“Suoni entro le Mura” nella Rocca di Vignola

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Domenica 4 dicembre 2016 si chiude in bellezza la  tredicesima edizione del ciclo “SUONI ENTRO le MURA (Images  visuelles et sonores)” .

 

Domenica 4 dicembre 2016 – ore 16:30, presso la “Sala dei Leoni e dei Leopardi” della Rocca di Vignola (Piazza dei Contrari, 4) con il quinto appuntamento previsto dal programma, si chiude la tredicesima edizione del ciclo “Suoni entro le mura (Images visuelles et sonores”) ideato e organizzato dal “Circolo Musicale G. Bononcini” con la collaborazione degli “ Amici dell’Arte” di Vignola e  dell’artista vignolese Domenico Simonini .                                                  Il ciclo , all’insegna della musica e dell’arte pittorica, è sponsorizzato dalla “Fondazione di Vignola”. E’ un appuntamento di grande spessore artistico-culturale anche perché vede la presenza di una giovane e bravissima pianista già proiettata ad una brillante carriera a livello nazionale e internazionale, Irene Veneziano ed è arricchita dalle opere di pittura di Maria Luisa Simone De Grada.                                                                                                                   Il recital per pianoforte di Irene Veneziano  è intitolato  Giochi d’acqua  

e  prevede il seguente programma:

Preludio op. 28 n. 15 “Goccia d’acqua“, F. Chopin
Jardins sous la pluie (da Estampes), C. Debussy
La Cathédrale Engloutie (Preludes, Livre I), C. Debussy
Le due Gondoliere Veneziane  op. 30 n. 19, op. 19 n. 6
(dalle Romanze senza parole)
, F. Mendelssohn
The Tides of Manaunaun, H. Cowell
Preludio op. 31 n. 31
“La chanson de la folle au bord de la mer“
, Ch. Alkan
Jeux d’eau op. 30, M. Ravel
Giochi d’acqua a Villa Magni, L. Madoglio
Légende: St. François de Paule, marchant sur les flots
(da 2 Légendes, S. 175)
, F. Liszt

Espone Maria Luisa Simone De Grada

Note illustrative                                                                                                         Il Preludio op. 28 n. 15 è una composizione di Fryderyk Chopin, scritta come il resto dell’op. 28 fra il 1831 e il 1838. È conosciuto anche con il titolo Goccia d’acqua a causa del particolare effetto onomatopeico dato dal continuo cristallino risuonare della stessa nota. Si narra che Chopin abbia scritto questo brano dopo un terribile incubo mentre si trovava a Majorca per curare la sua malattia. 

 

Jardins sous la pluie di Debussy, scritto nel 1903, descrive un giardino della Normandia durante un temporale. Inizialmente una pioggerella leggera, poi folate di vento che portano alla tempesta. Debussy inserisce in questo brano due canti popolari francesi: la melodia iniziale del pezzo e quella della dolce ed eterea sezione centrale. 

 

La Cattedrale engloutie di Debussy: questo brano è basato su un’antica leggenda bretone che narra della mitica città celtica di Ys immersa nelle profondità marine, riemersa dall’oceano per l’ultima volta prima del suo definitivo oblio eterno. È possibile avvertire il suono delle campane della chiesa e poi anche una grandiosa melodia dell’organo della cattedrale, le cui guglie sono le prime a riaffiorare. 

 

Le due Gondoliere Veneziane di F. Mendelssohn, dalle sue “”Romanze senza parole“”, sono dolcissime e tristi melodie dei gondolieri veneziani sopra una barcarola di particolare levità.

 

The Tides (le maree) of Manaunaun di Henry Cowell, scritto nel 1917, si basa su una leggenda irlandese che narra del dio Manaunaun che crea l’universo distribuendo le particelle del cosmo attraverso i flutti delle maree. L’autore utilizza nel registro grave dello strumento i “”cluster””, ovvero “”grappoli”” di note vicine suonate con il palmo della mano o con tutto il braccio, per rappresentare le profondità marine e la grandiosità della creazione. 

Il canto della donna folle in riva al mare di Alkan, scritto nel 1847. Una massa sonora disposta in cupi e plumbei accordi al basso, onda livida di un mare nero, è lo sfondo di una melodia fissile e ipnotica, la nenia della folle, divaricata all’estremo opposto all’esile canto della mano destra. A un certo punto la melodia esce dal controllo metronomico e prende velocità, “”impazzisce””… Non sappiamo cosa succede poi, ma possiamo avvertire stralci del canto della donna che risuonano in lontananza…

 

I Jeux d’eau di Ravel, scritti nel 1901 e dedicata al suo maestro Gabriel Fauré, rappresentano i giochi d’acqua di bellissime fontane di un giardino. I blocchi accordali, contrapposti alle fugaci figurazioni in arpeggio, evocano ora la staticità dell’acqua ferma, ora gli zampilli e le varie coreografie dell’acqua in movimento.

 

Giochi d’acqua a Villa Magni di Lino Madoglio:

“Un pomeriggio il tema è sgorgato come acqua da una fontana e così mi è venuto naturale immergerlo in una onomatopea di scrosci d’acqua, di pioggia e temporali, di gocce cristalline e del quietarsi dell’acqua dopo la tempesta”, ricorda l’autore che, nella poeticità della propria descrizione conferma la scelta di un versus la cui cifra stilistica, tra ondulate tematiche e cristalline polverizzazioni di suoni, è l’eleganza del chansonnier. Il compositore ha scritto questo brano nel gennaio 2016. 

