Speciale Formigine

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Acque agitate nella sede municipale. Respinta la mozione di revoca del presidente del consiglio comunale. Vi proponiamo tre dichiarazioni a commento di quanto accaduto

E’ stata respinta la mozione di revoca del Presidente del Consiglio comunale votata a scrutinio segreto nella seduta del 23 febbraio. I risultati della mozione sono: 15 a favore, 15 contro, 1 astenuto.

 

Riportiamo la dichiarazione del Sindaco Richeldi:

 

“E’ stato il forte senso di responsabilità della maggioranza a fare in modo che venisse respinta la mozione di revoca del Presidente del Consiglio comunale, un atto in sé gravissimo, assolutamente strumentale alla volontà della minoranza e di qualcuno della ex maggioranza, di delegittimare la maggioranza eletta dai formiginesi, cercando di rallentarne il processo decisionale e l’iter amministrativo. La minoranza ha dimostrato ancora una volta di non essere in grado di confrontarsi e di dialogare sui temi e sui programmi, limitandosi a sterili strumentalizzazioni che rendono evidente la loro mancanza di progettualità. Tutto ciò va a discapito dell’interesse dei cittadini, ai quali, al contrario, va garantita coerenza e buon governo per il paese. Ancora una volta siamo chiamati a dare attuazione al programma sottoscritto dal centro sinistra. Ci auguriamo che, finalmente, prevalga la linea del dialogo sui problemi, superando sterili manovre finalizzate a obiettivi che poco hanno a che fare con il giusto livello di confronto istituzionale fra maggioranza e minoranza”.

 

Rispetto a quanto accaduto nel Consiglio comunale dello scorso 23 febbraio, il Vicesindaco Finelli ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 

“Adesso possiamo dirlo. Se nel Consiglio comunale di Formigine di venerdì 23 fosse passata la mozione di sfiducia contro Vanna Borsari sicuramente sarebbe cambiata la geografia della Giunta comunale e, con ogni probabilità, la decisone sarebbe comunque spettata al Sindaco, si sarebbe andati ad una fine anticipata della legislatura.

Non sarebbe  stato un grande risultato. Almeno per quei cittadini formiginesi che avevano votato centrosinistra e il Sindaco Richeldi nel 2004. Per gli altri, destra, estrema destra, sarebbe stata una vittoria molto più esaltante di una vittoria elettorale.

Per ora è andata male e il centro destra, il vero artefice in questi ultimi mesi di un lungo e sottile gioco di delegittimazione personale e di intimidazione politica di singoli assessori e consiglieri e dello stesso Sindaco, è stato sconfitto.

Il centro destra ha perso, però il centrosinistra non ha vinto. Purtroppo. Una maggioranza di 15 voti su 31 appesa al filo, per ora, rappresentato dal voto di astensione di una consigliera eletta nelle file della sinistra, è il segno di una debolezza che va immediatamente analizzata e trasformata in  maggioranza politica, altrimenti, agli strateghi dell’opposizione basterà aspettare sulla riva del fiume e qualcosa passerà.

Dietro a questi attacchi però c’è un disegno politico che i protagonisti della vittoria del 2004 debbono avere ben chiaro. Non è un  caso che questa fretta di far “volare gli stracci” si scateni in questi mesi nei quali Ds e Margherita sono impegnati in una stagione congressuale che potrebbe segnare un nuovo futuro politico per il Paese, sia a Roma che a Formigine. Non è un caso che in un momento così delicato del governo cittadino, pensiamo solo al passaggio che ci sarà tra vecchio PRG e il nuovo Piano Strutturale, qualcuno pensi di bloccare l’attività politica e amministrativa.

Giorni fa si è parlato di “filibustering”, una tecnica parlamentare che va oltre il classico ostruzionismo. Non so se a Formigine siamo a questo. La cosa certa è che si sta cercando di impedire di dar luogo al programma di legislatura. Non ce lo possiamo permettere, perché a pagarne le conseguenze non sarebbero solo gli eletti, ma gli elettori, i cittadini e  forse anche il mondo dell’economia. Un Comune fermo che non sa su quale maggioranza potrà contare nei prossimi mesi è un regalo che il centro sinistra non può fare al centro  destra.

Per questo occorre che le forze politiche che diedero vita al programma di legislatura del 2004, nessuna esclusa, si siedano intorno ad un tavolo insieme ai loro consiglieri, lascino fuori dalla porta rancori, torti, incomprensioni e  “magoni”, si mettano a discutere di politica  e di cose da fare per Formigine. Da qui al 2009. Un  punto di partenza di questa nuova discussione c’è già. Da un lato è il richiamo forte al senso di responsabilità che il Sindaco ha formulato il 23 febbraio in Consiglio Comunale, dall’altro è il documento approvato nel novembre 2006 che ha dato vita a questa nuova fase del governo locale. Discutiamone, allora, in modo aperto e trasparente”.

 


Stefano Bavutti, Capogruppo della Lista Civica per Cambiare di Formigine, risponde ad alcune domande sull’attuale congiuntura politica del Comune,

 

Il Sindaco accusa le minoranze di non essere propositive, né progettuali o collaborative.

 

Le rispondo con franchezza: non escludo che avremmo potuto essere più propositivi. Se però, ora lei volesse interrogare i consiglieri di maggioranza e chiedesse loro se il Sindaco li ha mai coinvolti nelle sue scelte, e questi volessero rispondere con la mia stessa franchezza, le risponderebbero che non è mai accaduto. Ed io le aggiungo che in verità proprio la mancanza di ascolto del Sindaco ha contribuito all’originarsi dell’attuale crisi e che tale atteggiamento non ci ha certo spronato ad essere come Richeldi ci avrebbe voluto. Insomma ha raccolto ciò che ha seminato.

 

E delle ultime vicende dell’Amministrazione cosa mi dice? Per quanto abbiate tentato di sfiduciare prima l’assessore all’ambiente e poi il presidente del consiglio mi pare che la Giunta abbia tenuto.

 

Si tratta in realtà di due episodi molto diversi. L’idea era, nel primo caso, quella di rimuovere chi aveva provocato numerosi problemi ai cittadini, soprattutto con la raccolta sperimentale del porta a porta. Nel secondo caso, in accordo con alcuni consiglieri di maggioranza, si è cercato di tutelare l’attività del Consiglio Comunale, visto che il presidente del consiglio non garantiva la necessaria imparzialità ed era contravvenuto al rispetto del regolamento comunale. E, a conti fatti, per quanto l’amministrazione non sia caduta, la maggioranza ha mostrato grande fragilità e incapacità di tenuta, tanto che per la situazione che si è creata c’è da essere molto preoccupati.

 

In verità, stando a quanto Lei afferma chi si deve preoccupare è la maggioranza, non crede?

 

Sì, la maggioranza, i cittadini ed anche chi ha a cuore il bene del Comune. Perché è evidente che la crisi della maggioranza non è assolutamente risolta. A un anno dal suo inizio, e dopo un anno di paralisi amministrativa, la situazione è ancora di stallo. E questo non può durare. Prima o dopo gli equilibri salteranno e allora sarà troppo tardi. Il Comune sarà commissariato e la responsabilità sarà tutta del Centro-sinistra e della sua insana caparbietà. Di ciò pagheremo tutti le spese.

 

Se lei fosse al posto di Richeldi, cosa farebbe?

 

Mi dimetterei immediatamente per permettere al Comune di andare ad elezioni anticipate. Questa è l’unica possibilità per evitare al Comune due anni di commissariamento. Ma Richeldi, non lo farà.

 

 

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