Talento, passione, sogni e lavoro

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Una vita all'insegna della ""religione  laica emiliana” :  talento, passione, sogni e lavoro, lavoro e ancora lavoro. In un libro, l'affascinante racconto della stilista Anna Marchetti, cinquant’anni di amore e passione per il mondo della moda raccontati a Fabrizio Vaccari” , scrittore e poeta modenese, volume pubblicato dalle “Edizioni Della Casa” di Modena. 

Essere Anna”   all’insegna della religione laica “emiliana” :  talento, passione, sogni e lavoro, lavoro e ancora lavoro. Massimo Bottura, il più grande cuoco al mondo, da anni, nelle dediche sottolinea l’importanza del talento (10%) della passione (20%), dei sogni (20%), dei sacrifici e del lavoro (50%).

A Firenze, nella “Sala Bianca” di Palazzo Pitti è nato il “made in Italy”. A Modena, per merito di alcune eccellenti  stiliste creative (che uniscono la creatività al business) , è nato il “made in Modena”. Mentre a Firenze si celebra il “galà” per la novantesima edizione di “Pitti Immagine Uomo” , a Modena, nella suggestiva e architettonicamente bella Piazza Roma (anche e soprattutto grazie al Palazzo Ducale ideato  dall’architetto  romano  Bartolomeo Avanzini – si dice con la supervisione di Gian Lorenzo Bernini- ) , sabato 18 giugno 2016, oltre duemila ospiti (soprattutto modenesi, con il loro Sindaco e gentile Signora Alessandra in primis) hanno partecipato ad “un grande evento di moda e musica”, “Essere Anna.  I 50 anni di moda di Anna Marchetti”. E’ stato un evento , come sottolineato nei messaggi comunicazionali di Jessica Giuliani (figlia d’arte di Anna Marchetti) , all’insegna della moda e della musica intese  come “autoritratto di una società” dove la moda è “calme, luxe et voluptè”. E’ cultura, business, travestimento e divertimento, è comunicazione ed è modo e mezzo per sublimare la personalità di chi  “veste creazioni sartoriali “ di alto artigianato e d’arte, come quelle firmate da Anna Marchetti e da Jessica Giuliani. La manifestazione è stata presentata da una bravissima Roberta Capua (che ha, via via indossato tre diverse creazioni di Anna Marchetti, una più bella dell’altra. Dall’abito color corallo con corpetto ricamato – un po’ “malandrino” per il suo ampio spacco che ,spesso, si apriva per il forte vento-   a quello  color bronzo illuminato da centinaia di cristalli Swaroski, fasciandola , ha sublimato il suo corpo ed esaltato lo stile naturale e l’eleganza dell’ex Miss Italia. Dimostrando che –come diceva Coco Chanel- “la moda passa ma lo stile resta”) e da un attento Ettore Tazzioli (giornalista, direttore di “TRC”, più a suo agio a parlare e intervistare protagonisti della politica e dell’economia, che a presentare sfilate di moda. Ma è stato bravo e convincente) . Da una brillante idea di Jessica Giuliani, è stata “importata”  e “montata” ,nella stupenda piazza modenese,  una enorme ruota panoramica (alta 18 metri e con 16 cabine. Per fascino e come nota di colore –con luci giallo bleu, colori di Modena- non era alta come quella famosa di Las Vegas –che misura ben 167,6 metri ed è la più alta del mondo-, ma è stata determinante per arricchire ulteriormente lo spettacolo ) Dalle sedici cabine sono via via discese le indossatrici. Ma prima di parlare di loro e dei loro abiti, sottolineiamo che “Essere Anna” ha avuto come filo conduttore la bravissima e bella Silvia Mezzanotte, che con la sua voce potente ma sempre armoniosa e coinvolgente, ha conquistato tutti i presenti (a cominciare dalla first lady Alessandra  Pederzoli, che , ha sempre” accompagnato”  la cantante solista  dei “Matia Bazar” ) . I brani che hanno maggiormente coinvolto ed emozionato i presenti (quindi i più applauditi)  sono stati “Vacanze romane” , “Brivido caldo” e “Messaggio d’amore”. Ma accenniamo, ora alla manifestazione e alle sfilate che si sono sviluppate lungo tre diversi momenti della serata. Hanno cominciato le sedici indossatrici che (scendendo dalle cabine della ruota panoramica girevole) hanno presentato la collezione “Jenny”, “per chi vuole la luna” disegnata da Jessica Giuliani (figlia d’arte di Anna Marchetti) : applausi per i modelli, per i colori –soprattutto per i “pastello” alternati a creazioni –specialmente nelle camicette- a fantasie con stampe che ricordano gli anni 70 ed artisti come Capogrossi.                                                              

