Sulle infiltrazioni mafiose

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Non più di anno fa l’associazione Libera aveva lanciato il proprio grido di allarme. I sindacati più volte avevano segnalato ombre e sospetti  sul rischio che la ricostruzione del dopo terremoto , nonostante le difficoltà di accesso, avrebbe purtroppo agevolato rischi di infiltrazione malavitosa.

Ora che dagli inquirenti è arrivata la conferma, l’amarezza è tanta. Amarezza per come si possa gioire delle disgrazie di un’intera popolazione, amarezza perché era chiaro a tutti che nelle pieghe della burocrazia i meglio attrezzati per aggirare le norme e gli ostacoli siano proprio quelli che da decenni sono avvezzi a farlo, avendo a disposizione liquidità e risorse importanti.

Il sistema degli appalti al ribasso agevola la mafia. Il sistema delle delocalizzazioni delle attività agevola chi si vuole trasferire per riciclare denaro sporco.  Imprenditori privi di scrupoli si mettono in affari con imprenditori in difficoltà.  Da noi chi non trova accesso al credito ufficiale, finisce in mano agli strozzini. Il sistema si inquina alla radice e non regge più. Ndrine, mafie e camorre hanno dalla loro parte politici corrotti, amministratori insospettabili, tecnici comunali, apparentemente creano ricchezza, in realtà avvelenano i pozzi.

Difficilmente i conti da noi si regolano in modo tradizionale. Non si vuole creare sospetto o preoccupazione, ma prima o poi a chi sgarra gliela faranno pagare, tenendoli fuori dal sistema, dal lavoro, dalle opportunità di accesso al credito. Quando ad un imprenditore sano viene meno la capacità di investire, il vuoto viene occupato da chi ha altri interessi rispetto alla necessità di operare per il bene della società. Siamo amareggiati e arrabbiati per la conferma di tanti piccoli indizi che negli anni si sono succeduti. Il fenomeno delle false fatturazioni è riconducibile non a sporadiche situazioni, ma assume connotati di forte penetrazione nel tessuto della nostra regione ove l’azione benemerita della Guardia di Finanza sta ottenendo primi significativi successi.

Ora si spera che la Magistratura faccia il proprio corso fino in fondo, accertando responsabilità e sequestrando definitivamente i beni di chi si è arricchito illecitamente. Speriamo che questa volta non vi siano condoni o depenalizzazioni ad aiutare il lavoro dei delinquenti che hanno speculato sul nostro territorio e sul “nostro” terremoto.

Luigi Tollari

Segretario Generale CST UIL Modena e Reggio Emilia

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