«Sono stato punito per la mia faccia…e per la mia firma»

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La firma talora discrimina e condanna, talaltra premia e assolve, ma è una cosa ingiustificabile giudicare con indulgenza, o con ferocia, a seconda dell’ideologia politica, scritti, azioni, affermazioni. Articolo di Maria

«Sono stato punito per la mia faccia che non piace ai giudici» è l’accusa, gravemente lesiva della dignità e imparzialità dei giudici, pronunciata da Cesare Previti, al momento della sua condanna a 11 anni per corruzione di magistrati.

Al di là delle responsabilità riconosciutegli, Previti è una persona singolarmente sgradevole e  scostante. Di quelli che, a pelle, come si suol dire, risultano antipatici. E’ pur vero che non si dovrebbero mai giudicare le persone dalle sembianze, spesso ingannevoli. Visi franchi e  sguardi diretti,  sorrisi accattivanti e modi cortesi, sono spesso appannaggio di delinquenti e assassini efferati. Altresì, comportamenti considerati assai virtuosi, come non bere, non fumare, essere vegetariani, amare i cani, possono appartenere anche a tipi poco raccomandabili, come Adolf Hitler, tanto per fare un esempio arcinoto.

Ma l’onestà intellettuale scarseggia e spesso,  innegabilmente, il metro di valutazione, indulgente o feroce, applicato alle persone, è meschino, ad esempio in base al censo.

Così un’anziana “fumatrice” danarosa diventa una vecchia tabaccona, se è povera, allo stesso modo  si dice che è “originale” una persona che altrimenti sarebbe giudicata con qualche rotella in meno, è definito “playboy” un donnaiolo da strapazzo, è detto“spregiudicato uomo d’affari” un disinvolto imbroglione…Non è giusto, ma è un peccato comune, del quale nessuno può virtuosamente dichiararsi del tutto innocente.

E, parafrasando l’affermazione di Cesare Previti, verrebbe da scrivere anche : “Sono stato giudicato per la mia firma”,  perché si viene spesso giudicati dal nome che apponiamo in calce a uno scritto, o a lato di una vignetta umoristica. Qualche volta ho pensato che sarebbe assai interessante, ad esempio, inviare un articolo a Bice, firmandolo con altro nome, per “vedere l’effetto che fa”…

Anche questo è innegabile,  la firma talora discrimina e condanna, talaltra premia e assolve.

Ma queste sono piccolezze.

Non è, invece, una piccolezza,  giudicare con indulgenza, o con ferocia, a seconda dell’ideologia politica, scritti, azioni, affermazioni.

E’ una cosa  ingiustificabile.

Definire satira, e assolvere quindi, una vignetta in particolare, come quella di Vauro, corredata dall’inqualificabile didascalia che recita  “Aumentano le cubature, sì, dei cimiteri”, non è solo un insulto al dolore di tante persone e di una nazione intera,  è anche  una intollerabile ingiustizia. Viene da chiedersi, se queste parole fossero state vergate  da Forattini, ad esempio, che cosa mai avrebbe detto  Paolo Gentiloni,[1] che ritiene  assurda la sospensione del vignettista di Anno Zero?

Forattini, per una vignetta dedicata al caso della lista Mitrokhin, fu querelato da D’Alema, all’epoca  Presidente del Consiglio, con la richiesta di tre miliardi di danni [2].

Come ho  già scritto in altre occasioni, la Sinistra, con abile strategia, ha  saputo collegare a sé concetti e valori dell’umano consesso, come la giustizia sociale, la libertà, la solidarietà, il volontariato, l’avanguardia culturale, il pacifismo, la tolleranza, l’accoglienza, le riforme sociali, la difesa dei deboli e degli oppressi, la tutela delle minoranze, la salvaguardia dell’ambiente, la protezione animali, il pensiero libero, persino la bontà…praticamente rivendicandone l’esclusiva.

E uno dei suoi punti di forza è  affermare di dar  voce ai vinti, ai perdenti, a quelli che, in qualche modo, la vita ha messo alla prova e ha sconfitto.

Ecco, che si possa apprezzare la “satira” sui cimiteri, ironizzando sul “piano casa” del Governo,[3]  è quantomeno incoerente rispetto ai valori di cui questa fazione  si dice  paladina.

Si usa dire di una persona cinica che “passerebbe sul cadavere della madre pur di fare una battuta”. Vauro ha brillantemente dimostrato che è capace di passare su varie centinaia di morti innocenti, pur di
fare una vignetta satirica…Con ferocia e cinismo, diretti, come sempre, a senso unico.


[1] “”La strada burocratico-disciplinare imboccata dalla direzione generale della Rai lascia sconcertati. E’ assurdo pensare di affrontare problemi editoriali con provvedimenti censori. E’ ancora piu’ inspiegabile che tali provvedimenti riguardino la satira””. Lo dichiara Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd. “”Critiche e discussioni sui programmi di Santoro – prosegue – sono piu’ che legittime ma non possono dar luogo a iniziative di questo genere. Il vertice Rai farebbe bene a concentrarsi sui veri problemi dell’azienda – conclude – invece di annunciare misure burocratiche nei confronti di Annozero o di Report””.

[2] http://www.forattini.it/speciale991125.htm

[3] http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/casa_piano/

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