Tattoo

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Siamo andati a conoscere Laura Lucchi, una donna che è riuscita a coniugare vita familiare e la sua professione di tatuatrice.

l tatuaggio è stato impiegato presso moltissime culture, sia antiche che contemporanee, accompagnando l’uomo per gran parte della sua esistenza; a seconda degli ambiti in cui esso è radicato ha potuto rappresentare ad esempio sia una sorta di carta d’identità dell’individuo, che un rito di passaggio ad esempio all’età adulta.

Alcuni tatuaggi sono stati ritrovati sulla mummia Otzi (di circa 5 mila anni) ritrovata nel 1991 sulle Alpi, altro ritrovamento con tatuaggi anche piuttosto complessi è quello dell'””Uomo di Pazyryk”” nell´Asia Centrale con complicati tatuaggi rappresentanti animali.  

Tra le civiltà antiche in cui si sviluppò il tatuaggio fu l’Egitto ma anche nell’antica Roma, crocevia di civiltà, dove venne vietato dall’imperatore Costantino, a seguito della sua conversione al cristianesimo.

Altri popoli che svilupparono propri stili e significati furono quelli legati alla sfera dell’Oceania, in cui ogni particolare zona nonostante, le similitudini, ha tratti caratteristici ben definiti.

Famosi quelli dei Maori popolazione della Nuova Zelanda all´interno della quale si usa tatuare arabeschi su tutto il corpo, volto compreso. Ma molti altri popoli hanno sviluppato una cultura del tatuaggio: cinesi , giapponesi, inuit, ecc..

Nel mondo occidentale invece , dopo secoli nei quali il tatuaggio era praticamente scomparso, fu riscoperto alla fine del 1700 per opera dei marinai, in particolare britannici, che “”importarono”” in Europa e nelle Americhe il tatuaggio polinesiano.

Da un punto di vista antropologico il tatuaggio ha assunto i più diversi significati: rito di passaggio, marchio di appartenenza etnico, identificazione in una particolare condizione sociale, semplice decorazione estetica del corpo.

 

A Rubiera, proprio a cavallo tra le province di Modena e Reggio Emilia, Laura Lucchi ha da poco aperto il suo studio di tatuatrice.

Laura è una ragazza che svolge una professione (spesso legata a  molti stereotipi) quasi esclusivamente maschile e riesce a coniugare il suo lavoro artistico con la famiglia e ad un altro lavoro molto impegnativo: quello di mamma.

 

Qual´è stata la tua formazione artistica che ti ha portata ad intraprendere la professione di tatuatrice?

 

Tutta la mia vita è stata permeata dall´arte figurativa: dopo il liceo artistico ho studiato all´Academia di Belle Arti di Bologna dove mi sono diplomata. Qui la mia passione per il disegno si è coniugata con l´idea che lasciare il mio segno su un´altra persona fosse un´esperienza bellissima, uno scambio sublime tra due persone.

Ho cominciato tatuando amici, poi è iniziata  una collaborare con centri estetici, dove oltre al tatuaggio ho appreso l´arte del trucco permamente, una pratica che si sta diffondendo moltissimo negli ultimi anni.

 

Quando si immagina un tatuatore non si pensa di certo ad una ragazza come te: carina, rassicurante,  e per di più mamma di un bellissimo bambino di 5 anni. Si immagina piuttosto ad un uomo nerboruto, tatuato dalla testa ai piedi e agghindato con moltissimi piercing. Come riesci a coniugare il lavoro di mamma alla tua professione artistica?

 

Quando sono diventata mamma ho dovuto per un po´ di tempo accantonare il mio lavoro per crescere mio figlio. Ora invece che lui ha cinque anni sono riuscita a concretizzare la mia aspirazione professionale di avere uno studio tutto mio. E´ vero che ancora oggi lo stereotipo del tatuatore permane relegato ad una figura maschile un po´ inquietante, ma io sono la dimostrazione in carne ed ossa di come una mamma possa svolgere questa professione particolare senza trascurare il suo partner e suo figlio.

 

In Italia differentemente da molti altri Paesi europei, il tatuaggio subisce il pregiudizio di essere per certi versi relegato a determinati ambiti sociali: motociclisti, marinai, carcerati, ecc… Cosa puoi dire a riguardo?

 

Questo pregiudizio è sempre meno presente, ed  anche in Italia è sempre meno legato a specifici ambiti sociali e culturali. Ad esempio sono moltissime le madri che per il diciottesimo compleanno del figlio si presentano nel mio studio per regalargli un tatuaggio. In generale la persona tatuata oggi subisce sempre meno il pregiudizio sociale e lavorativo.

 

Il tatuaggio è spesso legato alla moda, oggi qual´è il trend?

 

Fino a qualche anno fa è stato popolarissimo lo stile di tatuaggio tribale, ora vanno invece molto di più i tatuaggi elaborati e personalizzati. Io in particolare mi dedico al tatuaggio figurativo per via della mia formazione artistica. Il tatuaggio ha sempre e comunque un senso per persona che me lo richiede, prima di mettermi all´opera parlo sempre con il mio cliente per capire le sue reali motivazioni ed è mio dovere sconsigliarlo se ha dei dubbi sull´opportunità di farsi un disegno che durerà tutta la vita.

 

Oltre al tatuaggio quali altre passioni artistiche coltivi?

 

Diciamo che sono “”un´artista a tuttotondo””, oltre che tatuatrice sono pittrice, ma mi sono occupata a livello professionale anche di fumetti, grafica e decorazione di mobili.

 

 

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