State buoni che uniti si vince

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Nasce in città una nuova lista civica. La guida politica a Valentina Mazzacurati già leader dei giovani di Forza Italia. C’è chi grida allo scandalo per il cambio di casacca, ma ci si dimentica d’illustri e più importanti salti della quaglia nel passato.

 


Nasce a Modena una nuova lista civica che dovrebbe essere, nella mente dei suoi fondatori, una stampella alle tradizionali liste dei partiti di centro destra che contenderà, con buone possibilità di successo secondo i sondaggi, un nuovo mandato al sindaco uscente di sinistra Gian Carlo Muzzarelli. Più importante, però, sarebbe interromperebbe un dominio assoluto che dura ormai da oltre un settantennio dell’amministrazione cittadina del PCI, o come si vuol chiamare in altri termini, ma sempre di sinistra. L’idea non è cattiva, potrebbe essere il classico contenitore di persone che non si riconoscono più nei tradizionali partiti locali per svariati motivi o anche semplicemente delusi dalla loro classe dirigente, sia nazionale, sia locale, oppure, in cerca di una ventata di novità. Questa tesi è stata sostenuta da Valentina Mazzacurati, fino a ieri leader dei giovani di Forza Italia, e oggi punta di diamante della nuova formazione. In effetti la giovane signora gioca facile. Se i numeri hanno un loro valore, il tracollo dei voti del partito del Cavaliere, sembra inarrestabile: a rischio il seggio di via Aldo Moro, che da varie tornate elettorali spetta alla nostra provincia, anche se in passato erano due. Vogliamo essere cattivi fino in fondo. Gli elettori di tal partito se ne sono mai accorti? In effetti, se ne parla solo per alcuni scandali o presunti tali (vogliamo comunque essere garantisti fino in fondo), legati a presunte spese di rappresentanza.  Più rassicurante, la situazione in città. E qui si può discutere su cosa avrebbe dovuto fare l’opposizione. Forse, se non si fosse badato più al proprio orticello, o a guardarsi alle spalle per non ricevere una stilettata dal compagno di partito e se non ci fossero state lotte intestine per il potere, sarebbe stata un’altra narrazione. Purtroppo la storia non si fa né con i se né con i ma. Certo, il nuovo movimento ha qualche possibilità di recuperare i voti in libera uscita ma anche di poter portare in consiglio comunale persone preparate che, si spera, non parlino solo alla pancia della gente. Qualsiasi riferimento alla Lega non è casuale. Sull’onda dell’entusiasmo per Matteo Salvini, si può correre il rischio di mettere nei posti che contano persone totalmente impreparate. Calma e pacata la reazione dei vertici cittadini di FI che alla novità, se la sono giocata con il fioretto e non con lo spadone. In effetti, non c’era il motivo di fare la voce grossa. Non ci troviamo di fronte a un tradimento definito e scritto nell’editoriale del direttore del quotidiano Roma, Alberto Giovannini, dal titolo – I sette puttani -, ma a un tentativo di fare qualcosa di nuovo, che in precedenza non era consentito. Ai vertici di Forza Italia, posso solo ricordare un antico adagio – Si sa, dove si nasce, ma non si sa, dove si muore -. Naturalmente, esiste anche la coerenza. Mi sovviene, quindi, una vecchia vignetta di Giovannino Guareschi, in cui il papà di Don Camillo e Peppone dice – Dodici mesi e passa di galera non m’han fatto scordare la mia bandiera! -. Questo, però, vale solo per gli esuli in patria come me.

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