Solidarietà

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E’ successo un sabato di maggio, quest’anno. Ero in cortile a curare le piante di agrumi, quando sento Brick, il mio cane bracco, abbaiare davanti al cancello. Mi avvicino e vedo un giovane uomo di colore. “”Ecco – penso tra me – l’ennesimo venditore di spazzole per ragnatele o il solito furbacchione che dice di aver trovato in terra un anello d’oro e me lo vuole vendere””. Ma questi non aveva nulla in mano fuorché una banconota da venti euro, e mi chiamava con insistenza ….””Signore…signore..ti prego..aiutame..””.  Vado al cancello. Lui ha gli occhi che sembrano di vetro nero, quasi singhiozzando mi dice che lavora lì vicino, è in prova e che il giorno prima è rimasto a piedi con il motorino, che l’aveva portato dal meccanico e che questi ora vuole essere pagato altrimenti non glielo rende ma lui ha solo 20 euro e quello ne vuole 33. Dice che non può tornare a casa senza motorino, che ha paura di perdere il lavoro e se glieli presto domani me li restituirà””. Io mi sento in imbarazzo, confuso e commosso dall’ambascia che sento nel suo grido d’aiuto, mi palpo in tasca e farfuglio “” aspetta amico..salgo in casa e li prendo!””. Sulle scale incontro mia moglie che ha seguito la scena dalla finestra: basta un’occhiata per capire che è daccordo, prendo due banconote e ridiscendo. Al cancello ( che è rimasto sempre chiuso ) gli allungo 15 euro. Lui ringrazia e abbassa gli occhi di vetro, mi dice di stare tranquillo che domani torna e me li rende. Io ribatto di non preoccuparsi, domani è domenica, può portarmeli con comodo… Quella sera, a cena, io e Paola abbiamo parlato e commentato quell’episodio che ci aveva entrambi toccato. Seduti nella comodità della nostra bella casa abbiamo ripensato alle condizioni di questi immigrati lontani migliaia di miglia dalle loro famiglie, dalle loro case, forse preda di datori di lavoro senza scrupoli, ma pur sempre speranzosi di guadagnarsi un futuro migliore, loro sì a pensare “” J have a dream””. Ero stato solidale con quel fratello di colore e mi sentivo bene, anzi avevo quantificato, grazie a questo confronto, quanto fossi fortunato e felice. La settimana dopo ho rivolto due -tre volte a mia moglie la medesima domanda: – è poi venuto ?-

No, non era venuto e non è mai tornato ad onorare il prestito. Io però continuo a pensare che quel poveretto sia ancora talmente in difficoltà da non potersi permettere di saldare i suoi debiti, che lui, quello con gli occhi pieni di lacrime, non è certo simile a quei signori neri che girano tutto il giorno su BMW da 60mila euro, che lui non ha un becco di un quattrino e che i suoi figli non cresceranno mai nel benessere come la mia nipotina. E che mi importa di 15 euro, sono l’equivalente di tre gratta e vinci, un vizio stupido per persone che si lamentano del brodo grasso e sognano il superfluo. Per lui hanno significato il poter lavorare, poter mangiare, continuare il suo sogno. Anche se a Paola qualche dubbio è rimasto su questa vicenda, per me è stato un buon investimento e voglio continuare a pensarlo

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