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Troppo sommerso nel settore delle badanti a Sassuolo. Non e’ possibile fingere ancora di non vedere, costringendo persone che svolgono un servizio di particolare significato morale e sociale a vivere-lavorare come ombre

Probabilmente a Sassuolo la piu’ alta percentuale di lavoratori irregolari è nel settore delle badanti, di persone che si occupano dell’assistenza di familiari malati o di portatori di handicap e, nel caso delle colf, di coloro che si occupano del lavoro domestico o dell’assistenza ai bambini, baby sitter.

Tante badanti quindi non pagano contributi e tasse, ma un giorno si troveranno a chiedere assistenza statale e pensioni sociali cosi’ il “Debito Pubblico ”(gia’ pesante!), fra qualche anno, esploderà letteralmente. Le badanti  costituiscono e costituiranno ancor di più un problema economico-sociale per il futuro.

A Sassuolo quindi come in altri Comuni d’Italia la maggior parte delle badanti sono lavoratrici in “nero” quindi servirebbe un “incentivo” da parte delle Istituzioni, ed in particolar modo dall’Amministrazione Comunale per sanare questa situazione.

Questo fenomeno che sta assumendo proporzioni notevoli riguarda il welfare, la famiglia e le sue trasformazioni, l’immigrazione e il mercato del lavoro.

Si tratta di un “mercato” però, quale incontro tra domanda e offerta di lavoro che vive di difficoltà-vicissitudini del tutto particolari, causate dalle condizioni di debolezza-sfavorevoli di entrambe le parti: da un lato la dipendente, spesso con un vissuto migratorio sofferto, svantaggi linguistico-culturali-economiche e poca professionalizzazione; d’altro lato il “datore di lavoro”, l’anziano, la famiglia, il più delle volte impreparato a questo ruolo e con situazioni socio-economiche difficili.

Serve un “regolamento” ed un “incentivo” comunale per compiere un primo piccolo passo verso la costruzione di un sistema che consenta di arginare il fenomeno del ricorso al lavoro irregolare nei servizi di cura-assistenza-lavoro/domestico, al contempo valorizzando la qualità delle prestazioni rese da chi lo svolge.

Non e’ possibile fingere ancora di non vedere, di non sapere, costringendo persone che svolgono un servizio di particolare significato morale e sociale, a vivere-lavorare come ombre.

Non è solo un problema di giustizia sociale, ma anche di ordine pubblico, perché, come hanno probabilmente rilevato indagini recenti, su badanti e colf ha messo le mani la criminalità organizzata.

In queste condizioni la clandestinità di badanti e colf diventa quasi fisiologica, soprattutto in un distretto che continua ad avere un ritardo enorme rispetto al resto del Paese e dell’Europa in materia di welfare e servizi pubblici e privati alla persona e domiciliari.

Occorre tuttavia che le condizioni della regolarizzazione non siano tali da incrinare l’attuale profilo di mutua convenienza e di sostenibilità economica per le famiglie.

La maggioranza delle famiglie che assumono le aiutanti domiciliari non fanno parte di una fascia elitaria, privilegiata, si tratta di famiglie a reddito normale, che non possono sostenere costi elevati. E’ necessario dunque far emergere il sommerso e salvaguardare questa risorsa indispensabile, quindi bisogna che l’amministrazione comunale intervenga visto che sa bene che se dovesse iscrivere nel proprio bilancio i costi per queste forme di assistenza dovrebbe impegnare capitali molto consistenti.Capitali, che finora, grazie all’iniziativa e sforzi-sacrifici delle famiglie, lo Stato, le istituzioni locali  hanno potuto risparmiare.

Occorrono politiche di sostegno alle famiglie , sia con interventi finanziari diretti, sia attraverso la decontribuzione e l’alleggerimento di tutti gli oneri.

 

 

Presidente del Comitato Conto anch’io a Sassuolo

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