Speciale “Partito Democratico”

Condividi su i tuoi canali:

Domenica 14 ottobre 2007 si svolgeranno le primarie per l’elezione dell’Assemblea Costituente e del Segretario del Partito Democratico: un evento di tutto rilievo nella vita politica del nostro paese. Vi proponiamo alcune note riguardanti la formazione di questo nuovo contenitore politico

  Quando si vota

Si vota dalle 7 alle 20 di domenica 14 ottobre 2007.

 

Dove si vota

I seggi saranno più di diecimila, ce ne sarà uno anche vicino casa tua.

 

Chi può votare

 

Puoi votare se, alla data del 14 ottobre, hai almeno 16 anni e sei: cittadino italiano; cittadino di un Paese dell’Unione Europea con residenza in Italia; cittadino di un altro Paese con permesso di soggiorno in Italia.

 

Cosa serve per votare:

Cosa serve per votare:

 

           i maggiorenni già iscritti alle liste elettorali possono votare presentando un documento d’identità e la tessera elettorale;

           i cittadini non ancora maggiorenni o non ancora iscritti nelle liste elettorale possono votare presentandosi al seggio    

         corrispondente al luogo di residenza con un documento d’identità;

          i cittadini non italiani possono votare presentandosi al seggio corrispondente al luogo di residenza, con il permesso di soggiorno;

          Il contributo minimo per il voto è di solo 1 euro.

Le schede

Le schede sono due: una per l’Assemblea Costituente Nazionale, l’altra per quella Regionale.

Si vota mettendo una croce su una sola delle liste. Sceglierai il tuo leader votando una tra le liste che lo sostengono.

 

I candidati e le biografie

 

Mario Adinolfi

 

Mi chiamo Mario Adinolfi, da padre ministeriale salernitano e madre casalinga australiana, ho 36 anni, giornalista professionista dal 1997 dopo otto anni e mezzo da precario, laureato in storia, sono separato e ho una figlia di 11 anni, Livia, nata da un matrimonio d’amore contratto a vent’anni.

Convivo con una trentenne italo-inglese, bella e che mi ama. Il 4 marzo 1985, in piena crisi pre-adolescenziale, entrai in una sezione della Dc, nel mio quartiere romano del Testaccio: c’era da organizzare la campagna elettorale per le amministrative. Le vincemmo. Ho vinto poi tutte le elezioni studentesche che c’erano da vincere, a scuola e all’università, ritrovandomi a capo degli studenti cattolico-democratici. Mi sono formato nella scuola cattolica, poi nel 1991 ho lasciato la casa dei miei genitori, per vivere in una casa agghiacciante con altre dieci persone, dove però ho trovato uno dei miei migliori amici. L’evento mi ha rafforzato nella fede nell’eterogenesi dei fini.

Nell’aprile del 1993 mi sono sposato e nel 1996 è nata Livia. Rimasi da militante nella Dc fino al suo scioglimento, avvenuto nel 1993. Mino Martinazzoli mi chiamò ad essere il più giovane rappresentante nell’assemblea costituente del Partito popolare italiano. Ho creduto al Ppi come luogo da cui costruire l’intesa dei cattolici con la sinistra che aveva da poco abbandonato la radice marxista. Nel 1997 un evento personale mi ha tolto la serenità del rapporto con Dio, ma il marchio dell’ispirazione cristiana è indelebile. Intanto, Il mio matrimonio è finito nel 1999 perché mi sono innamorato di un’altra donna, che non è la donna con cui convivo adesso. Dopo aver avuto incarichi di prestigio nel Ppi (da leader dei giovani del partito, a consigliere nazionale, a membro dell’esecutivo nazionale) il 15 gennaio 2001 mi dimisi da tutti gli incarichi per oppormi allo scioglimento del partito. Votai da solo contro, poi diedi le dimissioni, con una lettera al segretario che mi costò moltissimo sul piano umano, perché il partito è sempre una comunità di donne e di uomini vincolati da profonda solidarietà.

