Speciale Sassuolo

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Continua il confronto. Abbiamo avvicinato Ruggero Cavani, capogruppo DS in consiglio comunale. Un richiamo a rientrare tutti ai propri posti o anche un messaggio in codice a chi vuol capire?

Ruggero Cavani: quasi 17 anni di attività di servizio alla città di Sassuolo.

Inizialmente sui banchi dell’opposizione, poi su quelli della maggioranza, con responsabilità dirette nel governo della città, e ora da quasi tre anni guida  in Consiglio Comunale il gruppo dei Democratici di Sinistra.

 

Signor Cavani, quando la politica è simile ad una partita  a scacchi  il cui scopo è battere l’avversario e quando invece deve diventare un obbligato sevizio per il bene del proprio paese?

 

Essere al servizio di una buona politica, cioè lavorare per il bene comune, sono necessarie almeno due cose:

1) avere un’idea chiara, concreta e anche ‘ambiziosa’ del futuro della città nella quale  sei chiamato ad operare;

2) desiderare e condividere questa idea, questo progetto, con una relazione attiva e costante, con le persone che  vivono e lavorano in quel territorio

Badate, non mi ritengo un ingenuo e ancor meno un sognatore, spesso e volentieri ho dovuto fare i conti con quelle modalità che anche voi chiamate ‘partite a scacchi’, ma anche quelle, ho capito col tempo, stanno nel gioco. Non mi sono mai fatto illusioni che costruire, giorno dopo giorno, quella città che avevo in mente, fosse semplice e immediato. Ma nella consapevolezza di avere un obiettivo e una ‘missione’, pur con qualche mediazione, con qualche compromesso, a volte con qualche passo indietro, ho continuato a lavorare con le persone, anche diverse tra di loro, coinvolgendole e cercando di superare gli ostacoli che nel frattempo si incontravano.

Sono convinto che si possa stare dentro a tattiche, a manovre, a mediazioni, a compromessi solo se si mantiene chiaro e nitido l’obiettivo che ti sei fissato all’inizio, cioè lavorare per il bene comune, avendo uno sguardo particolare verso coloro che fanno più fatica: bambini, anziani, persone sole, sofferenti.

 

Veniamo alla situazione odierna.Dal suo osservatorio, fatto di tra l’altro di consolidata esperienza, cosa sta succedendo nella coalizione che sostiene il Sindaco di Sassuolo?

 

Prima si devono fare alcune indispensabili premesse.

Dobbiamo ammettere che la città di Sassuolo per ragioni oggettive, vive e insieme ‘soffre’ una complessità sociale, ambientale, culturale e di integrazione che non ha paragoni, per numero di abitanti, con tutte quelle della provincia di Modena.

E’ davanti agli occhi di tutti il maggior peso che ‘sopporta’, anche i suoi aspetti di prestigio, Sassuolo in confronto ai comuni limitrofi: basta pensare alla articolata presenza di strutture di servizio comprensoriale e sovra provinciale sul suo territorio: Ospedale, Scuole Superiori, Sat, Commercio; un urbanizzazione che non permette grandi ‘sfoghi’ ambientali, (questo è un motivo sufficiente per pensare l’approvazione del PSC come occasione per riqualificare e riordinare, per quello che è ancora possibile, quello che lo sviluppo industriale da un lato e l’insediamento urbano, cresciuto in modo un po’ disorganico dall’altro, hanno determinato, nel nostro territorio, in questi anni);..la grandissima presenza di cittadini – lavoratori stranieri con una massiccia concentrazione, in un area della città (vedi Braida), che condiziona, tra le altre cose, una loro giusta e necessaria integrazione.

A questo vanno aggiunte la situazione economica che vive il Distretto, le difficoltà che vivono tante famiglie nel far fronte al costo della vita.

Insieme a queste ‘fatiche’ si debbono aggiungere i problemi che da qualche tempo hanno i comuni nel far quadrare i propri bilanci.

 

Tutto ciò premesso la coalizione di centro sinistra che combina?

 

Ci stavo arrivando: a tutto questo va aggiunta la ‘precarietà’ politica che da anni vive la città.

Sassuolo nei risultati delle elezioni politiche risulta una città a maggioranza di centro-destra, poi da oltre 15 anni, quando si vota per l’elezione del Sindaco diventa, anche se
di misura, di centro sinistra.

Questa ‘di piccola misura’ avviene mettendo insieme una larga ed articolata maggioranza, dal centro-centro alla sinistra radicale.

Se poi vogliamo a tutto questo aggiungere le tensioni e i fermenti avvenuti in Rifondazione Comunista prima e poi in casa della Margherita, il quadro che abbiamo davanti non è dei più semplici da affrontare.

Se il quadro della situazione presentato è giusto e condiviso, possiamo comprendere il perché, in questi ultimi anni, si siano determinati diversi problemi in Città e in Consiglio, tutti del resto, anche se a fatica, risolti.

 

Forse da parte nostra riusciamo più a capire che a giustificare; non le sembra di minimizzare troppo una simile situazione?

 

Possiamo con una simbologia provare a spiegare come si è  delineata la situazione politica in città e come si sta evolvendo, assestando e probabilmente sistemando:

“pensiamo ad una matassa trovata già molto aggrovigliata, un gomitolo che col passare del tempo è caduto più volte  provocando ulteriori ‘scompigli’; oggi, con l’aiuto di diverse mani capaci e pazienti si stanno togliendo i nodi e le sovrapposizioni nel frattempo avvenuti per riannodare il gomitolo in modo tale che sia capace di diventare una buona maglia di lana, utile a riscaldare adeguatamente quando verrà  l’inverno”.

