Son riapparse le elezioni.

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Strumento principe per il realizzarsi della democrazia, a causa di un mancato continuo costante adeguamento e miglioramento di quest’ultima, non foss’altro per le novità che il passar del tempo naturalmente introduce, le elezioni sono pian piano divenute il simbolo del fallimento di questo arcaico, mai rinnovato nemmeno in superficie, sistema politico. E questo non solo nel nostro Paese, ché ogni Paese della Terra farebbe ormai solo sganasciare dalle risate, se non fosse che altrove non possiamo cercar rifugio e su questo stesso pianeta, ahinoi, siamo costretti a rimanere.

E di nuovo allora ecco la solita amara messe di candidati, e di vecchi e nuovi partiti e liste, che, pur magari sbandierando presunte novità, si presentano in realtà più o meno tutti allo stesso modo e tutti con la stessa vacuità di progetto.

Eppure novità oggi potrebbero effettivamente esserci, e probabilmente pure ottime ed abbondanti, molti cittadini di questo ormai ex Bel Paese trovandosi decisamente avanti rispetto a coloro che pretendono di guidarli dalle posizioni di retroguardia dove si son nascosti.

Questi stessi cittadini potendo proporre chissà quante nuove idee, nuove regole collettive, forse perfino nuovi interi progetti politici, nuove organiche visioni.

Se invece andiamo ad osservare il nostro presente sistema, notiamo facilmente che dei due componenti essenziali, l’idea ed il leader, la proposta ed il proponente, il contenuto ed il contenitore, se ne conserva solo uno, manco a dirlo: il secondo.

Ogni elezione è infatti ormai centrata nettamente sulla persona mentre l’idea non cade nemmeno in secondo piano ma appare proprio assente, il tutto riducendosi ad uno scontro tra i vari leader e sottoleader.

Chiaramente occorre ricreare una condizione di equilibrio, l’abbondanza di proponenti a fronte della scarsità di proposte essendo situazione per nulla fruttuosa, non evolutiva bensì involutiva. Il farlo, per quelle contraddizioni attraverso cui la vita spesso adora esprimersi, potrebbe essere per giunta non così difficile come crediamo, lo stesso imminente appuntamento elettorale potendo servirci allo scopo.

Lasciando al loro gioco i candidati tradizionali, senza disturbarli più di tanto, ché pur assurda questa situazione non può che essere accettata, potremmo però esprimerci favorevolmente a proposito della candidatura di una entità politica tanto avente diritto quanto ormai ridotta senza un fil di voce: il popolo italiano.

Immaginiamo allora, perché solo così si avanza, che il popolo italiano disponesse di una pubblica arena telematica, un’agorà ufficializzata dalle Istituzioni, in cui ogni cittadino che lo volesse potrebbe presentare un suo progetto di legge affinché fosse discusso da altri cittadini.

Immaginiamo pure che i progetti che raccogliessero i maggiori consensi verrebbero automaticamente proposti alle Camere della Repubblica per una loro trattazione ed eventuale approvazione. Immaginiamo infine che per favorire una partecipazione folta e di valore, quei progetti che fossero approvati procurerebbero una adeguata ricompensa ai loro autori.

Ebbene: se tutto ciò, piuttosto che rimanere pura fantasia, divenisse concreta realtà, quanto pensate ci metterebbe questo Paese a tornare come e meglio, molto meglio di prima?

Ogni popolo ha sempre trovato al suo interno fior di uomini e donne che, a volte pur senza speciale competenza, hanno saputo innovare, scoprire, inventare, compiendo dei piccoli e grandi prodigi. E l’Italia non è stata mai da meno in questo. Facciamo allora che il popolo riacquisti la sua voce, concediamogli un premio in virtù del suo impegno, e quest’epoca buia sarà presto null’altro che un ricordo. Da un voto che costringe ad appoggiare candidati che sono offerte a stock di vecchie idee, ad un voto che permetta ad ognuno di esprimersi in favore della singola proposta e di proporre a sua volta: allora sì che giungeranno tempi d’oro!

