Sulla sicurezza urbana e attività commerciali

Condividi su i tuoi canali:

Abbiamo i risultati di una ricerca effettuata tra settembre e ottobre sulla sicurezza urbana e attività commerciali di Modena e provincia.

Il campione

Sono state effettuate 255 interviste ad un campione rappresentativo degli associati Confesercenti di Modena (127), Carpi (71), Sassuolo (31), Mirandola (25). I settori in cui operano sono cinque: commercio al dettaglio, pubblici esercizi, commercio all’ingrosso, benzinai, tabaccherie. L’indagine è stata realizzata tra settembre e ottobre 2005.

L’obiettivo

Misurare la percezione di sicurezza-legalità, intesa nel senso più ampio del termine, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo. In altre parole il tema della sicurezza-legalità è stata valutato come fenomeno che non può essere ricondotto solo all’ordine pubblico; l’analisi aveva anche l’intento di individuare proposte, e percorsi per uscire dalla logica di difesa corporativa di una categoria

Le maggiori preoccupazioni dei commercianti

La prima domanda rivolta agli intervistati era diretta a fissare “le preoccupazioni” maggiori. La questione sicurezza-legalità, comprendendo anche il commercio abusivo, risulta essere un tema caldo anche se  non emerge una situazione di emergenza. Alla domanda, quindi, quale è la preoccupazione più grave hanno risposto: 65% calo potere acquisto clienti; 49% concorrenza grande distribuzione; 36% costi di gestione;16% carenza parcheggi e criminalità;12%  commercio abusivo;01% non saprei

La percezione di sicurezza

Sul grado di sicurezza della propria città il campione si divide circa a metà  Sul piano territoriale, come picco negativo emerge il dato di Sassuolo, zona in cui ben il 63% dei commercianti si dichiara poco sicuro o per niente sicuro;  Modena si pone in una posizione intermedia, con un dato, il 55% di insicuri, che comunque ha un peso significativo. Rispetto alle categorie merceologiche la maggiore criticità interessa le tabaccherie – il 53% si sente poco sicuro ed il 10% per niente sicuro –  seguite dai pubblici esercizi e dai benzinai. Ampliando l’arco temporale analizzato dell’indagine emerge in modo ancora più tangibile la percezione di un progressivo peggioramento della situazione.  Quasi 7 su 10 (il 67%) degli intervistati afferma che la maggiore emergenza rispetto al tema della sicurezza-legalità è legato all’oggi . Risulta quindi evidente che la percezione di insicurezza è più diffusa rispetto al passato e in crescita. La ricerca ha cercato anche di individuare quale sia l’area considerata a maggior rischio di criminalità. Il collegamento più diretto e marcato viene individuato dagli intervistati nell’immigrazione, con una percentuale, 52%, seguono quindi 41% droga; 40% truffe; 23% lavoro nero; 11% prostituzione; 09% estorsione-usura; 03% non risponde; 04% altro.Anche in questo caso la variabile territoriale registra diverse accentuazioni rispetto al totale: Modena per droga e prostituzione; Carpiper immigrazione e truffe, Mirandola per truffe e lavoro nero; Sassuolo per la droga.

Incidenza dei reati sugli intervistati

Ai 255 intervistati è stato chiesto se negli ultimi tre anni avessero subito almeno un reato: oltre il 40% dei commercianti ha risposto in modo affermativo ed emerge che nella maggior parte i commercianti sono stati vittime di furti, prevalentemente di lieve entità, seguono quindi le truffe, intese dagli intervistati in una accezione molto ampia comprendendo anche insolvenza dei clienti, assegni scoperti, ecc….