Sono seguite le creazioni e anticipazioni “autunno-inverno 2016-2017” firmate “Anna Marchetti”  con originali e ricche giacche (d’angora) sfumate tra il rosa, il grigio e il celeste, con gonne, pantaloni  ed abiti in pelle morbida-leggera che fasciano ed esaltano le proporzioni dei corpi femminili.  La manifestazione si è chiusa in bellezza con il momento moda “Villa Freto” , con  le indossatrici che hanno sfilato con gli abiti di lusso e per la sera . Tra questi un abito da sposa caratterizzato da un lunghissimo velo (retto da due “prestanti” ragazzi “vestiti Messori uomo”) riccamente e preziosamente ricamato a mano.                        

Nel corso della serata una giuria presieduta da Nicoletta Mantovani Pavarotti e dall’Assessore del Comune di Modena Tommaso Rotella , ha  decretato  i vincitori di borse di studio-stage offerti da “Anna Marchetti. Sono risultati vincitori i  giovanissimi studenti degli istituti scolastici “Grazia Deledda” e “Adolfo Venturi” Giulia-Alessia-Lara  (primi, con un abito lungo rosa romantico con maniche in voile e micro cristalli), Maria ed Evelyn (seconde classificate, con un abito con gonna taffetà cangiante bleu notte) e Nicola ed Ylenia (terzi classificati con un abito corto in mikado e pizzo valencienne, colore champagne) . La bravissima Roberta Capua ha anche presentato il libro “ Anna Marchetti. Essere Anna. Anna Marchetti cinquant’anni di amore e passione per il mondo della moda raccontati a Fabrizio Vaccari” (scrittore e poeta modenese, per anni direttore di una rivista di arte,  “Contemporart” ) appena pubblicato dalle “Edizioni Della Casa” di Modena. Il volume autobiografico di Anna Marchetti ( la stilista parla “in prima persona”) ricostruisce e racconta la lunga ed avvincente storia della creatrice ed imprenditrice modenese (scesa dall’ Appennino –   da una frazione di Prignano sul Secchia- prima a Sassuolo dove si è diplomata all’”Istituto Maramotti” , poi a Modena) sottolineando soprattutto l’importanza della famiglia  – sempre unita nella vita e nel lavoro- composta dal marito Franco, dalla figlia Jessica e dal fratello e dalla  sorella di Anna Marchetti, Carlo e Carla- e l’importanza del “talento” della “passione, dei sogni e del lavoro, lavoro, lavoro e ancora lavoro. La storia e i successi di Anna Marchetti donna e imprenditrice sintetizzano e rappresentano quelli delle nostre “rezdore”, delle donne padane, di quelle donne che hanno un’intelligenza pratica e concreta superiore all’uomo (già i grandi scrittori russi dell’Ottocento, lo hanno sottolineato) e che consente alle nostre donne di affermarsi e conseguire i successi e i risultati che si propongono. Come Anna Marchetti, appunto.                    

