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Lama Mocogno: Mercoledì 23 luglio 2008, ore 21,00, nel nuovo anfiteatro “La Rotonda,” incontro con Paolo CREPET sul tema Genitori e figli”

Paolo Crepet sviluppa il tema dei rapporti genitori e figli, dove i genitori sono eternamente “indecisi tra il ruolo di amici o complici, fra severità e buonismo, controllo e fiducia, dove i giovani devono affrontare una società incapace di prestare loro l’attenzione e il rispetto, i piccoli segni di affetto e i grandi ideali di cui hanno bisogno”.

Dove, scrive Paolo Crepet, il rischio più grande è “che i nostri ragazzi siano costretti –come i trapezisti di un circo- ad attraversare la vita in equilibrio su una corda sospesa nel vuoto. Mentre gli adulti non sembrano più in grado di alzare il loro sguardo al cielo”.

Questa trilogia nasce dagli incontri che Paolo Crepet ha avuto, negli ultimi quindici anni (60-70 incontri ogni anno, per un totale di oltre mille incontri), nelle varie città d’Italia, incontri con genitori, con studenti, con insegnanti, educatori, per capire i motivi di “questa crisi silenziosa che attraversa la scuola e la famiglia”.

 

Introducono l’incontro il Sindaco di Lama Mocogno     e il Segretario Generale LAPAM-Federimpresa  

Coordina la serata e modera il dibattito il giornalista Roberto Armenia

 

Paolo CREPET è psichiatra e sociologo. Da decenni è impegnato nel prezioso lavoro di analisi, approfondimento della nostra società, per cercare di capire e risolvere i problemi che ci affliggono, soprattutto i problemi relativi all’educazione, alla maturazione, all’arricchimento civile, umano, socio-culturale e politico dei giovani, per far sì –sottolinea Crepet- che “la generazione che verrà possa essere migliore della nostra”.

Il suo impegno di uomo, di psichiatra e sociologo riguarda tutte le problematiche e i disagi  della società contemporanea, dalla precarietà alla mancanza di sicurezza, alla crisi dei valori, al tramonto delle ideologie.   Soprattutto riguarda i giovani.

Le sue opere editoriali (“I giovani e il suicidio” del 1993; “Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile” del 1995; “Solitudini. Memorie d’assenza” del 1997; “I giorni dell’ira. Storie di matricidi” , con Giancarlo De Cataldo, del 1998; “Naufragi. Storie di confine” del 1999; “La ragione dei sentimenti “ del 2002; “Dannati e leggeri” del 2004; “Sull’amore” del 2006 e, con l’architetto svizzero Mario Botta e il giornalista Giuseppe Zois, “Dove abitano le emozioni . La felicità e i luoghi in cui viviamo” del 2007, dove, riprendendo la lezione del sociologo americano Lewis Mumford, sottolinea che la cultura delle città “è il moto di intelligenza e l’atto di coscienza che dell’abitante fa un cittadino”, che può essere e vivere sereno, in piena sicurezza e felicità se e in quanto le città sono amministrate da politici che favoriscono lo sviluppo civile, umano e professionale attraverso la cultura, l’educazione e la formazione, facendo sì che “la città diventi un teatro vivente di incontri spontanei e di stimoli quotidiani”

Dal 2004, Paolo Crepet è direttore scientifico della “Scuola per Genitori”.

Convinto che “educare vuol dire tirare fuori da ognuno il talento che ha” , Paolo Crepet, nel suo obiettivo-missione di direttore scientifico della “Scuola per Genitori”, ha deciso di riprendere, aggiornare e rieditare tre suoi libri fondamentali “Non siamo capaci di ascoltarli”, “Voi , noi” e “I figli non crescono più” , convinto che rieditare un proprio libro è una festa.. è un atto di fiducia e un riconoscimento da parte dei lettori”.

Questa trilogia è ora pubblicata, in edizione tascabile ed economica (414 pagine a soli 12,80 euro),

dall’Editore Einaudi,  con il titolo “La gioia di educare”.

Questi tre libri, ora raccolti come fossero capitoli di una stessa opera, “parlano di un’unica, grande e dimenticata questione: l’emergenza educativa”, che è e dovrebbe essere il nodo cruciale per la crescita della nazione, per il futuro della nostra comunità. Al punto che, sottolinea Paolo Crepet, “un terzo di aziende che non potrà passare il comando alla generazione successiva semplicemente perché i figli dei vecchi capitani d’ìndustria non sono capaci a fare pressoché nulla, non possiedono il merito, la formazione né le caratteristiche psicologiche necessarie per rinnovarsi”.

  In questo contesto, va ricordato che la LAPAM-Federimpresa , consapevole dell’importanza dell’educazione, della formazione e dell’arricchimento civile, umano e professionale , da decenni, investe in cultura –soprattutto in quella d’impresa- , crede nell’educazione e nella formazione dei propri associati. Per far sì che questi e i loro figli  possano affrontare e vincere le sempre nuove sfide che vengono dalla concorrenza, dal mercato sempre più globalizzato.

Mercoledì 23 luglio 2008, a Lama Mocogno, Paolo Crepet è a disposizione per rispondere  alle domande dei presenti e per dedicare copie della trilogia “La gioia di educare”.

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