Professionalmente ho scritto i primi articoli al Popolo, alla Discussione e sono poi diventato professionista tra Avvenire e Radio Vaticana. Nessuna di queste testate ha voluto assumermi, anzi nell’ottobre 1996, un mese dopo la nascita di mia figlia e mentre la stavo battezzando, con una telefonata venni licenziato perché la Cei virava a destra e io ero popolare. Feci causa e ottenni molti soldi (cento milioni dell’epoca) che mi hanno permesso di affrontare il tunnel della mia vita. Vissi (io e la mia famiglia, senza aiuti di nessuno) di sussidio disoccupazione finché un giorno del 1997 una segretaria di redazione della Rai che amava Testaccio come quartiere, scoprì per via dell’ordine alfabetico in cima alla lista dei disoccupati per le sostituzioni estive il nome di un disoccupato abitante nella piazza di quel quartiere. Ero io. Mi chiamò e mi chiese se accettavo una sostituzione estiva al Televideo d’agosto: un contratto a tempo determinato di ventitré giorni per il turno da mezzanotte alle sei. Accettai. Per sei anni in Rai ho avuto contratti a termine. Ho deciso allora di non usare mai la politica in appoggio alla professione, non perché sono buono, ma perché crea un vincolo di dipendenza di tipo simil-mafioso e io non sono bravo a sopportare. Dopo diciannove contratti a termine, quando toccava a me essere assunto, venni scavalcato da un collega precario sostenuto da un assessore di un comune minore del Lazio. Dissi basta e diedi le dimissioni. Di nuovo sussidio di disoccupazione.

Intanto avevo fondato Democrazia Diretta, con cui ho partecipato in autonomia alle campagne elettorali del 2001 e del 2003. Nel 2005 DD entrò nella lista civica regionale che sosteneva Piero Marrazzo. Intanto mi ero messo a fare radio e tv, inventando una trasmissione televisiva che si faceva nel salone di casa mia. Era la prima serie di Contro Adinolfi, intervista in pressing su un politico. Oggi Contro Adinolfi è arrivato a cinquecento puntate e ha avuto ospiti i maggiori esponenti di tutte le aree politiche. La trasmissione va in onda su Nessuno Tv, di cui da collaboratore sono diventato vicedirettore, e su una delle radio storiche della sinistra: Radio Città Futura. Nel 2003 ho aperto un blog che è diventato rapidamente tra i più seguiti della blogosfera. Credo di aver inventato la crossmedialità italiana e all’incrocio tra radio, tv e web ho avuto una discreta fortuna professionale. Tengo una rubrica quotidiana su Europa che racconta le evoluzioni dei blog italiani e sono spesso ospite di trasmissioni televisive. Ho scritto cinque libri, il più importante dei quali è Email-Lettera dalla generazione invisibile e sono fedele al mio editore, Halley Editrice.

Un anno fa la rivista Time mi ha inserito tra le dieci giovani speranze d’Italia, cosa che ha accarezzato il mio ego, spesso ipertrofico ma mai per ragioni banali. Da più di un anno Democrazia Diretta e Generazione U, l’associazione di blogger a cui ho dato vita subito dopo il trauma della notte dell’11 aprile 2006, chiedono a gran voce il partito democratico, sottolineando molto il valore di quell’aggettivo.

Il 18 luglio 2007 mi sono candidato segretario politico del partito democratico. Il 14 ottobre potreste votare per me, ma preferirei vedervi impegnati nel nostro comitato

Si Può Fare e poi candidati nel vostro territorio, per far valere le vostre idee se le mie (espresse in una dichiarazione d’intenti e nel programma Cento, due, zero) non vi piacciono.

Sono molto goloso e di conseguenza peso oltre centoquaranta chili per un metro e novanta d’altezza. Mi piace la polemica, perché genera le idee migliori, ma qualche volta so di eccedere. Sono un buon giocatore di poker. Leggo molto, in modo vorace, non ho case di proprietà, credo nell’amicizia più che in ogni altra cosa e mi vesto prevalentemente in bermuda.

Posso essere cinico. Non capita spessissimo, ma capita. Credo di essere però, di fondo, una persona buona e spero di non diventare mai una brava persona.

 

Rosy Bindi

 

Sono nata il 12 febbraio 1951 a Sinalunga, nel cuore della Valdichiana, tra Siena ed Arezzo. Sono cresciuta in una famiglia molto semplice e unita, con una sorella più grande e due genitori ormai anziani, con i quali vivo.

