Studente di Modena sospeso dopo un’intervista nonostante sia un rappresentante degli studenti

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Il 28 novembre scorso Damiano Cassanelli, rappresentante degli studenti dell’ITES Jacopo Barozzi di Modena, rilascia una intervista alla Gazzetta di Modena per spiegare i motivi di uno sciopero non autorizzato in corso ed elenca l’assenza di gite all’estero, l’impossibilità di avere un bar o almeno dei distributori automatici nell’istituto, la mancanza di confronto con i vertici scolastici e il loro comportamento definito inaccettabile, le perquisizioni effettuate l’ultimo giorno di scuola per evitare disordini, le minacce di denunce alla Digos in caso di sciopero.

La dirigente Lorella Marchesini risponde con 12 giorni di sospensione per lo studente, ma lo comunica attraverso il registro elettronico soltanto il 18 gennaio.

Gli studenti del Barozzi organizzano un sit-in di solidarietà con il compagno e fanno riferimento ad altri provvedimenti disciplinari nei confronti dei rappresentanti solo per aver espresso l’opinione degli studenti.

Tirato in causa, il Ministero risponde: «Il dipartimento dell’Istruzione del ministero ha assunto informazioni dall’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna a proposito della sanzione che è stata prevista per il giovane. Alla luce delle verifiche fatte la sanzione della sospensione di dodici giorni risulta essere stata comminata allo studente a larga maggioranza dal Consiglio d’istituto, organo rappresentativo di tutte le componenti scolastiche». Quindi, ricorda, se vuole lo studente può fare ricorso, ma questa posizione non tiene conto delle conseguenze della sospensione nel giudizio finale dello studente che quest’anno affronta la maturità. Pilato docet.
Si fatica a comprendere come una dirigente possa avere assunto una linea così dura senza avere cercato un chiarimento con lo studente o essersi confrontata sui temi contestati. Si fatica a comprendere come possa in questo modo svolgere il suo ruolo educativo e di guida della comunità scolastica che le è stata affidata.

E’ sicuramente grave e negativo che ad essere punito, per avere espresso opinioni, sia un rappresentante degli studenti nello svolgimento del suo mandato e se la dirigente sostiene siano cose non vere quelle denunciate nell’intervista, può fare una nota stampa e mandare una lettere alle famiglie nella quale spiega le sue ragioni.

Occorrevano chiarimenti, non punizioni!

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