Squadra … che perde … non si cambia !

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Fare politica non è come fare un qualsiasi altro lavoro.  Fare politica,  indipendentemente dalle assai laute prebende che i nostri parlamentari percepiscono, è comunque  mettersi al servizio della  propria Nazione,  non è assicurarsi un vitalizio, mantenendo in  vita un governo cui i cittadini hanno tolto il consenso. 

La sala del Consiglio dei Ministri – Palazzo Chigi- Roma

 


L’hanno definito  il braccio di Renzi, i più  avvezzi all’informatica l’hanno bollato come “”avatar”” del l’ormai  ex capo del Governo… per  la promozione a Presidente del Consiglio di Gentiloni  qualche maligno potrebbe anche ipotizzare l’ennesimo rinnovarsi dell’antica  legge… promoveatur ut amoveatur… In soldoni, quando uno non combina nulla di buono nel posto in cui è, per toglierlo di torno lo si promuove ad altro incarico. Magari superiore, meglio, anzi,  se superiore, così è più contento. Difficile risalire a un Ministro degli Esteri meno brillante di  Gentiloni …memorabili, in occasione dei rapimenti degli Italiani la sua aria svagata  e l’atteggiamento di chi proprio non ha idea di cosa stia  accadendo… per non parlare delle  discutibili affermazioni sul riscatto  delle ineffabili Greta e Vanessa…  a quanto ne sapeva lui, (parole sue) mai pagato! 12 milioni di euro, in effetti, posso sfuggire a chiunque! 

Comunque, è lui ora il Presidente del Consiglio, a guida di una squadra pressochè immutata se non per qualche ritocchino qui e là. In pratica, la bocciatura sonora dell’esito referendario che,  lo capirebbe anche un bambino dell’asilo, non era solo per il Presidente del Consiglio, ma per tutto il Governo,  non è servita a nulla. Squadra che perde non si tocca!

Tornando a Gentiloni, come cittadina senza alcuna  simpatia politica, per nessun personaggio e per nessuna fazione, da questo Governo vorrei solo una cosa: una legge che portasse alle elezioni il prima possibile. Il popolo ha diritto ad esprimersi, ne  sente ormai il più insopprimibile bisogno, data la situazione, sempre più precaria in cui versa l’Italia. Un voto per scegliere  da chi essere governato, dopo tanti nominati. E non parlo del Presidente del Consiglio, è arcinoto che questa figura non sia  eleggibile nel nostro ordinamento ma sia scelta liberamente dal capo dello Stato… ma il resto del Parlamento,  quello sarebbe decisamente  ora di poterlo cambiare.

Ho molte preoccupazioni,tuttavia,  in proposito, e non solo per le lungaggini estenuanti  legate al prossimo voto… ma per la resistenza, non dichiarata, ovviamente, ma tangibile, di chi non aspetta altro che la conclusione  naturale della legislatura per  maturare il vitalizio.

Tenere in vita un governo  senza alcuna legittimazione popolare, per questo motivo, non merita aggettivi.

Qualcuno potrebbe obiettare che è umano,  pensare al proprio futuro;  i parlamentari non fanno eccezione, come ci pensiamo noi comuni mortali, ci pensano anche loro, alla pensione e alla vecchiaia.  C’è una differenza, però, fra i comuni mortali e i politici. Se  persone con stipendi di un decimo, forse, rispetto al loro, si preoccupano dell’incerto futuro e sottoscrivono con sacrificio contratti di previdenza integrativa… forse lorsignori potrebbero, con minore sofferenza, fare lo stesso. Sono lontana anni luce dalla “”vendetta sociale”” , essa mi è estranea e non mi interessa… ma non riesco a mettere sullo stesso piano un lavoratore qualsiasi e un parlamentare. Lavorare 25, 35 o 40 anni…spesso con stipendi e salari al limite della sopravvivenza,  e lavorarne 5… con uno stipendio mediamente dieci volte superiore, qualche rischio deve pur prevederlo, compreso quello della conclusione anticipata della legislatura.

La politica non è un mestiere qualunque.  Anzi, non è e non deve essere, un mestiere. Se le condizioni per la permanenza al potere mancano… si deve lasciare. Non è giusto tenere in piedi  un governo  che ha totalmente perso i contatti con il popolo, che dal popolo è stato sonoramente bocciato;  soprattutto se l’accanimento terapeutico ha lo scopo inconfessato di cui ho già detto, ossia far completare il quinquennio, affinchè non vadano perduti i diritti al vitalizio.

Fino a quando la politica sarà considerata un mestiere, accadranno cose come queste…ossia che i parlamentari interessati  terranno su un governo minuscolo, inutile e dannoso per interesse personale. Che poi  vada a catafascio la Nazione, nel frattempo, evidentemente importa meno di nulla.

Subire per altri due anni un governo di non eletti, per garantire loro il vitalizio, potrebbe rivelarsi  troppo anche  per il paziente e rassegnato popolo italiano. Bue fino a un certo punto.

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Come di consueto,  qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi.  Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

Squadra … che perde non si cambia !

di A.D.Z.

Emergenza profughi

di Massimo Nardi

L’emergenza profughi continua, mentre l’Europa riconosce che solo il 20% di chi sbarca ha i requisiti per essere accolto.

Ne abbiamo eletti troppi di sbagliati

di Alberto Venturi

Alcuni noti, alcuni  praticamente sconosciuti, d’origine regionale, oppure di categoria, come i pensionati.  Sono i partiti minori che sfilano solenni, fanno dichiarazioni, dopo il colloquio di prassi con il Presidente dell Repubblica. Ma non sono un po’ troppi?

Dopo il NO

di Paolo Danieli

In passato, i paesi sottoposti al dominio dell’Unione Sovietica venivano definiti “a sovranità limitata”. Oggi lo sono anche quegli stati, come l’Italia, che hanno dovuto cedere porzioni consistenti di sovranità all’Europa.

Gli occhi della Gioconda

di Roberto Armenia

Con Alberto Angela, record di presenze e di calorosi applausi al “Forum Monzani” di Modena, per la presentazione del libro “Gli occhi della Gioconda. Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa”

Un morto che cammina

di Alex Scardina

Il destino del Governo  “”Gentiloni 1″” appare segnato

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 542-214.

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