Ho due nipoti e due piccoli, adorabili pronipoti. Fare la zia mi è sempre piaciuto. Non sono sposata e non ho figli.

Dopo la laurea in Scienze politiche, ho sempre mantenuto rapporti con l’università e a tutt’oggi sono ricercatore di diritto amministrativo presso l’Università di Siena. Mi sono formata nell’Azione cattolica, nel clima appassionato di riscoperta ecclesiale aperto dal Concilio Vaticano II, e ne sono stata vicepresidente nazionale dal 1984 al 1989.

La mia vita è cambiata la mattina del 12 febbraio 1980, quando un commando delle Br ha ucciso davanti ai miei occhi Vittorio Bachelet, mio maestro negli studi e nella fede.

Dal 1989 faccio politica a tempo pieno. Ho cominciato come parlamentare europeo della Democrazia Cristiana, eletta a sorpresa con 211.000 preferenze nella circoscrizione Nord-Est. Poi, negli anni di Tangentopoli, mi sono battuta per il rinnovamento della democrazia e del partito, contribuendo alla nascita del nuovo Partito popolare italiano.

L’avventura dell’Ulivo mi ha visto partecipe fin dall’inizio. Dopo la vittoria elettorale del 1996, ho fatto il ministro della Sanità nei governi Prodi e D’Alema e ho varato la riforma del Servizio sanitario nazionale.

Oggi sono nell’esecutivo nazionale della Margherita, partito di cui ho promosso la nascita, e dove dirigo il dipartimento Salute e politiche sociali.

Ho marciato contro la guerra in Iraq e, in parlamento, ho difeso i diritti di cittadinanza. Non ho mai smesso di combattere contro le leggi ad personam e le controriforme della Costituzione e della legge elettorale.

Fin dalle elezioni del 2004, mi sono schierata per la Lista unitaria dell’Ulivo e, anche nei momenti più difficili, ho lavorato per l’unità del centrosinistra.

Sono, infatti, convinta che il partito dei democratici diventerà presto la grande casa comune dei progressisti e dei riformatori, laici e cattolici.

 

Le mie passioni sono la montagna e i viaggi. I miei piaceri sono la buona tavola e il buon vino, specie se gustati in compagnia di amici. Leggo soprattutto testi di spiritualità, poesia e saggi sulla società e la politica. Amo il cinema, ma evito gli horror.

Guidare l’auto è un altro grande divertimento, che appago macinando circa60 mila chilometri all’anno. Infatti, ogni settimana mi sposto da Sinalunga a Roma e, mentre guido, ascolto tanta musica: i Beatles, Bob Dylan e Simon & Garfunkel e, tra gli italiani, Francesco De Gregori, Franco Battiato, Lucio Battisti.

Ogni tanto perdo le staffe e reagisco male se ascolto sciocchezze, ma credo di avere almeno una virtù: la coerenza delle mie idee.

 

 

Pier Giorgio Gawronski:

 

Sono nato a Roma nel 1957. Durante il Liceo mi sono impegnato come volontario nelle baraccopoli della periferia di Roma. Ho studiato due anni all’università Cesare Alfieri di Firenze, e mi sono laureato a Roma in Economia (con lode). Durante gli anni dell’Università ho lavorato, volontario, in Amnesty International, a favore dei diritti umani e contro la tortura, divenendo per alcuni anni il coordinatore dell’Italia per l’America Latina nel periodo dei “desaparecidos” argentini e delle torture in Cile.

Ho deciso di dedicare la mia vita professionale alla povertà globale. Sono andato a Ginevra per studiare macroeconomia internazionale (la globalizzazione), e poi a Oxford, grazie a una borsa di studio del British Council, dove ho conseguito un secondo Master sulle relazioni economiche fra “Nord” e “Sud” del mondo. Ho lavorato come economista sulle questioni dello sviluppo in diverse organizzazioni internazionali (OCSE, Parigi; UNCTAD, Ginevra).

Tornato in Italia nel 2000, nel nucleo tecnico degli economisti della Presidenza del Consiglio, ho notato il grave deterioramento dei comportamenti nelle istituzioni. Ho allora studiato per tre anni, assieme a costituzionalisti ed esperti di diritto amministrativo, le possibili soluzioni, per essere in grado di proporre  oltre all’indignazione un insieme coerente di soluzioni al malessere del nostro paese.

