Speciale Comuni: Sassuolo

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Questa settimana ospitiamo Luca Caselli, avvocato, capogruppo di Alleanza Nazionale in consiglio comunale a Sassuolo e consigliere provinciale che ci ha rilasciato questa intervista che farà certamente discutere.

“”Oggi per  governare al meglio il Comune di Sassuolo i partiti dovrebbero fare un passo indietro””  

 

La politica in Sassuolo è in fermento. C’è maretta in giunta e nella maggioranza che la sostiene, mentre acque agitate scuotono la casa delle libertà. Recentemente Lega e F.I. erano  particolarmente attivi nel richiedere un ritorno anticipato  alle urne, oggi si parlano polemicamente a distanza e con freddezza

Avvocato Caselli dal suo osservatorio come è oggi la salute della CdL di Sassuolo?

 

Sassuolo sta accumulando problemi vecchi e nuovi che esigono soluzioni certe, concrete e non proclami ad effetto o canti rivolti alla luna . In questo coro a volte stonato purtroppo ho sentito anche autorevoli voci di personale politico appartenenti ai partiti della nostra coalizione. Vorrei ricordare che le elezioni, comprese quelle anticipate,  non risolvono i problemi.  Indicano solo a chi affidare il compito di governare e questo rappresenta oggi per Sassuolo il problema dei problemi. Questa realtà dove tutti sono contro tutti  dimostra l’attuale crisi dei  partiti che purtroppo poi la riversano nelle istituzioni aggravandone i problemi mentre al contrario urge risolverli. Se non tentiamo una sintesi a livelli più alti non ne usciamo e ci avvitiamo su noi stessi, rischiando di limitarci poi a promesse di cambiamenti che si fermeranno solo alla facciata.

 

Ho capito bene o Lei nutre qualche perplessità sulla spinta propulsiva  della sua coalizione?

 

Non è proprio così, ma anche se così fosse, dove sarebbe la scandalo? Un partito come Alleanza Nazionale che vuole essere forza di governo deve anche essere in grado di fare una opposizione credibile  agli avversari della maggioranza oltre che possedere  la forza e l’autorevolezza di correggere gli alleati se vanno fuori rotta. Premesso comunque che peggio dell’attuale giunta Patuzzi sarebbe riproporre un’altra giunta Patuzzi, debbo aggiungere che a Sassuolo noi della opposizione dobbiamo rivedere alcune cose.

 

Di cosa si tratta?

 

L’ennesima burrasca registrata nella compagine di centro sinistra che governa Sassuolo ci ha trovato in parte impreparati e comunque non del tutto all’altezza della situazione. Oltre a documenti buoni per fare propaganda elettorale non siamo andati. Sassuolo ha bisogno di un progetto creativo,innovativo e “liberante”

O siamo in grado di fornire questo e siamo una forza politica che determina,cambia incide da protagonista altrimenti scadiamo a compagine al rimorchio dei ritmi scanditi dalla giunta

 

Avvocato Caselli, ma Lei, non avendo i numeri per governare Sassuolo, come  fa a pensare di fare  vivere la politica da protagonista alla sua coalizione?

 

Quando parlo di protagonisti mi riferisco a nuovi soggetti poltici, inediti rispetto alle coalizioni “classiche”. Sassuolo sta sfiorando tempi di emergenza . Si trova comunque in una situazione eccezionale che politicamente va affrontata con un percorso altrettanto eccezionale e di emergenza.

Se abbiamo a cuore il buon funzionamento delle nostre istituzioni democratiche dobbiamo preoccuparci di disintossicarle. Gli attuali portatori sani di questo malessere oggi sono i partiti , la cui guarigione non si trova nelle stanze dei comuni, Provincie o Regioni. Anzi è vero il contrario. Per il bene di Sassuolo sarebbe opportuno che i partiti facessero un passo indietro. Un arretramento temporaneo, il tempo per    affrontare con più serenità le loro frizioni interne evitando di usare gli organismi elettivi come loro private case di cura per alleviare le loro contraddizioni e limiti.

 

Se i partiti fanno un passo indietro, chi prende il loro posto per guidare il comune di Sassuolo?

 

Innanzitutto credo che vada meglio chiarita questa particolare strada da percorrere. I Comuni oggi hanno visto dilatare a dismisura le proprie competenze e gli ambiti di intervento.

Questa serie corposa di servizi che riguarda la vita del cittadino deve essere rivisitata con occhi diversi rispetto a qualche decennio trascorso.

