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La situazione dopo le trattative e le proposte UDU

 

Dopo tre giorni di trattative da parte delle rappresentanze studentesche insieme ai ragazzi extracomunitari si cominciano ad avere i primi risultati, anche se non del tutto soddisfacenti. Infatti come prime misure tutti gli studenti idonei ma non benificiari della borsa di studio avranno la sospensione del pagamento dell’affitto nelle residenze Er.GO e verranno stanziati ulteriori sessantamila euro per garantire una parte dei benefici alle matricole della specialistica che si sono laureate nei corsi triennali senza andare fuori corso.

Questo però non può che essere un punto di partenza perché il problema è ben più profondo: questi studenti, se non riceveranno delle soluzioni immediate, non riusciranno ad arrivare al secondo semestre, a causa della loro indisponibilità economica e quindi saranno costretti a ritornare nel loro paese di origine. Non basta concedere l’alloggio gratuito, visto che molti studenti non vivono nelle case albergo, o non basta concedere una quota pari a 200 euro per la mensa, visti i prezzi non modici della stessa.

Nell’incontro che si é tenuto nei giorni scorsi a Bologna con l’assessore Bianchi sono state ribadite tutte queste necessità, cercando di trovare soluzioni anche alternative allo stanziamento di fondi da parte della regione.

Uno di questi metodi, che però deve essere parallelo all’impegno della regione, è un contributo da parte di tutte le università dell’Emilia Romagna, cosa già affermata nell’incontro con l’assessore di lunedì e che ha visto i nostri rappresentanti impegnati in prima linea con l’assessore nei vari organi maggiori. come per esempio a Parma dove già martedì, durante una seduta del CDA dell’ateneo, si è ottenuto un primo impegno del rettore Ferretti a contribuire alla soluzione del problema.

A fine incontro lo stesso assessore ci ha fornito i primi risultati di questo percorso: i rettori delle università dell’Emilia Romagna si sono tutti resi disponibili a contribuire alla soluzione del problema con lo stanziamento di fondi propri.

L’impegno da noi richiesto all’assessore é che questi fondi vengano usati in primis per il pagamento della prima rata a tutti i 683 studenti inizialmente esclusi dandoci il tempo così di trovare la quota, ridotta, di fondi necessari a garantire a Giugno anche la seconda rata. In tal modo riusciremo a risolvere almeno il problema immediato. Sarà nostro impegno vigilare attentamente nei prossimi giorni sullo stanziamento effettivo che le università metteranno a disposizione e tenere costantemente informati gli studenti interessati dal problema, facendo in modo che i fondi faticosamente recuperati portino finalmente ad una soluzione equa dal problema causato dalle scelte dell’ente regionale per il diritto allo studio.

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