Stefano Bonaccini lascia il consiglio comunale

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Il consigliere del Pd sceglie l’impegno nell’Assemblea regionale. Prende il suo posto la giovane Claudia Codeluppi. L’OK del Consiglio alle linee sulla sicurezza

Il consigliere Stefano Bonaccini (Pd) ha annunciato nel pomeriggio di ieri la sua uscita dal Consiglio comunale di Modena. Una decisione che, come ha spiegato personalmente, è stata  motivata dalla sua elezione all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna nelle recenti elezioni.

“”Non si possono fare bene troppe cose contemporaneamente“” ha esordito il consigliere che tra l’altro è anche segretario regionale del Pd. 

Nel suo intervento di commiato ha poi tenuto a rimarcare che “”Non cessa l’attenzione verso il mio territorio“” ed ha poi ricordato anche gli altri consiglieri comunali modenesi eletti a Bologna: Andrea Leoni del Pdl e Mauro Manfredini della Lega nord.

“”Con loro – ha significatamente affermato – non mancheranno le occasioni per fare squadra“”.

Bonaccini ha poi sottolineato come in questo momento di crisi “”sia importante che nuovi giovani accedano alla vita politica perché non è mai avvenuto che la crisi dei partiti coincida con un rafforzamento della democrazia“” e ha ricordato che proprio una giovane donna lo sostituirà nei banchi del gruppo Pd del Consiglio di Modena: si tratta di Claudia Codeluppi.

In rapporto alla crisi economica, il consigliere dimissionario ha sottolineato come

“”la scarsa disponibilità del Governo nei confronti delle autonomie locali renda ancora più importante il ruolo della Regione“”.

Bonaccini ha concluso il suo intervento in aula complimentandosi con il sindaco Giorgio Pighi per la decisione di indire gli Stati generali, definiti “”non la panacea a tutti i mali ma un modo per provare a farsi carico del confronto con la città in tutte le sue componenti“”.

Da parte sua, il Sindaco lo ha ringraziato per “”il costante e importante apporto dato alla politica e alla dialettica tra istituzioni locali e Governo””, una dialettica – ha affermato il sindaco “”che ci pare cominci ad essere meno attraversata da divisioni di parte””.

Anche la presidente del Consiglio Caterina Liotti ha ringraziato Bonaccini per il contributo dato ai lavori del Consiglio e ha augurato, a lui e ai consiglieri Manfredini e Leoni, “”di rappresentare in modo sempre più efficace le esigenze del nostro territorio””.


L’OK del Consiglio alle linee sulla sicurezza

 

E’ arrivato dopo un lungo e ampio dibattito l’ok del Consiglio comunale di Modena al documento “”Politiche per la sicurezza della città e dei cittadini: linee di indirizzo””, illustrato dall’assessore alla Qualità e sicurezza della città, Antonino Marino.

Con la delibera l’Aula ha dato mandato alla Giunta di elaborare il piano di lavoro operativo che sarà successivamente portato al vaglio del Consiglio.

Hanno votato a favore Pd, Sinistra per Modena e Idv; voto contrario del Pdl e astensione di Modena a 5 stelle.

Con la stessa votazione è stato approvato anche l’ordine del giorno presentato dal Pd in cui si impegna il sindaco Giorgio Pighi a

“”chiedere formalmente al Governo, al ministero dell’Interno e agli organi periferici dello Stato il rinnovo del Patto per Modena sicura””.

Accolti anche altri due ordini del giorno, quello dell’Idv, con il voto favorevole di Idv, Pd, Pdl e Modena a 5 stelle e l’astensione di Sinistra per Modena, e quello di Modena a 5 stelle con voto favorevole del gruppo proponente, di Pd, Pdl e Idv e con l’astensione di Sinistra per Modena e del consigliere del Pd William Garagnani. Nel dettaglio, la mozione presentata dalla consigliera Eugenia Rossi dell’Idv impegna l’Amministrazione a realizzare politiche abitative che evitino concentrazioni e ghettizzazioni, invita al controllo sistematico dei cantieri edili e degli appartamenti in edifici ad alta densità abitativa, sollecita la lotta serrata al caporalato, l’impiego dei vigili di quartiere, il rafforzamento della collaborazione dei cittadini in forma volontaria esclusivamente in alcuni settori, l’uso di telecamere in punti strategici della città e di ausili per disabili e persone in difficoltà.

L’ordine del giorno illustrato in corso di seduta da Vittorio Ballestrazzi di Modena a 5 stelle chiede invece a sindaco e Giunta “”di farsi interpreti presso le presidenze dei due rami del Parlamento affinchè i disegni di legge sulla riforma della polizia locale con testo unificato vengano discussi e approvati nel più breve tempo possibile””.

Respinta, infine, con voto a favore di Pdl e Idv, contrario di Pd e Sinistra per Modena e con l’astensione di Modena a 5 stelle, la mozione del Pdl “”Emergenza sicurezza – Misure di contrasto””, presentata da Adolfo Morandi che ha illustrato una serie di suggerimenti: “”Incentivi ai volontari della sicurezza, maggiore controllo del territorio, ascolto dei residenti, rinnovo del Patto della sicurezza, più telecamere e migliore illuminazione urbana, e aiuti a chi è in difficoltà economica””.

Assieme alla delibera e ai quattro ordini del giorno è stata discussa anche l’interrogazione presentata lo scorso 5 novembre da Mauro Manfredini (Lega nord) che chiedeva spiegazioni in merito al “”Piano della sicurezza””.

Il consigliere in aula indossava una maglietta con la scritta

“”A casa chi non rispetta le regole””.

Presentando le linee guida delle Politiche per la sicurezza, l’assessore Antonino Marino ha descritto un piano “”in grado di rispondere alle domande di tutte le parti sociali, trasversale alle competenze di tutti gli assessorati, che ha come obiettivo la vivibilità del territorio in ogni suo aspetto””.

L’assessore ha spiegato che “”il successo del progetto dipende dall’intera collettività, perché chiama in causa non solo Amministrazione comunale, Polizia municipale e apparati dello Stato, ma l’intera città con il suo tessuto imprenditoriale, l’associazionismo e i comitati dei cittadini. E’ questo quindi – ha aggiunto – non solo un piano per la città, ma della città””.

Marino ha inoltre sottolineato la necessità di rinnovare il protocollo d’intesa con la Prefettura per arrivare a istituire una cabina di regia capace di garantire il coordinamento tra forze dell’ordine municipali e nazionali. E, in particolare, per quanto riguarda la Polizia municipale, verrà garantito un aumento dell’organico anche grazie alla piena attuazione dell’Accordo di programma con la Regione Emilia-Romagna. “”Inoltre – ha garantito l’assessore – nell’individuazione delle priorità d’intervento saranno coinvolti capigruppo consiliari, presidenti di Circoscrizione, e rappresentanti del mondo economico, sindacale e associativo””.

Un elemento cardine per la sicurezza sarà “”scongiurare la creazione di ghetti. Il fenomeno migratorio è gestibile solo con politiche di convivenza e coesione sociale””, ha aggiunto Marino. A questo proposito, l’assessore ha ricordato che saranno completati i programmi urbani complessi, come R-Nord, Windsor Park e zona Tempio, ha ringraziato le rappresentanze dei lavoratori “”per aver compreso l’urgenza di rendere operativa la riorganizzazione della Polizia municipale entro l’estate”” e ha affermato che “”opposizione e maggioranza concordano sul desiderio di vivere in una città sicura””. Infine, ha concluso Marino, “”di criminalità economica ed organizzata non si deve mai smettere di parlare””.

 

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