Il libro, nelle sue 82 pagine, prevede anche due presentazioni-testimonianze di Mirella Freni e di Silvia Mezzanotte, due “amiche” ed  estimatrici , di lunga data, della stilista-imprenditrice modenese.    Il grande soprano, tra l’altro, sottolinea “ Anna è una grande lavoratrice e ha una spiccata creatività , ha l’arte dentro: è così coinvolta e coinvolgente quando parla del suo lavoro… che in lei vedo l’entusiasmo di un’eterna bambina quando riceve un dono. Ancora oggi, dopo 50 anni di lavoro, la vedo con la stessa volontà ed entusiasmo dei primi anni” .    La cantant
e, amica e “testimonial” Silvia Mezzanotte, tra l’altro, scrive “Se dovessi descrivere in due parole Anna Marchetti   direi “Puro Spirito” e, in 50 anni di carriera…, ha saputo trasferirlo in ogni dettaglio.. Ho visto la moglie, la mamma e la nonna affettuosa che regala sorrisi e carezze, ma anche l’imprenditrice mondana, che osa, elegante e colorata, indossando lei stessa abiti che non la fanno mai passare inosservata.. E poi l’ho vista padrona di casa e cuoca… amante delle tavolate con gli amici e le persone care… E l’ho vista ridere, ridere forte, per un aneddoto in dialetto modenese o una storiella divertente, o semplicemente perché ci siamo prese in giro , per una pailette di troppo… Dunque donna a tutto tondo, con una vitalità e un amore per la vita che poche volte ho incontrato… Sono fiera di camminare accanto a te” (Silvia Mezzanotte, ricordiamo, è “testimonial” di “Anna Marchetti” stilista-imprenditrice) .

Il libro si legge tutto d’un fiato (gli americani, direbbero, “page- turner”) anche perché è scritto in modo chiaro, semplice e, soprattutto, perché è scritto in modo diretto:  Anna Marchetti si racconta in prima persona e coinvolge il lettore, con il racconto della sua vita, dalla nascita a Casal Cicogno di Prignano sul Secchia , alla scoperta di volere essere-diventare sarta (belle le pagine in cui ricorda la madre e il padre e la “sarta” che ,ogni anno, si trasferiva presso la casa della piccola Anna –aveva 4 anni- per prendere le misure –c’è il culto dell’importanza delle misure e dell’abito “su misura”-  ai componenti la famiglia della piccola Anna, che già allora sapeva-sentiva che “lo stilista non veste la gente, ne interpreta i bisogni”, le aspettative, i sogni) ai sogni e, soprattutto, al culto , alla religione laica del lavoro. La vita presenta , spesso, ostacoli e, a volte, delusioni, ma , alla fine, grazie al talento, alla passione, al lavoro anche i sogni più amibiziosi si avverano, si realizzano. Con gli anni, aumentano i successi e i riconoscimenti. Tra questi, l’ “International Golden Curl Image Award” canadese, il “Premio alla carriera dalla “Camera di Commercio di Modena”, il “Premio Mary of Modena” per l’imprenditoria nel settore moda, ed ancora, nel 2014, il “Premio Profilo Donna” .  Riconoscimenti al total look  in diversi Paesi del mondo. Tra l’altro, va ricordato-sottolineato (e sabato 18 giugno, Roberta Capua lo ha ricordato più volte) che solo negli Stati Uniti più di cento sono i punti vendita . in Italia  è presente al “Mantova Outlet Village” poi a Forte dei Marmi, due showroom a Milano che curano i mercati esteri e il primo monomarca in Cina. Ha una prestigiosa “boutique monomarca”  in pieno centro a Parigi.

