Storia di un viaggio

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Ieri pomeriggio, 2 gennaio 2006, dopo aver trascorso qualche giorno con amici, mi sono fatta accompagnare alla stazione dei treni di Napoli per prendere il convoglio che mi avrebbe accompagnato a casa, avevo infatti una prenotazione da Napoli a Roma sull’Eurostar 9448 delle 15.30, con arrivo previsto a Roma per le 17.16. Ero in compagnia di altre due persone ed avevamo due bagagli per ciascuno di diverse dimensioni. Giunta in stazione apprendevo che il treno era stato soppresso e che per arrivare a Roma, dove avevo prenotato il viaggio sull’Eurostar 9450 delle 18.30 che mi avrebbe portato a Modena, saremmo dovuti salire su un Intercity che sarebbe arrivato con circa 20 minuti di ritardo.

La mia prenotazione, sulla carrozza 6 coi relativi posti (83, 84 ed 88) non aveva più valore, così abbiamo dovuto “sgomitare” con gli altri passeggeri per trovare una collocazione per noi e per i bagagli. Il treno, dopo trenta minuti era ancora fermo. Dopo quel solo breve lasso di tempo, essendo l’aria condizionata spenta, il sovraffollamento aveva reso l’aria irrespirabile, la calca mi ha fatto sentire come in un paese del terzo mondo: imprecazioni, scene d’isterismo, telefoni ululanti ed esseri umani incivili e selvaggi.

Più tardi nell’aggiungere qualche carrozza si è prolungata l’agonia.

Quando finalmente il treno si è mosso, ho chiesto all’unico controllore che vagava per il treno, a che ora saremmo arrivati, non ha saputo dirmelo….. durante il tratto Napoli – Roma, così affastellati c’era chi spingeva, chi ti sbatteva la borsetta addosso, chi ti rompeva le calze con la valigia, che ti leggeva il giornale in faccia, chi mangiava e chi dormiva russando. È stata un’esperienza estremamente squallida e svilente. Man mano che ci avvicinavamo a Roma il terrore di dover fare un simile viaggio anche nella tratta successiva mi allarmava sempre più mentre detta ipotesi si faceva via via più concreta…….

Un treno veloce Napoli – Modena non c’è e per noi era essenziale evitare di salire e scendere per le scale delle stazioni carichi di pesi e bagagli; inoltre, per il tipo d’impegno professionale, era indispensabile viaggiare su un treno che avesse i collegamenti elettrici per i computer portatili. Così, dopo aver verificato le varie ipotesi di viaggio, avevo deciso per la soluzione che da Roma ci avesse condotto a Modena, senza dover più caricare/scaricare valige, borse o cartelle. Avevo così riservato i posti in prima classe, carrozza 1 (11, 15 e 16) sull’Eurostar 9450 in partenza da Roma alle ore 18.30, con arrivo a Modena, previsto per le 21.35. Quel tipo di treno ci avrebbe consentito di lavorare sui nostri PC perché dotato di collegamento elettrico, saremmo arrivati a casa ad un’ora decente per cenare e non avremmo dovuto scendere fino a destinazione.

Tutto questo se n’è andato in fumo quando mi sono resa conto che alle 18.30 eravamo fermi alla stazione di Latina.

Siamo pertanto arrivati a Roma alle 18.50 ed il treno 9450 era partito!!

Siamo quindi stati fatti salire sull’Eurostar 9448, seduti provvisoriamente qua e là in 2° classe. Anche per il tratto Roma – Bologna (questo Eurostar era diretto a Venezia e a Bologna avremmo dovuto cercare una coincidenza per Modena) ci siamo dovuti arrangiare ed evitare di “litigare” con chi aveva la prenotazione. Il controllore di viaggio, anziché rassicurare i passeggeri “regolari” che noi superstiti del viaggio Napoli – Roma eravamo lì per cause indipendenti dalla nostra volontà, che non eravamo né clandestini, né abusivi, annunciava che per qualunque informazione era disponibile alla carrozza tre. Ivi giunti la fila superava la carrozza…… Poco dopo – pioveva sul bagnato – giungeva l’annuncio che solo chi aveva prenotato la cena poteva appropinquarsi presso il vagone ristorante ed accingersi a rifocillarsi. Noi, superstiti collocati provvisoriamente in 2° classe, muniti di biglietto da 159,60 euro per la prima classe, non eravamo nemmeno stati interpellati!

La prenotazione dell’unica cena che sarebbe stata servita sul vagone ristorante era probabilmente stata raccolta solo per coloro che erano seduti in 1° classe……       

Il vagone riservato a Bar era quindi stato preso d’assalto. Anche qui la fila era incontenibile, le persone, nervose per i ritardi che si stavano accumulando, irrequiete per le scomodità del viaggio, stressate per gli imprevisti sembravano tanti animali appostati sull’orlo della mangiatoia. Anche questa scena apocalittica mi ha fatto sentire enormemente a disagio ed una sorta di malessere interno mi ha colto. Non ci sono parole per descrivere il mio stato d’animo in quel frangente.

Tra le urla degli incivili, che regolarmente occupano i treni e gli squilli incessanti dei cellulari, alle 22.40 siamo finalmente giunti a Bologna. Qui, di corsa al binario 9, su e giù per le sudice scale della stazione, carichi di bagagli, sotto il peso, estenuati dalla fatica, ci siamo fatti strada tra uomini e donne puzzolenti, nauseabondi e maleducati, per salire sul primo treno che  avrebbe condotto a Modena, a cui saremmo giunti alle 23.20.  Saremmo dovuti rimanere comodamente seduti sul treno 4 ore circa, mentre abbiamo dovuto divincolarci fra quasi otto ore di questo interminabile viaggio…..

 

Mentre stavo per giungere alla mia dimora, riaffiorò alla mia mente un ricordo: venti anni fa, nella stazione di Ludwig, in Germania, affacciata al
finestrino di un treno che stava per avviarsi, guardavo il capostazione che passeggiava in attesa che scoccasse il minuto secondo per far partire il treno in perfetto orario, il quale era di ben 5 minuti in anticipo.

Come italiana, piena di ottimismo, all’epoca, mi consolai pensando: “Nel giro di tre – quattro anni anche noi italiani, nel nostro paese, raggiungeremo questi stadi di efficienza”.

 

Siamo in ritardo di oltre 20 anni, e il rammarico che ne è sopraggiunto, mi ha convinto che non solo le ferrovie continueranno ad essere quello che sono, ma l’inciviltà che ci contraddistingue, nei vagoni ferroviari, nei ristoranti, per strada ci accompagnerà ovunque saremo e farà riconoscere gli italiani come un popolo di incivili, maleducati, sbraitanti ed invadenti.

 

GC

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