Sono alla ricerca di un direttore d’albergo.

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Giuseppe Caroli, neo direttore generale dell’Ausl modenese, spiega le strategie in ottica 2007 che riguarderanno la sanità geminiana. E non saranno investimenti sulle solt strutture.

Direttore, intanto ben tornato.

 

Grazie, torno a Modena per la terza volta, ormai mi sento a casa. Ho lasciato la città nel 1994, ricordo ancora le contestazioni subite a Finale Emilia dove mi tirarono le monetine. A distanza di dieci anni trovo una situazione cambiata e di grande funzionalità.

 

In che cosa, si spieghi?

 

Intanto tutte le strutture sanitarie modenesi si stanno allargando. I lavori di ampliamento continuano per raggiungere l’eccellenza. Poi abbiamo un polo come quello di Baggiovara che merita grande attenzione. Ho girato tanto in Italia, ma devo dire che le strutture e le macchine di Baggiovara sono proprio all’avanguardia.

 

Se è tutto così bello, allora quali saranno le strategie del 2007?

Non è tutto perfetto, c’è sempre da migliorare. L’eccellenza va perseguita senza sosta. Il 2007 sarà un punto di rottura importante rispetto al vecchio modo di pensare. Punteremo tutto sulla comunicazione e, qualcuno sorriderà, sono alla ricerca di un direttore d’albergo.

 

Come?

 

Sì, avete capito bene, un direttore d’albergo. E’ necessario migliorare i servizi alla persona e non solo quelli medici. A chi non è mai capitato di telefonare in ospedale e trovare una centralinista poco cortese. Bene, il direttore d’albergo dovrà insegnare a chi lavora in centralino di essere disponibile. Questo è il caso emblematico, ma mi riferisco anche alla pulizia dei locali, al controllo della biancheria, per arrivare fino ad accertarsi che ci sia la carta igienica nei bagni. Tutte questioni che possono sembrare di poco conto, ma aspetti che premono alle persone. Per questo ho la necessità di trovare una persona che sovrintenda.

 

E la comunicazione?

 

Tante volte esiste una barriera insormontabile tra i medici e i pazienti. I primi parlano in modo tecnico, non riescono a trovare il feeling con le persone che hanno di fronte. E’ emblematico quello che hanno scritto tre medici a cui è stato diagnosticato un tumore “ma quando troverò qualcuno che mi dirà che sono guarito?”. Si parla poco, non si è chiari con i pazienti. Ecco, questa è la grande sfida del 2007: iniziare un percorso migliore nelle relazioni personali. Ma quando parlo di comunicazione mi riferisco anche a quella interna. Dobbiamo parlarci di più, fare in modo che i reparti possano lavorare più in sintonia.

 

Ultima novità dell’Ausl è la pubblicazione di un calendario.

 

Io non sono stato parte attiva, ma ho apprezzato molto. Solitamente siamo portati a pensare l’ospedale come a qualcosa di eccezionale, dove i trapianti fanno notizia mentre i gesti quotidiani non hanno rilevanza. Ed invece il calendario mette in evidenza proprio la quotidianità è che la vera bellezza del nostro lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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