 

Mentre si cerca di riannodare il gomitolo chi sta giocando a Scacchi all’interno della vs, coalizione in consiglio comunale ?

 

Fuori dalle metafore ritengo che siamo nella fase dove i tatticismi stanno diradandosi, le questioni schiarendosi, la partita a scacchi si sta concludendo a beneficio della città e dei suoi abitanti.

Si è tutti pronti per ripartire per arrivare spediti al 2009. Questo non significa che sono spariti i problemi, sarebbe mettere la testa sotto la sabbia, ce ne sono, ma stanno tutti diventando più chiari, riconoscibili e quindi come ogni cosa che viene alla luce per quella che è, si possono mettere in campo tutti gli strumenti per essere affrontati e se ci sarà la buona volontà e la buona fede di tutti, potranno essere risolti positivamente. L’approvazione del bilancio 2007  e del PSC sono i banchi di prova delle cose appena dette.

 

Il passaggio dall’ emergenza a questa sua preannunciata nuova bella stagione a Sassuolo sarà una partita giocata solo all’interno della maggioranza di Centro sinistra o può diventare uno sforzo a più voci?

 

In queste settimane, a differenza di quello che si era fatto negli anni passati, si sta ‘perdendo’ molto tempo, in un lavoro di comunicazione e ascolto tra l’esecutivo (Sindaco e Giunta) e i diversi consiglieri di maggioranza per esaminare a fondo, nei suoi vari aspetti: il Bilancio, sia nella sua parte corrente che per quello che riguarda il conto capitale; le difficoltà finanziare che esistono; i ‘veri’ bisogni che esprime la città e le priorità che si dovranno sostenere nel 2007.

Il Sindaco intanto, sollecitato da più parti, e nella consapevolezza di costruire una maggioranza più solida e numericamente più forte, sta ascoltando anche quei consiglieri che in questi mesi hanno dato segnali di disponibilità in consiglio sia per quanto riguarda giudizi, idee e votazioni su ordine del giorno presentati dalla maggioranza.Credo che siamo partiti col piede giusto.Nelle prossime settimane potremo verificare se questa nuova modalità operativa, questo nuovo e positivo modo di procedere, più partecipato, darà i suoi frutti. Sono poi convinto che su grandi questioni quali: la sicurezza, le scelte ambientali, le grandi opere ci possa essere un rapporto costruttivo con tutti i consiglieri, anche con quelli di minoranza. Naturalmente l’avvicinarsi della scadenza elettorale, per ragioni che si possono comprendere, le scelte condivise saranno più complicate da porre in essere, ma comunque, a mio modesto parere, non si deve mai demordere nel praticare quella unità di intenti utile ai bisogni e alle necessità della gente. Comunque dicevo e ribadisco che il Bilancio 2007 sarà l’importante passaggio per uscire dall’empasse politica ma soprattutto per indicare le linee di intervento che vedranno impegnata l’Amministrazione Comunale da qui al 2009.

 

Oltre questo appuntamento che obbliga la maggioranza a dire SI, esiste anche una linea politica che vi farà uscire da questo impasse?

 

Partendo dalle cose espresse nella premessa, crediamo che i filoni sui quali sia indispensabile mettere maggiore attenzione sia per quel che riguarda le risorse che per quel che riguarda la filosofia, la mentalità, l’approccio che li guida, debbano essere almeno tre:

il Sociale, la Formazione e l’Ambiente con le loro necessarie articolazioni.

Bisognerà inoltre fare un salto di qualità di tipo culturale ripensando la famiglia come risorsa e non solo come fruitrici di aiuti, e ancora peggio, come fonte di problemi.

Le famiglie pensate come realtà attive, protagoniste nella progettazione e nella creazione di risposte ai bisogni sociali. La famiglia deve essere sempre più vissuta come risorsa e non solo come ‘problema’.

Dovremo inoltre interrogarci, e di conseguenza operare, su cosa significa, nelle nostre scelte amministrative, come già avevamo indicato nei Piani di Zona, ‘praticare’ in concreto il concetto di ‘sussidiarietà.

 

Quindi siete numericamente autosufficienti per governare il Comune, ma lo siete anche politicamente? Per spiegare meglio, secondo Lei, per rilanciare il vostro progetto di città basta l’attuale  consenso della maggioranza della popolazione o è meglio allargarne la condivisione ad altri?

 

Le sfide che abbiamo di fronte sono tante. Non sono solo a livello politico, e della coalizione, ma sono anche e soprattutto legate al bene della città.Dobbiamo avere il coraggio di fare scelte anche popolari, che vanno controcorrente, che mettono in discussione scelte consolidate. E’ necessario interrogarsi tutti: consiglieri, partiti, comitati, associazioni e leggere insieme le trasformazione avvenute in questi anni nelle diverse parti della popolazione, in città e nel distretto, cercando di capire quali sono i bisogni che vengono espressi e quelli che rimangono più nascosti, in modo tale di trovare le risorse e le strutture capaci di dare le giuste risposte. Così facendo è possibile lavorare più sulla prevenzione, sulla normalità, sulla quotidianità invertendo una tendenza, che c’è sempre stato nel nostro agire, correndo dietro alle urgenze, ai bisogni immediati e fare della cura e dell’assistenza l’unica soluzione ai problemi della gente. Dobbiamo valorizzare tutte le ricchezze presenti a Sassuolo: la specificità e irrinunciabilità del ruolo della famiglia, la vivacità del privato sociale, del volontariato e di tutte le componenti attive della società. Insieme, con ruolo di capo fila e coordinamento da parte dell’Amministrazione Comunale, potremo rispondere alle tante necessità con Piani integrati e organici, magari potremo anche risparmiare risorse.

 

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