivo il trasporto di merci e di persone fra la Francia e l’Italia, porterebbe a una crescita costante dei traffici delle merci, a un dimezzamento della durata dei viaggi e a un generale impatto positivo sull’ambiente facendo diminuire il numero di Tir sulle strade e dunque l’inquinamento;

Reputando

Del tutto arbitraria l’analisi costi-benefici voluta dai 5 Stelle e risultata ad arte negativa per 7/8 miliardi di euro;

 

si apprende con soddisfazione e speranza

la decisione della Regione Piemonte di “insistere” per portare al tavolo del Governo le istanze di un Territorio che vuole guardare al Futuro senza restare paralizzato, preda di una nefasta ideologia fintamente ambientalista.

 

Valutato altresì

– che lo strumento immaginato dal presidente Chiamparino, impostato come consultazione popolare tra i cittadini piemontesi, pur rappresentando uno sforzo lodevole è limitato e quasi “campanilistico” in quanto pare non comprendere che la TAV rappresenta un’opera fondamentale a livello europeo per inserire l’Italia in un contesto continentale per ottenere una risposta concreta, attraverso lo snellimento del traffico stradale, la contestuale diminuzione dei tempi di trasporto di persone e merci e una maggior economicità;

– che la TAV non può essere assolutamente valutata come un’opera regionale riguardante il solo Piemonte o le Regioni del Nord in quanto tutte le opere strategiche, e la TAV lo è, riguardano l’intera Nazione non solo come costi da sostenere per l’intera collettività nazionale ma anche come sbocco di persone e merci indipendentemente dalla Regione di provenienza;

– che i Trattati internazionali e i contratti sottoscritti riguardano l’intera Nazione e non parti limitate di essa;

– che in attesa della Riforma costituzionale che introduca il referendum propositivo è possibile usare in casi come questo solo lo strumento della consultazione popolare che, pur non avendo valenza cogente, ha alto valore politico

 

Impegna il Presidente della Giunta

ad attivarsi con il massimo impegno e la massima sollecitudine per estendere la Consultazione Popolare proposta in Piemonte dal Presidente Chiamparino a tutte le Regioni italiane, a partire dall’Emilia Romagna.

 

 

 
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