 

Enrico Letta

 

Ha 41 anni ed è sposato. Ha due figli.

Pisano, ha alle spalle un percorso umano e formativo all’insegna dell’Europa. Dall’infanzia a Strasburgo – dove frequenta la scuola dell’obbligo – alla laurea in Diritto internazionale all’Università di Pisa. Sempre a Pisa consegue il dottorato di ricerca in Diritto delle comunità europee alla Scuola Superiore “S. Anna”. A 25 anni è presidente dei Giovani del Partito Popolare europeo.

Nel 1990 conosce Beniamino Andreatta e diventa ricercatore dell’Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione di cui è segretario generale dal 1993. Nello stesso anno il primo contatto con le istituzioni. Segue infatti Andreatta, come capo della sua segreteria, al Ministero degli Esteri, nel governo Ciampi. Proprio Ciampi lo chiama nel 1996 al Ministero del Tesoro come segretario generale del Comitato per l’euro. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è vicesegretario del Partito popolare italiano. Nel novembre del 1998, con il primo governo D’Alema, diventa a 32 anni ministro per le Politiche Comunitarie. È il più giovane ministro della storia repubblicana e batte Andreotti, ministro a 35 anni.

 

Nel 2000 è ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato nel secondo governo D’Alema. Incarico che conserva, con il governo Amato, per il quale è anche ministro del Commercio con l’Estero fino al 2001. Nel 2001 diventa deputato, per la prima volta, e s’iscrive alla Margherita.

Nel giugno 2004 rassegna le dimissioni dalla Camera e, da capolista dell’Ulivo, viene eletto deputato europeo per la circoscrizione Italia Nord-Est. Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e il 17 maggio 2006 viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Prodi. Dal 2004 è vicepresidente di Aspen Institute Italia. Ha svolto attività di insegnamento e di ricerca presso la Scuola superiore S. Anna di Pisa e l’Haute Ècole de Commerce di Parigi.

Tra i suoi libri i più recenti: Euro sì – Morire per Maastricht (Later
za 1997); La Comunità competitiva (Donzelli 2001); Dialogo intorno all’Europa (con Lucio Caracciolo, Laterza 2002); L’allargamento dell’Unione europea (Il Mulino 2003); Viaggio nell’economia italiana (con Pierluigi Bersani, Donzelli 2004); L’Europa a Venticinque (Il Mulino 2005).

Gli piace leggere tutto. Tra gli autori preferiti alcuni degli scrittori italiani dell’ultima generazione, come Santo Piazzese, Marcello Fois, Gianrico Carofiglio. Ultimo romanzo letto Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, del giovane algerino Amara Lakhous. È un appassionato lettore di Dylan Dog.

Tifa da sempre per il Milan e gioca ancora oggi a subbuteo.

Ascolta Irene Grandi, Elio e le Storie Tese, Vasco Rossi e Zucchero

 

Walter Veltroni

E’ nato nel 1955 a Roma e qui risiede da sempre. E’ sposato con Flavia e ha due figlie, Martina e Vittoria. Nel 1976 viene eletto Consigliere comunale a Roma, ruolo che ricopre fino al 1981. Nel 1987 viene eletto deputato.

Nel 1989 è tra i protagonisti, insieme ad Achille Occhetto, della svolta che porterà alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. L’interesse per la comunicazione e l’informazione, ereditato da suo padre Vittorio, tra i primi direttori dei tele e radiogiornali RAI, lo porta nel 1992, giornalista professionista, alla direzione del quotidiano “l’Unità”.

Un’esperienza durata dal maggio di quell’anno all’aprile del 1996: quattro anni in cui il giornale ha saputo aprirsi e rinnovarsi, in una fase politica molto difficile. Nel 1995 l’impegno politico diretto torna al centro della sua vita, con la promozione, insieme a Romano Prodi, della nascita dell’Ulivo, la coalizione di centrosinistra destinata a vincere le successive elezioni politiche dell’aprile 1996. All’indomani di queste assume la carica di Vice Presidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali nel governo Prodi.

