Sono un comune cittadino e mi sento un “poveraccio”!

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“…quello che si capisce dalle interviste che rilasciano è che sono orgogliosi di fare una guerriglia, … Orgogliosi al punto di contraddirsi nel momento in cui affermano di non nascondersi, nonostante i passamontagna, i caschi e i kephia …”art. di C.V.

Sono un comune cittadino e mi sento un “poveraccio”!

Dopo Roma la scena è diversa.

Il 15 ottobre 2011 ha fatto da spartiacque tra i comuni cittadini e coloro che dicono di aver già capito tutto dalla vita.

Non è esaltante aver abbondantemente passato la maggiore età, aver messo su casa, famiglia, avere un lavoro stabile, farsi in quattro per mangiare, vivere, allevare figli e rendersi conto di essere considerato da giovani 30enni meno di una “poveraccia” (1)Giovani che hanno studiato, sono laureati ma sono arrabbiati con il sistema(2) per quali motivi non si capisce bene, quello che si capisce dalle interviste che rilasciano è che sono orgogliosi di fare una guerriglia, di sfasciare macchine, porte, portoni, vetrine, di imbrattare i muri, di scagliare sanpietrini, idranti, bombecarta e altro materiale analogo. Orgogliosi al punto di contraddirsi nel momento in cui affermano di non nascondersi, nonostante i passamontagna, i caschi e i kephia ben avvolti intorno al volto e alla testa.

Dicono che la polizia è male organizzata e che li hanno lasciati fare. Dicono tante cose.

Rimane l’amarezza di chi da ieri si ritrova senza auto perché devastata per cose che non gli competono (le auto erano tutte di privati cittadini, non certo di parlamentari), con la vetrina in frantumi (le vetrine erano di negozi e banche non certo degli ingressi di palazzi istituzionali).

Rimane l’amarezza di tutti quei poliziotti che per uno stipendio sicuramente inadeguato ai rischi che corrono tentano di arginare questi comportamenti facinorosi e pericolosi a discapito della propria salute e con mezzi obsoleti.

Rimangono sempre in piedi coloro che comandano e fanno finta di non aver visto che si vuol instaurare un clima del terrore e che continuano a prendere provvedimenti che sono palliativi e non riforme sostanziali.

Noi privati cittadini che non approviamo questo sistema, nella nostra “dabbenaggine” da “poveraccia” crediamo che le cose vadano cambiate seguendo le regole, continuando ad andare a lavorare, pagare le tasse ed essere trattati da vongola sia da chi ci governa che da questi personaggi di dubbia moralità. Speriamo che le foto divulgate vengano utilizzate davvero dalla Digos, speriamo che vengano anche condannati a rifondere con gli interessi i danni provocati. E’ ora di dire basta a questa violenza inutile e spicciola. Chiamiamoli con i loro nome, non black bloc ma TERRORISTI.

 


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