Speciale Comune della provincia : Fiorano discute di Fiorano

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Proponiamo queste note come contributo alla ricerca delle soluzioni più idonee da fornire ai quesiti che pone il suo centro storico.La discussione è aperta!

Fra le strade del Centro di Fiorano in questo periodo spira aria intrisa di preoccupazioni  e lamentele.

Questa si avverte fra la gente, e in modo molto evidente tra i commercianti, che con la piazza centrale momentaneamente chiusa per lavori, frastornati da una viabilità rivoltata come un calzino, si sono ritrovati, in modo repentino, con una calata a picco del flusso di gente in circolazione, con le ovvie conseguenze del caso.

Quindi è sufficiente affacciarsi in qualche bar, negozio o dal barbiere per ascoltare dagli esercenti, clienti, passanti e residenti lamentele, mugugni e analisi sconfortanti sulla perdita di vitalità nel centro storico piuttosto che del crollo verticale di presenze o di vendite di queste ultime settimane. Ovviamente come tanti  medici al capezzale del malato, vengono proposte le medicine o le cure più diverse e disparate a dimostrazione che non c’è sempre identità di vedute e condivisione, sulla natura della “malattia”.

Eppure se facciamo uso tutti, nessuno escluso, di buon senso, di logica e di lucidità sarà possibile delineare una diagnosi condivisa, individuare una causa della malattia che aiuterà perlomeno a ricercare poi una guarigione probabile e credibile, sempre che sia ancora possibile guarire.

Primo: la crisi di vitalità del centro storico di Fiorano non è un problema figlio dell’ultima ora, ma un frutto di una mutazione storica e sociologica che proviene da lontano.

A) L’affermarsi del Commercio Moderno con i suoi requisiti, le sue regole e le sue nuove condizioni ha portato una sistematica, progressiva ed inesorabile chiusura di certi negozi e di determinate attività artigianali, presenti nel passato nei nostri centri storici di ogni paese. In alcune realtà questo fenomeno ha innestato una situazione di strisciante desertificazione degli esercizi commerciali con la conseguente aggravante di  trasformare il centro storico in indistinto contenitore dormitorio. In questa ultima casistica sta entrando sempre di più anche a Fiorano evidenziandosi oggi con la sua preoccupante realtà, che non mostra nessun sintomo di miglioramento e che, temiamo, possa proseguire anche dopo la ultimazione dei lavori in piazza Ciro Menotti……

 

Molti si chiedono come mai tutto questo sia potuto succedere e a chi vada la responsabilità maggiore. Le risposte possono essere diverse, ma a noi interessa evidenziare solo quella che ci aiuta meglio ad inquadrare il problema.

 

Fiorano, dal come è geograficamente collocato e dal come, nel tempo, si è poi urbanisticamente, sociologicamente e culturalmente espresso, oggi si pone, nel territorio comprendente il  distretto ceramico, come paese di transito, di raccordo e di collegamento tra significativi insediamenti e non come polo di riferimento e di attrazione per la scarsa quantità e qualità di beni e servizi che riesce ad erogare mentre, al contrario gli altri sono in grado di assolverlo.

A questo proposito voglio mostrarvi una lettera ritrovata nelle posta di questi giorni:

   

Cari amici di Fiorano,

 sono venuto da Alessandria per visitare il vostro  bel Santuario.

Dopo la visita sono sceso in centro per fare le compere che mi ero segnato prima di partire: un ricordino per Manuela; l’aceto Balsamico per l’Elvira; i salumi di Modena per me e del parmigiano per il mio medico, qualche gadgets della “mitica” Rossa Ferrari per Cristian; un bel CD di Pavarotti per mio cugino Romano; l’ultimo libro di Pansa per il mio  benzinaio; un raffinato profumo per Isabella….

Voi capite bene che molti di questi prodotti li trovo anche nei grandi ipermercati e centri commerciali delle mie parti, ma comprarli in zona è diverso e fa un altro effetto

Come sono arrivato in via Vittorio Veneto ho chiedo dove potessi trovare un negozio che vendesse immagini sacre e un “ricordo” di Fiorano … dalle risposte evasive ho capito subito che per i miei acquisti era meglio che mi recassi a Sassuolo o a Maranello, meglio se in un centro commerciale.

Purtroppo il tempo e la scarsa conoscenza dei luoghi non mi ha p
ermesso di ricercare quanto mi ero ripromesso di acquistare, ma il problema resta, e mi sono sentito di sottoporvelo.

Buona fortuna

 Saluti Carletto

 

Carletto, ci ha portato la sua esperienza che in questo frangente ha vissuto da solo, ma se fosse capitato al seguito di una gita, su un pullman di 50 persone, senza mezzo per spostarsi dal centro, cosa avremmo dovuto aspettarci? Una delegazione diretta dal Sindaco a lamentarsi per questo deserto?

A meno che si apra un bel dibattito sul tema: «se sia nato prima l’uovo della gallina» ossia una bella discussione se è opportuno che prima arrivino i pullman carichi di gente per poi aprire i negozi o se prima occorrono i negozi e poi chiamare i pullman….

 

Se non si reagisce in modo significativo,  Fiorano deve rassegnarsi ad un suo inesorabile declino, ma la soluzione di questo problema, serio, non si trova nel modificare il senso di marcia di via  Vittorio Veneto o nel numero delle firme di protesta, nelle petizioni,  nelle lamentele che si è in grado di portare nell’ufficio del Sindaco.