L’attività di ministro gli ha permesso di impegnarsi attivamente per salvaguardare il grande patrimonio culturale del nostro Paese. Gli importanti risultati ottenuti nella valorizzazione e nel recupero dei beni culturali hanno fatto tornare l’Italia “nazione dell’arte”, un successo riconosciuto anche all’estero, per il quale la Francia ha voluto insignirlo, nel maggio 2000, della Legione d’Onore.

 

Nel novembre 1998, dopo la caduta del governo Prodi, viene eletto Segretario nazionale dei Democratici di sinistra. Nel giugno 1999 viene eletto deputato al Parlamento europeo, dove entra a far parte della Commissione per la Cultura, la Gioventù, l’Istruzione, i Mezzi d’informazione e lo Sport. Seguendo sempre la sua passione per i temi della comunicazione e dello spettacolo a Strasburgo è anche Presidente dell’Intergruppo “Cinema, politica audiovisiva e proprietà intellettuale”.

Nelle consultazioni amministrative del maggio 2001 è stato eletto Sindaco di Roma: la Capitale ha conosciuto negli anni dell’Amministrazione Veltroni uno sviluppo economico straordinario con indici di crescita in controtendenza rispetto al difficile momento registrato nello stesso periodo dall’economia nazionale, risultati eccezionali nel settore turistico, un rafforzamento decisivo della rete sociale, una vitalità culturale rinnovata, che le sono valsi riconoscimenti internazionali e l’attenzione dei mezzi di comunicazione di tutto il mondo. Nel 2006 Veltroni è stato rieletto Sindaco al primo turno con il 61,4% dei voti.

Negli anni ha pubblicato diversi libri: Il Pci e la questione giovanile (Newton Compton, 1977); A dieci anni dal ’68, intervista con Achille Occhetto (Editori Riuniti, 1978); Il Sogno degli anni Sessanta (Savelli,1981); Il calcio è una scienza da amare (Savelli 1982); Io e Berlusconi (e la Rai) (Feltrinelli, 1990); I programmi che hanno cambiato l’Italia (Feltrinelli, 1992). Nel 1981 scrive Il Sogno spezzato, sulla figura di Robert Kennedy, mentre nel 1994 dedica un libro ad un’altra figura importante per la Sua formazione politica, La Sfida interrotta, sulle idee di Enrico Berlinguer, entrambi vengono pubblicati dalla Baldini & Castoldi.

Nel 1994 la sua attenzione torna la cinema, raccogliendo le recensioni scritte per il Venerdì di Repubblica, in Certi piccoli amori della Sperling e Kupfer a cui segue, nel 1997, Certi Piccoli amori 2. Nel 1995 la Rizzoli pubblica il libro intervista realizzato con Stefano Del Re, La Bella Politica. Nel 1997 scrive invece per la Baldini e Castoldi il saggio Governare da sinistra. La battaglia che conduce per la cancellazione
del debito dei Paesi del Terzo mondo e l’impegno per portare l’attenzione internazionale sulle condizioni dell’Africa, sulla lotta alla fame e alla povertà, lo hanno spinto a compiere un lungo viaggio attraverso diversi paesi africani.

Un’esperienza che descrive nel libro Forse Dio è malato, pubblicato nel 2000 dalla Rizzoli. All’Africa si lega anche il programma radiofonico notturno (dalle frequenze di RAI Radio 2) Il Sindaco e il dj, con Pierluigi Diaco, dal quale è stata tratta una compilation musicale: Me We. Tutti i proventi del cd, uscito nell’ottobre 2002 per la CGD (il Gruppo Warner Italia), sono stati devoluti in beneficenza per costruire pozzi d’acqua in Mozambico, nei sobborghi di Maputo, inaugurati nel luglio 2003.

Nel maggio 2003 ha conseguito la laurea honoris causa in “Public services” da parte della John Cabot University.  Sempre nel maggio 2003 ha pubblicato, per Rizzoli, Il disco del mondo, sulla vita del giovane musicista jazz Luca Flores. Nel settembre 2004 il suo esordio nella narrativa con Senza Patricio, una raccolta di cinque racconti ispirati da un viaggio in Argentina, edito da Rizzoli e giunto in pochi giorni alla quinta edizione.  Ad agosto 2006 è uscito il suo primo romanzo La scoperta dell’alba, Rizzoli, che è rimasto per settimane al primo posto delle classifiche.