Il rifacimento di una piazza, le rotonde, la valorizzazione di un’area verde, il sistema dei trasporti, non sono scelte di destra o di sinistra, ma programmi che bisogna fornire al paese con la massima efficienza e con la speranza di poterceli permettere anche in futuro. Rendiamoci conto che amministrare un Comune non richiede sempre e comunque uno scontro tra partiti o ideologie o culture, ma  concretezza, buon senso, pragmatismo e managerialità e volontà propositiva. Se quindi  i partiti fanno un passo indietro rimangono pur sempre i loro uomini. Tra questi i migliori, o i più ottimisti, o altro, devono avere garantita la possibilità  di incontrarsi, parlarsi ed eventualmente di progettare per Sassuolo scelte tra loro condivise senza per questo suscitare scandali o strappi insanabili.

 

Lei ha in mente una salsa  particolare o una semplice lista civica?

 

Per la verità ho presente un paese appesantito che sta perdendo il passo con le sue migliori tradizioni e possibilità e non ne esce con l’apporto di soluzioni buone solo per il 51% della popolazione.

Per rivitalizzare Sassuolo occorre una disponibilità ampia e a più voci, poi se chiamare questo percorso lista civica o movimento o civiltà è secondario. Fermo restando che i partiti ci sono, e con loro comunque si deve giustamente fare i conti.

 

Comprendo, ma se le opere da realizzare in una città  non sono nè di destra né di sinistra, lei militante di AN, con una simile impostazione,  rimarrebbe quindi  disoccupato?

 

Non ne vedo il motivo, anzi! Io non faccio politica per fare dispetto alla sinistra o per combattere contro qualcuno di parte avversa, io faccio politica “per” “per il mio paese” Intendere l’impegno e la militanza in un partito come ostentazione di muscoli contro il “nemico” o come se ogni giorno ci fosse da andare alle crociate è un atteggiamento che non mi appartiene.

Personalmente, come giovane militante AN, concepisco la politica innanzi tutto come strumento per delle progettualità. Poi sono previsti anche momenti di lotta in nome delle proprie idee, ma il motivo conduttore resta  la speranza di potere determinare e migliorare le condizioni dell’uomo nella sua vita di ogni giorno sotto ogni profilo. Quindi oggi io mi schiero per Sassuolo, per la mia città,  di fianco a coloro che vogliono riportarlo ad essere un paese normale all’altezza delle sue grandi possibilità e potenzialità.

Sono disponibile a condividere progetti anche con militanti anche del campo avverso, purchè ci sia condivisione sulla necessità di amministrare e  non di chiacchierare di politica sterile e fine a se stessa.

 

Secondo Lei chi sono questi testimoni “di buona volontà” di “Sassuolo protagonista e partecipato”?

 

Sono gli onesti e capaci amministratori della complessa macchina comunale che garantiscono la loro esperienza al paese, a prescindere dal colore partitico che in quel momento governa Sassuolo. Sono quegli esponenti di partiti diversi che, pur con sensibilità culturali tra loro distanti, sanno ugualmente riconoscere le capacità anche della controparte e sono disponibili a trovare momenti superiori di incontro di sintesi e di operatività. Penso alle associazioni, alle categorie ai gruppi e ai movimenti  della società che sono disponibili non solo a “chiedere” ma prima di tutto a “darsi” per il proprio paese. Provi ad immaginare se tutte queste energie positive e diversificate fossero convintamene dirottate sulla realizzazione  di un paese “Protagonista e partecipato” come dovrebbe essere Sassuolo. Sarebbe una stagione esaltante.

Un grande ed ambizioso progetto dove non ci sono dentro tutti, ma in molti se pure solitamente “distinti e distanti”

 

E il Sindaco in una simile ipotesi chi lo farebbe?

 

Sicuramente una persona di Sassuolo se non altro per dimostrare a noi stessi che anche questo siamo capaci di farlo.

 Poi dovrebbe rappresentare la discontinuità rispetto a Patuzzi. Ovviamente mi riferisco ad una diversità di carattere politico, perché sul profilo personale  non ho nulla da muovere contro l’attuale sindaco.

Poi sicuramente non sarà una persona imposta da qualche direzione provinciale di partito perché la sua autorevolezza non sarà data dalla sua tessera di partito ma riconosciuta dalla realtà viva di Sassuolo.

 

Faccia qualche nome

 

Il nome? Lo indicherò in una prossima intervista a Bice. O forse possono farlo i lettori.

 

 

 

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