A parere di chi scrive, la rivitalizzazione di un centro storico non è una prerogativa esclusiva  in mano alla amministrazione Comunale, ma è l’effetto di un’ armonica sintesi di positive concause delle quali i commercianti, assieme alle diverse realtà “civili” e “non politiche” sono tra i protagonisti principali. Merito o demerito dell’apparato politico ed amministrativo del Comune sarà quello di valorizzare o disperdere queste positive spinte, ma non colpevolizziamo la bottiglia se non c’è vino.

 

Secondo me, dunque, i negozi del centro storico di Fiorano devono sforzarsi di porre in essere loro specializzazioni o loro  presenze originali da offrire alla curiosità e all’interesse di tutto il territorio del distretto ceramico e oltre.

A questo proposito, per esempio, mi  faceva notare Giovanni (un altro Bicenauta) che esiste una vocazione notturna più marcata nel centro di Fiorano che nei paesi confinanti.

Sicuramente alcuni locali, senza strafare o debordare, aggregano presenze fino alle due e oltre la mezzanotte, mentre alle cinque  del mattino alcuni bar si animerebbero già per le prime colazioni.

Assistiamo così ad un intervallo di chiusura totale nel paese di appena tre / quattro ore. Perché non riempirle? Perchè non fare di Fiorano, nel suo centro storico, una realtà unica in provincia di Modena con negozi o realtà che tengono aperto 24 ore su 24?

Cito anche questo per dimostrare che se in diversi ci sedessimo dietro un tavolo per accogliere idee, suggerimenti e proposte in breve tempo riempiremmo pagine intere.

A questo punto mi sento di rivolgermi al Sindaco di Fiorano Claudio Pistoni per sottoporgli queste brevi note.

 

Caro Sindaco,

mi dicono che Lei è seriamente intenzionato a riconsegnare al paese, per fine lavori, la piazza rinnovata C. Menotti il giorno 8 dicembre 2007

Se quella data verrà rispettata, sappia che Lei è un Sindaco fortunato e spiego subito il perché: quest’anno l’otto di dicembre, festa dell’Immacolata con il Santuario in primo piano…  cade di sabato.

Immagino che questa casualità le darà più tranquillità nel permettere, facilitare, incoraggiare, agevolare che Fiorano l’otto di dicembre prossimo festeggi oltre l’inaugurazione della Pia
zza C. Menotti risistemata anche quella della sua prima “
notte bianca”: ossia notte durante la quale, oltre a qualche ufficio comunale, sicuramente rimarrebbero aperti fino all’alba della domenica tutti gli esercizi commerciali e i negozi di Fiorano.

 Sono certo che Lei non avrebbe nulla in contrario a concedere i permessi necessari per lo svolgimento di questa “ Notte bianca Fioranese

Questo potrebbe essere l’avvio di sperimentazioni da effettuare nel centro storico oggi carente di vitalità, “potrebbe essere” un primo collaudo per individuare “se” e “chi” a Fiorano potrebbe proporre credibilmente, in via continuativa, un suo Night and Day

“potrebbe essere” una prima ricerca mirata a verificare come anche Fiorano possa divenire un centro di interesse e di aggregazione per tutto il territorio del  distretto ceramico e non solo.

“potrebbe essere” una prova reale di come reagisce e risponde la gente alle sollecitazioni ed ai vostri inviti.  Allertate le agenzie di viaggio specializzate perché venga  proposta questa notte bianca e contemporaneamente sollecitate alberghi, ristoranti, pizzerie e ritrovi Fioranesi affinchè predispongano delle offerte speciali, di quelle tipiche da “ last minute” da proporre per questo evento straordinario .

Chiami a raccolta la sua gente, anche quella che non le ha dato il voto, perché partecipi a disegnare questo progetto per un centro storico fioranese ora solo  virtuale  : sono convinto che non tutti, ma in tanti le risponderanno positivamente.

 

Signor Sindaco ci provi, con la sua autorevolezza, lei sa che la gente del suo comune sa rispondere egregiamente a sollecitazioni importanti

 

In ogni modo, occorre, mi permetto di suggerirle, che lei sig, Sindaco intervenga subito: poiché Lei è perfettamente al corrente delle preoccupazioni, delle lamentele che serpeggiamo per il paese attorno a questo problema del centro storico è importante che lei faccia sentire una sua risposta.

Dia vita da subito ad un gruppo di lavoro specifico, presieduto da Lei o da un suo delegato, con compiti di studio e di ricerca per produrre, entro un termine ben preciso, conseguenti proposte operative da sottoporre poi all’intero paese.

Sarebbe un annuncio al paese e al distretto che il centro storico di Fiorano non ha nessuna intenzione  di sprofondare nel deserto della rinuncia o inghiottito da un crudele destino

E’ una sfida impegnativa, ma l’emergenza la impone. Sarà un compito straordinario da affrontare con sincera passione.

 

Questo contributo  è rivolto al paese con la speranza che in questi giorni di queste cose ne parli in tanti per fare in modo che i  molteplici  dubbi  sul che cosa e come fare …possano sfociare in qualche  certezza condivisibile.

 

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