 

Candidati alla segreteria regionale del PD

 

Salvatore Caronna sostiene Walter Veltroni

Antonio La Forgia sostiene Rosy Bindi 

Palma Costi             sostiene Enrico Letta

 

Le biografie

 

Salvatore Caronna

 

E’ nato il 5 marzo 1964 in Germania, a Sackingen.

Vive a Bologna, dove ha studiato. E’ sposato ed ha due figli.Il suo interesse per la politica inizia fin da giovane nel movimento degli studenti bolognesi.

Dopo questa prima esperienza, ha l’opportunità di occuparsi delle organizzazioni studentesche in Emilia-Romagna, in Toscana, in Umbria e nelle Marche.

Nel 1986 assume l’incarico di segretario della Federazione giovanile comunista di Bologna.Si impegna nell’associazionismo bolognese, svolgendo tra l’altro il ruolo di presidente dell’Arci dal 1989 al 1993.Per quanto riguarda l’attività politica, nel 1999 entra nel consiglio provinciale, dove svolge il ruolo di capogruppo.

Nel dicembre del 1999, all’indomani della sconfitta del centro sinistra a Bologna, viene eletto segretario della Federazione dei Democratici di Sinistra, incarico che mantiene fino al giugno 2006. In questo periodo il centro sinistra ritorna a governare Bologna passando dal 46,49% al 57,46%, mentre l’Ulivo ottiene il 43,44%.

E’ stato il primo degli eletti in Consiglio Comunale con 2.118 preferenze.Attualmente è consigliere regionale, eletto nelle elezioni del 2005 con 20.577 preferenze.

 

Antonio La Forgia

 

Nato a Forlì  il 24 dicembre 1944.

Laureato in fisica, aderì al Partito Comunista Italiano e con esso fu assessore per l’organizzazione e la gestione del personale a Bologna. Dal 1985 al 1990 è stato anche, sempre a Bologna, assessore all’innovazione. Dal 1991 al 1993 fu segretario comunale del Partito Democratico della Sinistra a Bologna, mentre dal 1993 al 1996 venne nominato segretario regionale sempre del PDS.

Presidente della regione Emilia Romagna dal 1996, si dimise nel 1999 in quanto aveva aderito al progetto prodiano de I Democratici, di cui fu membro del consiglio regionale. Oggi La Forgia fa parte della Margherita

 

Palma Costi

 

Mi chiamo Palma Costi, sono nata a Camposanto, in provincia di Modena, nel 1957, dove tuttora risiedo insieme a mio marito e alle mie 3 figlie.

Nel mio paese, dopo la laurea in Storia ho iniziato il mio impegno amministrativo come assessore ai servizi sociali e quindi per due mandati come sindaco.

Un’esperienza che considero tutt’oggi fondamentale dal punto di vista umano per il contatto diretto con la gente e con i suoi problemi: una straordinaria palestra politica e personale.

Dal 1995 al 2004 sono stata assessore all’Urbanistica del Comune di Modena, dal 2006 sono assessore alla Provincia di Modena con delega agli interventi economici, innovazione e pari opportunità. Aderisco ai Democratici di Sinistra.

La mia azione politica è sempre stata dettata dall’esigenza di mettermi a disposizione delle nostre comunità, di battermi per fare dei nostri paesi e città luoghi coesi e a misura d’uomo e di donna.

Quello che sta accadendo in questi mesi attorno alla nascita del PD è un processo nuovo e straordinario di rimescolamento e contaminazione positiva tra persone con differenti culture politiche alle spalle.

Ne è prova il fatto che sul mio nome si siano incontrati tutti gli amici che in questa regione sostengono Enrico Letta, gli amici Ecologisti per l’Ulivo che sostengono Walter Veltroni e persone che sostengono Rosy Bindi.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

INTERROGAZIONE

Oggetto: Controlli sulla residenzialità negli alloggi pubblici. Chiarezza sul caso del titolare di alloggio pubblico e privato che vive all’estero e subaffitta  Premesso che: –

LA FÉRA DAL BÈLI DANN

Con la “Féra dal Bèli Dann” proseguirà sabato 8 e domenica 9 ottobre, l’edizione 2022 delle Fiere d’Ottobre di Sassuolo con un ricco calendario di