Stranieri a Vignola, quale futuro?

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Sempre più attività commerciali sono oggi legate a stranieri, in particolare a Vignola molto attiva economicamente è la comunità di origine cinese.
art. di Alex Scardina

Negli ultimi anni i dati raccolti hanno rivelato un aumento del numero di cittadini stranieri residenti a Vignola. Se nel 2000 infatti si contavano 813 individui, vale a dire il 4% della popolazione residente, nel 2008 i residenti stranieri hanno toccato quota 3270 unità, 13,6% sul totale; Nel 2009 erano 3644 (14,8%), diventati 3938, il 15,9%, nel 2010. L‘apporto di stranieri sul totale dei residenti a Vignola è cresciuto del 12% in 10 anni; più del 1% annuo. Da sottolineare come la crescita sia rimasta stabile nonostante la crisi economica.

 

Questo si spiega nella necessità di trovare manodopera per quelle attività non più svolte, o quanto meno con percentuali sempre più ridotte, da lavoratori italiani, quali l’attività nell’industria pesante (fonderie), la raccolta nei campi, l’impiego nelle imprese edili oppure l’assistenzialismo delle badanti.

 

Ma siamo sicuri che svolgano solo attività dipendenti? Domanda retorica la cui risposta è certamente “no”.

 

Infatti molte attività commerciali sono oggi legate a stranieri. Per esempio aumenta quantitativamente la presenza di banchi, al mercato del giovedì, integralmente gestiti da immigrati. Sempre maggiori sono i piccoli negozi di oggettistica gestiti da orientali.

 

Ecco, in tal senso, molto attiva economicamente a Vignola è quella porzione di stranieri aventi origine in estremo oriente, soprattutto Cinesi. Questa compagine non è molto numerosa, si tratta appena del 5% del monte stranieri del territorio, eppure, nella capitale delle ciliegie, la comunità asiatica ha investito in questi ultimi anni una grande mole di denari acquisendo, ad esempio, quattro dei bar più conosciuti e frequentati della città: il Bar Milano, il Bar Alexander, il Bar 3001 ed il Bar Sport.

 

Altre attività dovranno invece aprire: Esclusiva, per DaBiceSiDice e VMG News, è la notizia della prossima apertura, prevista per settembre, di un grande bazar, sempre cinese, all’incrocio tra via Plessi, via per Spilamberto e via Circonvallazione. I dettagli non sono ancora stati perfezionati, i locali saranno da adeguare, ma proprio in quella struttura, fino a pochi mesi fa, era ospitato un frequentato discount “D+”.

 

Però la presenza di attività commerciali gestite da immigrati non ha provocato un calo nella presenza di italiani in questi esercizi. Anzi, i clienti sono rimasti fedeli evidenziando, tra l’altro, come non si sia persa né qualità né cortesia nel servizio. Tra l’altro non sembrano nemmeno minacciare esperienze commerciali storiche.

 

Immigrazione sinonimo di integrazione: concetto, certamente difficile da attuare, ma condicio sine qua non per il nostro futuro.

 

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