SULLA APERTURA DELLA FASE 2 IL SINDACATO FARA’ LA PROPRIA PARTE

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Il Segretario Generale della CST UIL di Modena e Reggio Emilia Luigi Tollari ritiene che la maturazione di una decisione rispetto al tema delle riaperture debba tenere conto esclusivamente dei dati epidemiologici.

Le notizie nel loro insieme sono confortanti ma ancora non sufficienti per poter affermare che siamo fuori al tunnel. I posti liberi in terapia intensiva sono la misura della situazione nel nostro paese, sicuramente non bilanciato come aree geografiche, ma deve essere il primo pensiero.

Successivamente è tempo di riflettere sulla fase 2. In cosa consiste? In una fase in cui si applica un rigoroso protocollo di sicurezza che consenta la riapertura di codici Ateco a bassissima intensità di rischio. Questo potrebbe essere tradotto in garanzia di distanziamento, smart working, uso del trasporto privato, dispositivi di protezione come le mascherine distribuite giornalmente, cura e igiene personale, estensione dei termo scanner nei luoghi più frequentati, controlli del sangue per valutare l’eventuale contagiato, la persona asintomatica, il livello di anticorpi.

Sono lontani ancora i tempi di una ripresa di attività e di aperture pubbliche di locali e centri di aggregazione. Per molti si prospetterà un periodo in cui si dovrà gestire una fase di casa-lavoro che permetta a questo paese di potersi rialzare. Noi riteniamo che la riapertura di attività di cui si parla in questi giorni e a poche ore del nuovo decreto, debba avvenire molto gradualmente e che prima di riprendere qualsiasi attività si debba formare tutte le persone alla applicazione rigorosa del protocollo di sicurezza.

Alle imprese che non lo applicano deve essere garantita la visita ispettiva degli organi competenti. Tutti vogliamo scappare dalla fame, ma la fame non deve essere il veicolo per tornare a saturare i nostri ospedali. Lo dobbiamo prima di tutto alle vittime di questo virus, lo dobbiamo ai medici, agli operatori sanitari che si sono contagiati a migliaia per poterci curare, lo dobbiamo alle nostre famiglie oltre che a noi stessi. Il sindacato dovrà vigilare tramite i propri delegati, le proprie categorie, la propria rappresentanza.

Poco alla volta riapriremo i nostri servizi di sede. La UIL continua la propria azione sindacale sempre al servizio dei cittadini, dei lavoratori, dei pensionati.

 

                                                                                                                      

                                                                          

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