 

La Leggenda di San Francesco da Paola che cammina sulle onde, scritta nel 1863, narra del miracolo operato dal Santo quando avendo alcuni battellieri rifiutato di accoglierlo sulla loro imbarcazione, egli attraversò lo stretto di Messina camminando sulle onde. La melodia principale, che ricorda un antico canto gregoriano, si staglia al di sopra dell’elemento onomatopeico che attraversa tutto il brano (le onde), rappresentate da ottave spezzate, scale cromatiche o per terze che si rincorrono nella parte grave della tastiera. Dopo una violenta tempesta, tutta la natura si ferma per ascoltare la preghiera di San Francesco. 

 

 

Biografia di Irene Veneziano

Irene Veneziano svolge intensa attività concertistica in tutto il mondo. A Pechino è stata nominata membro onorario del Beijing Bravoce Music Club e in Perù ha ricevuto il titolo onirifico di “”Visitante distinguida””. Nel 2011 ha debuttato al Teatro Alla Scala di Milano. Ha vinto una trentina di concorsi pianistici nazionali ed internazionali. Semifinalista al prestigiosissimo Concorso F. Chopin di Varsavia 2010 e finalista all’International German Piano Award di Francoforte 2015, ha ottenuto tra gli altri il Prix Jean Clostre a Ginevra, il premio A. Casella al P
remio Venezia, 1° Premio e Grand Prix al Tim di Parigi. È stata premiata dal Presidente della Repubblica G. Napolitano al Quirinale con la “”Borsa di studio G. Sinopoli” come miglior diplomato dell’Accademia di S. Cecilia di Roma. Suona in duo con il rinomato flautista Andrea Griminelli. Ha collaborato con importanti musicisti tra i quali i flautisti W. Bennett, D. Formisano, M. Marasco, il quartetto Terpsycordes, i violinisti F. Dego, e il Concertino del Teatro Alla Scala D. Pascoletti; i tenori S. Pirgu, P. Mazzocchetti; il chitarrista E. Segre; il pianista B. Canino. Ha lavorato con importanti direttori d’orchestra tra cui: Yuri Bashmet, Ovidiu Balan, Reinhard Seehafer, Massimiliano Caldi, Giancarlo De Lorenzo, Jader Bignamini, Pier Carlo Orizio, Vladimir Elner, Stanislaw Kochanovski. La rivista musicale Amadeus ha pubblicato nel 2015 un suo cd solistico (“Irene Veneziano live in Torino”) e uno in duo dedicato a Ottorino Respighi e nel 2016 in copertina il suo Cd solistico “”Jeux d’eau””. Ha inciso un Cd del compositore Franco Salaris e uno del compositore Remo Vinciguerra pubblicato da Edizioni Curci. L’etichetta Velut Luna ha pubblicato il Cd “”Sortilèges”” a quattro mani con la pianista Eliana Grasso. L’Edizione musicale Vigormusic ha pubblicato la sua composizione “Rêve” per flauto e pianoforte e la sua composizione “Profumo” per pianoforte solo. E’ docente di pianoforte presso il Conservatorio “G. Puccini” di Gallarate e tiene numerosi corsi di perfezionamento annuali ed estivi.

 

 Biografia di Maria Luisa Simone De Grada

Compagna e moglie (per 46 anni) del noto storico d’arte prof. Raffaele De Grada, è una protagonista dei movimenti e della storia dell’arte contemporanea. Dopo avere studiato pittura a Venezia si diploma alla Scuola del Castello di Milano, inizia presto a esporre, con mostre personali e collettive per arrivare alla Galleria Cortina (1968) e alla Galleria Diarcon, dove una sua grande opera viene acquisita dalla Presidenza della Tanzania. Dal 1972 la Simone è invitata con mostre personali, alla Haus der Kunst di Monaco, ad Augsburg, a Norimberga, a Marburg e, ospite del Ministero della Cultura di Polonia, a Varsavia e a Bidgoscz, poi a Toronto, Barcellona, Parigi e Lugano. Nel 1988 Milano le dedica un’antologica al Castello Sforzesco, e nel I990 nel Museo di Sant’Andrea. Importante esponente dell’arte Italiana, costante a partire dagli anni 60 è il suo impegno politico per la cultura, collabora con articoli alla famosa rivista “”Realismo””, nel 1974 con un gruppo di artisti ordina alla Biennale di Venezia una mostra “”Gruppo 8 Marzo”, che aprì un importante dibattito critico, poi nel 1984 dà vita ad una serie di mostre intitolate “”Città e Campagna”” tra le quali quella nel Castello di Vignola (1989). Hanno apprezzato la sua arte personalità come: Giulio Carlo Argan, Leonardo Borgese, Marco Valsecchi, Alberico Sala, Rossana Bossaglia, Davide Lajolo (Ulisse), Sebastiano Grasso e tanti altri… Le varie suggestioni attinte all’amatissimo Gauguin ma pure ad altri post impressionisti, da Matisse e dai Fauves, possono così riassorbirsi in immagini che implicano in primo luogo un atteggiamento di rispetto e di amore per una natura non contaminata, pacifica e fonte di vita. Deriva da qui una forma di impegno per nulla programmaticamente ostentato ma vissuto in profondo e come tale tutt’altro che consueto negli artisti di oggi. ( da Gian Alberto Dell’Acqua – già eccellente Soprintendente a Milano, critico e storico dell’arte). Da sempre è stata ed è impegnata sul piano socio-culturale e a favore dei movimenti femministi  (tra le sue affermazioni: “ L’arte è femminile ed ha sempre dato una grande possibilità d’identificazione alle società nei secoli”)

 

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