Oggi i cittadini possono, è vero, avanzare proposte, col solito vecchio metodo delle petizioni ed in base all’Art. 71, per iniziativa popolare: in entrambi i modi si va in giro ad elemosinare consensi su problemi divenuti già grossi e quindi difficili da risolvere. A nessuno infatti va giù che chi è preposto e ben pagato, spesso pure tangentato, per fare un lavoro per il bene comune s’ingrassa senza far nulla di valido, mentre il cittadino dovrebbe impegnarsi gratuitamente a rimediare ai problemi fatti sorgere da questa brutta gente. Logico che l’impegno e le petizioni giungono solo quando il cittadino non ne può più, quando si trova con l’acqua alla gola.

Immaginate invece che venisse concessa una adeguata ricompensa a quelle proposte che venissero accettate, con un premio calcolato in base al contenuto di novità introdotto ed all’estensione del loro uso. Non solo i volontari, avvezzi alla burla del cinque per mille (il sistema dà loro un contentino a patto di non venir troppo disturbato dal fare ciò vuole) e quindi disposti a tutto, ma l’intero popolo italiano, e perfino le menti più vivaci, le più geniali e creative, quelle che ora son dedite ad altre arti perché ben remunerative al contrario di quelle sociali, s’impegnerebbero nella ricerca di quelle innovazioni d’interesse collettivo che potrebbero renderci la vita decisamente migliore.

Fior di soluzioni sarebbero presentate persino prima che comparissero i problemi. Periodici aggiornamenti sulle nuove proposte giunte sarebbero quindi inviati per posta convenzionale od email ai cittadini, e questi potrebbero visionarle e studiarle poi per bene sul sito istituzionale, così come in un mercato rionale visionano e studiano la frutta esposta sui banchi, in una tranquilla atmosfera senza conflitti, scegliendo quella che più piacesse loro. Non solo, e qui viene il bello, perché il bello verrebbe quasi sempre da sè se non ci fossimo noi a bloccarlo! immaginiamo pure che ognuno possa giocare su queste innovazioni, scommetterci su e sperare di tirarci fuori dei quattrini, nè più nè meno come sul lotto e sul toto.

Vedreste allora una partecipazione popolare, diffusa e capillare, un coinvolgimento a priori, prima del sorgere dei problemi, non a posteriori, dopo che sono divenuti irrisolvibili, cui non avete mai potuto nemmeno avvicinarvi con la mente! Perché questo è il potere del gioco e del denaro, questo è il potere che oggi viene usato male: per tenere lontano i cittadini dalla realtà. E questo stesso potere può essere usato, solo che riuscissimo a volerlo a sufficienza, per riavvicinare la gente al suo stesso destino.

Passando davanti ai bar, ai giardini, per strada, piuttosto che sentir parlare di calcio o di ruote della fortuna, sentiremmo dissertare di tutti quei temi che finora hanno interessato, sì e no, una sparuta minoranza impegnata della p
opolazione. Non vi è dubbio alcuno: verremmo superati da quelli che oggi sono i nostri stessi assistiti.

Signore, signori, cortesemente: a vostro avviso, questa nuova possibilità, questo nuovo strumento politico, toglierebbe qualcosa a qualcuno? Renderebbe forse qualcuno più povero? O non potrebbe invece arricchire tutti? Non aggiungerebbe un mezzo che potrebbe rivelarsi molto utile in diverse situazioni, senza nulla toglier a nessuno ma a tutti potendo servire? E non potrebbe esser giusto il cavatappi necessario per stappare questa politica incastrata nel collo di bottiglia del sistema dei partiti?

 

Per tutto ciò, e molto altro ancora, concedetemi di indirizzarvi al sito proponente questa pacifica rivoluzione politica:

Lì vi troverete il progetto sotto forma della classica petizione alla cui forma ancora dobbiamo far ricorso. Consideriamo però ugualmente

http://il-mercato-delle-innovazioni-sociali.hyperlinker.org/

 questo documento, non foss’altro come una personale favorevole presa di posizione. Già questo sarà un fondamentale passo avanti. In fin dei conti: quale altra proposta potrebbe offrire ad ognuno, nessuno escluso, maggior empowerment di questa assemblea popolare permanente premiata?

E così, ringraziando per l’attenzione, permettete al sottoscritto di osar proporre come candidato alle elezioni di quest’anno il Popolo Italiano. Per quanto mi riguarda, nessun candidato tradizionale avrà il mio voto se non quello che permetterà ai miei conterranei di correre per ottenere un modo valido e funzionale di esprimere la loro creatività e genialità. 

Cercasi dunque partito o lista civica che accetti questo candidato molto speciale: il Popolo Italiano.

 

dan.hyperlinker.org

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