Tra le note positive del volume ,  l’album fotografico della vita, dell’attività e degli incontri di Anna Marchetti con Raissa Gorbaciova, Mirella Freni, Raina Kabaivanska,  Luciano Pavarotti, Egon von Furstenberg , Marta Marzotto,  Giorgio Armani, Mike e Daniela Bongiorno, Alberto Rusconi,  Silvana Giacobini,  con Silvia Mezzanotte, Angela Merkel, Maria Tersa Ruta, Antonella Ruggero, Eleonora Brigliadori, Sandra Milo, Barbara Chiappini e l’ex Sindaco Giorgio Pighi, Emanuela Foliero, Gina Lollobrigida. Giustamente, l’album fotografico documenta moltissimi momenti della vita privata  di Anna Marchetti con i suoi familiari (dalla mamma Iolanda al padre Paolo, ai fratelli Carla e Carlo, al marito Franco, e soprattutto la figlia Jessica .Mancano le foto degli adorati nipotini, Paolo e Stella, citati però nel testo del volume)  . Altra nota positiva , la decisione di devolvere parte degli incassi dalla vendita del libro “Essere Anna. Anna Marchetti: cinquant’anni di amore e passione per il mondo della moda raccontati a Fabrizio Vaccari”, a favore delle meritorie attività de  “La casa di Fausta” ,che fa parte dell’ASEOP-Associazione Sostegno Ematologia Oncologia pediatrica- , e si occupa specificatamente dei bambini affetti da patologie oncologiche del sangue .

Tra gli ospiti illustri ( chiedendo scusa a quelli non citati) oltre al Sindaco e al Comandante dell’Accademia e relative mogli, a Nicoletta Mantovani Pavarotti e Mirella Freni e a tutti coloro sopracitati , vanno ricordati l’avv. Gian Carla Moscattini e l’avv Mirella  Guicciardi,  la stilista Deanna Ferretti Veroni, Chicca Bicciocchi, Maria Carafoli, l’editrice Mara Calzolari, Ennio Cottafavi e gentile signora, il conte Fabrizio Personali Ferri e signora, Linda Camellini e mamma.

Ritornando a quanto scritto in apertura (paralleli Firenze-Modena), voglio ricordare che nel 1952, per merito di Giovanni Battista Giorgini, il marchese Bista, a Firenze, presso la Galleria Medicea è nato e si è sviluppato  il nuovissimo “Museo della Moda”, a Parigi, trent’anni fa, è stato inaugurato il “Musèe des Arts de la Mode” . Ebbene Modena, negli anni sessanta, ha realizzato alcune importanti manifestazioni artistico-culturali (dal primo “Festival del Libro” con incontri con Autori in diverse sedi della provincia, alle mostre d’arte alla Sala Comunale della Cultura e alla “Saletta” del mitico “Caffè Nazionale”  ecc) ed altre aveva già previsto e stava per realizzare. Tra queste una rassegna mondiale di arte contemporanea (Chagall e Picasso avevano già aderito) e soprattutto l’ “Ente Manifestazioni Artistico-Culturali Modenesi” che, secondo l’allora Assessore alla Cultura (e poi Sindaco) Rubes Triva, avrebbe arricchito la provincia di iniziative di alto livello-qualità  e con enti (pubblico-privato) come il “Centro Studi  del Romanico” (presso il Palazzo dei Musei, direttrice Enrichetta Cecchi Gattolin), come il “Museo della Moda” a Carpi con il trasferimento nella città dei Pio della famosa ed unica “Collezione Gandini”, come l’ “Associazione Teatri Emilia-Romagna”  con direttori (previsti in origine) Giorgio Guazzotti  -era direttore editoriale della casa editrice “Cappelli” di Bologna- e Maurizio Scaparro ( regista e direttore dell’allora rivista “Teatro Nuovo” e poi inventore-creatore del nuovo corso del Carnevale di Venezia).  Rubes Triva (come poi Germano Bulgarelli e Pier Camillo Beccaria) sono stati eccellenti sindaci di Modena anche perché hanno creduto e investito nella cultura (quella vera) e hanno condiviso con Nelson Mandela che “vincitore è il sognatore che non si è mai arreso”  Come Anna Marchetti                  

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