“tassa di concessione” sull’uso/tombatura dei canali

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Interrogazione: era veramente necessario aumentare, fino al 300% in più, la “tassa di concessione” sull’uso/tombatura  dei canali? Ci si rende conto che, con il passare dei decenni, questo canone di concessione si è trasformato, né piu’ né meno, in una gabella medioevale?

 

 

                                                            Premesso che

nell’attuale congiuntura economica molte famiglie modenesi continuano ad avere difficoltà economiche e che, in queste prospettive incerte,  anche i redditi cosiddetti medi non sono più da considerarsi tali, al netto delle imposte e dei tributi di varia competenza che gravano sui bilanci familiari apparentemente “agiati”;

 

                                                            preso atto che

  • nel dicembre 2016, è stata approvata la delibera di giunta comunale n. 780/2016, contenente gli aumenti delle tariffe dei canali, che ha comportato aumenti importanti, anche di centinaia di euro, a carico dei cittadini;
  • l’Amministrazione, apparentemente senza rispettare un equo criterio di proporzionalità, ha fissato un importo minimo di 35 euro per il canone sui canali, raddoppiando o addirittura, in alcuni casi, triplicando  la tariffa precedentemente vigente (tra i 7 ed i 15 euro);
  • la motivazione dell’aumento, riportata nell’atto di giunta sopracitato, facendo riferimento all’aumento del costo della vita, sarebbe l’antieconomicità della  gestione delle pratiche amministrative (lavoro dei dipendenti preposti, materiale di consumo utilizzato, bollettini, solleciti, ecc.);

 

                                                                rilevato che

  • le tombature dei canali sono state fatte in gran parte negli anni ’60-’70 e sono state ormai ampiamente “ammortizzate” dai corrispettivi pagati nel tempo dai proprietari;
  • a fronte del particolare momento di congiuntura economica che stiamo vivendo sarebbe stato un gesto di “cortesia tributaria”, e CERTAMENTE PIU’ LOGICO, non aumentare i detti canoni a cittadini già molto provati da una pesante imposizione fiscale e tributaria;
  • gli uffici e i dipendenti preposti sono retribuiti dall’amministrazione comunale tramite stanziamenti di bilancio previsti anticipatamente ed annualmente; non sembra, dunque, molto coerente introdurre questo importo minimo di 35 euro utilizzando una giustificazione come quella riportata in delibera, in quanto i dipendenti sono già pagati per il lavoro amministrativo da loro svolto in genere, tra cui rientra l’attività legata alla riscossione di questi canoni.

 

 

 

                                                 Si chiede all’Amministrazione

  • di riflettere su quanto sia opportuna la scelta di aumentare questi corrispettivi visto il periodo di difficoltà finanziaria;
  • se si ritenga legittima la motivazione riportata in delibera per giustificare il livellamento a 35,00 euro per gli importi sotto tale soglia, comportando di fatto una doppia se non addirittura  triplice spesa per i destinatari del pagamento.

 

 

 

                                                                                                                

 

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