Strage di Bologna: esecutori mandanti complici e distratti

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Sull’immigrazione la sinistra di governo consuma la sua più grande sconfitta: la perdita di se stessa”. Non ha una visione, non ha un programma, non ha una strategia per l’emergenza che dura da più i trent’anni. Mi domando se anche sulla strage di Bologna, indigeribile anche dopo 40 anni, la sinistra di governo non abbia peccato almeno di ‘distrazione’.

 


Ultime prima della pausa ferragostana, volevo dedicare queste righe all’immigrazione, ma già l’Espresso in edicola domenica, ne ha scritto l’epitaffio: “La guardia costiera libica che spara sui profughi, con i soldi dell’Italia. E le leggi sicurezza di Matteo Salvini mai cancellate. Sull’immigrazione la sinistra di governo consuma la sua più grande sconfitta: la perdita di se stessa”. Non ha una visione, non ha un programma, non ha una strategia per l’emergenza che dura da più i trent’anni.

 

Mi domando se anche sulla strage di Bologna, indigeribile anche dopo 40 anni, la sinistra di governo non abbia peccato almeno di ‘distrazione’. Era in maggioranza con i governi Ciampi, Dini, Prodi, D’Alema, Amato, Prodi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni ed ora Conte. Non governi lunghi ma insieme superano i 200 mesi di attività, eppure non hanno saputo togliere le nebbie e gli ‘omissis’ dalla ricerca della verità sul più grave e vile attentato contro la democrazia italiana. Perfino la sbandierata direttiva Renzi “si è rivelata un guscio vuoto – ha detto il presidente dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi – Prevedeva che tutti i documenti relativi alle stragi fossero versati, non ‘questo no’, ‘questo si’, ‘questo forse’””.

 

Così 40 anni dopo, il viceministro Vito Crimi viene ancora a chiedere scusa a nome del governo e il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati perentoriamente ripete quanto già promesso ogni anno: “”È tempo di aprire i fascicoli. È tempo di toglierli dai cassetti. Bologna non è più soltanto un caso giudiziario: è diventata un argomento storico. E la storia non si scrive con i segreti di Stato, con i silenzi o con gli ‘omissis’. La storia si scrive con l’inchiostro indelebile della verità, Penso alla direttiva del 2014 e agli atti coperti anche da segreto di Stato. Su questi deve intervenire il Governo, che mi auguro dia seguito alle intenzioni espresse in questi giorni”.

 

Quale governo? Quanti se ne sono già succeduti in 40 anni e quanti ne dovremo aspettare ancora? Quanti ministri e presidenti parlamentari sono giunti a Bologna impegnandosi alla verità. E poi?

 

Apriamoli questi cassetti!

 

Torno alle parole di Bolognesi:””Il quadro delle responsabilità per l’orrore del 2 agosto non è completo ma ormai chiaro. Il processo che si aprirà a breve sui mandanti può cambiare la storia d’Italia. Questo processo è anche frutto delle nostre lotte e noi ci diciamo: questa è una storia che ci riguarda tutti e il cui finale dipende da tutti noi”, Giusto e non molleremo, continuando a dare il nostro sostegno all’Associazione dei Famigliari delle Vittime e a quanti continuano a cercare la verità, nella magistratura, nelle redazioni giornalistiche e nelle istituzioni.

 

Ma c’è un altro capitolo ancora tutto da scrivere. Dopo gli esecutori, dopo i mandanti, dopo i complici deve scoccare l’ora anche per i distratti, per quei politici, di ogni colore, che in questi 40 anni non hanno fatto quanto avrebbero potuto; non hanno chiesto, non si sono scandalizzati di fronte ai silenzi e ai depistaggi, non hanno detto quello che sapevano, non si sono recati dai magistrati per riferire di voci e notizie di cui erano a conoscenza, Ci sono stati troppi Andreotti, troppi Ponzio Pilato, troppi Don Abbondio e troppi Machiavelli.

 

Forse anche in riferimento alla strage di Bologna la sinistra al governo ha perso un po’ di se stessa, ma la sua base no. I Bolognesi e gli Italiani non hanno dimenticato e continueranno a pretendere la verità.

 

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