Criminalità organizzata – estorsione e usura

Dall’indagine non emerge la segnalazione di episodi circostanziati, in più  il 74%, degli imprenditori intervistati  dichiara di non aver sentito parlare di estorsione o usura nella propria città

La fiducia nei confronti delle forze dell’ordine

Il grado di fiducia complessiva rispetto alle forze dell’ordine permane buono. Le forze dell’ordine in quanto istituzioni riscuotono valutazioni positive. Emerge invece un’area significativa di criticità rispetto alle condizioni in cui si trovano ad operare: scarsità di mezzi per l’attività di prevenzione, insufficienza degli organici, insufficiente coordinamento fra le diverse forze.Più critico risulta il giudizio che viene assegnato al sistema giudiziario. In particolare il sistema viene considerato non idoneo a garantire un’efficace repressione dei reati e l’applicazione di pene adeguate

Gli strumenti di difesa adottati dai commercianti

Difesa passiva Tra i commercianti modenesi l’adozione di almeno uno strumento di difesa passiva è molto diffusa. Oltre la metà degli intervistati in particolare utilizza sistemi anti-intrusione (serrande, inferriate) ed antifurto, mentre una parte ancora minoritaria si è dotato di telecamere e del collegamento con le forze dell’ordine. Rimane comunque un quinto di commercianti che ad oggi non fa ricorso ad alcun strumento di difesa passiva. Con riferimento all’efficacia, ottengono maggiore apprezzamento le telecamere e il collegamento con le forze dell’ordine, vale a dire gli stessi strumenti per i quali sono previsti contributi da parte del “Fondo per la sicurezza per le imprese maggiormente esposte a fatti criminosi” La ricerca sottolinea che c’è uno spazio ampio per l’ulteriore diffusione degli strumenti più sicuri (telecamere collegate e non con le forze dell’ordine o la vigilanza privata).La prima necessità sta quindi nell’attivazione di una campagna di informazione, che deve coinvolgere Camera di Commercio, Pubbliche Amministrazioni e Associazioni Imprenditoriali, tesa a determinare una maggiore diffusione dei sistemi di difesa oggettivamente  più sicuri. Al contempo si apre un’altra area di ragionamento che si fonda su basi oggettive. L’indagine ha infatti evidenziato che vi è ancora una parte rilevante di commercianti che, sulla base della percezione dell’esposizione della propria attività, tende a scegliere strumenti di difesa passivi meno costosi, antifurti, sistemi anti-intrusione, oggi esclusi dal fondo di coofinanziamento. Si pone perciò la necessità di valutare l’accesso ai contributi anche da parte di chi utilizza questi strumenti, sia pure mantenendo una priorità a favore delle soluzioni già oggi contemplate. 

Difesa attiva C’è un netto rifiuto degli strumenti di difesa attiva, tanto che l’80% degli intervistati dichiara che il possesso di un’arma da fuoco rappresenta un ulteriore pericolo più che una maggiore sicurezza

La moneta elettronica

Oltre la metà degli intervistati (56%) utilizza regolarmente la moneta elettronica, anche se rimane ancora un 44% che non l’adotta. Tra bancomat, carta di credito e carte prepagate la preferenza ricade sul bancomat in quanto considerato dal commerciante più economico.

Rimane però una barriera d’ingresso alta che si materializza nei costi a carico del commerciante ritenuti troppo ancora alti L’obiettivo a cui puntare è la creazione di condizioni più vantaggiose per l’utilizzo della moneta elettronica incidendo prioritariamente sul costo a carico degli operatori commerciali attraverso un impegno diretto e tangibile della Camera di Commercio e degli Istituti di Credito.

Un ragionamento specifico va sviluppato in riferimento alle carte prepagate, una soluzione che sta incontrando il consenso dei consumatori grazie soprattutto alla rassicurante possibilità che offre di controllare quanto si spende, senza sforare il budget a disposizione Alla carte prepagate i commercianti attribuiscono un importante potenziale di sviluppo in quanto in vari casi può costituire una risposta efficace all’esigenza di fidelizzare in modo mirato la clientela, oltre che un valido ed originale strumento di promozione.  Anche in questo caso ci sono già le condizioni per avviare un percorso concreto, utile a verificare la fattibilità delle proposte avanzate, che dovrà sfociare in una partecipazione diretta e fattiva della Camera di Commercio e degli Istituti di Credito.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Fiera di San Rocco 2022

Dal 12 al 16 agosto: cinque giorni di festa, spettacoli e tanto cibo, ad ingresso gratuito! Ecco in arrivo la ultracentenaria Fiera di san Rocco,

Corso per Clown Dottori

Si parte a ottobre, ma gli incontri di presentazione del corso sono previsti il 6 e il 10 settembre L’associazione Dìmondi Clown organizza, a partire