Subito il comitato per il Si

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I cinque anni di governo della CdL hanno rappresentato per l’Italia la possibilità concreta del rinnovamento e della modernità: una stagione di grandi riforme in tutti i settori della vita pubblica per consentire al Paese di stare al passo con i tempi, di governare il cambiamento senza doverlo sempre subire e rincorrere.

Certo riforme non perfette, come peraltro è la realtà, frutto della sintesi politica tra bisogni ed esigenze differenti, spesso conflittuali, ma riforme possibili, che vanno comunque nella direzione giusta, probabilmente da integrare e correggere, che si pongono come fatti concreti attraverso i quali rinnovare la legislazione di fronte ai grandi cambiamenti che ci stanno investendo.

Così è anche la riforma costituzionale, approvata dopo un lungo e approfondito dibattito e confronto parlamentare – al quale la sinistra non ha voluto partecipare nella speranza del “tanto peggio tanto meglio per noi” -, che ha portato anche a profonde modifiche rispetto al testo iniziale, ma che ci consegna oggi un testo definitivo condiviso e approvato da tutta la CdL.

Ovviamente anche questo lavoro non si poneva innanzitutto l’obiettivo della perfezione – definita poi da chi ? -, ma, molto più realisticamente, quello di fare un passo decisivo sulla strada dell’ammodernamento delle nostre istituzioni: è talmente vero che restano dubbi su alcuni punti che il mio stesso partito e ampi strati del mondo cattolico stanno decidendo se schierarsi per il sì o lasciare libertà di coscienza al prossimo referendum.

Io credo che sia invece decisivo sostenere con coraggio e vigore il sì, sostenere cioè questa capacità di attuare concretamente il cambiamento – a cui la sinistra contrappone un neo-conservatorismo corporativo – che va nella direzione giusta, la capacità di riformare le istituzioni, di renderle adeguate ai tempi che cambiano affinché non invecchino i principi di fondo che le sostengono: una campagna per il sì intensa, diffusa tra la gente, un lavoro politico capillare non per rivincite, sfratti o quant’altro “contro”, ma una campagna “per” costruire il bene a partire dalla difesa dei nostri ideali e valori, come vita, libertà, famiglia, lavoro, sviluppo, e istituzioni.

 

 

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