Soldi, soldi,soldi

Condividi su i tuoi canali:

Pensiamo di fare cosa gradita a molti lettori affrontando anche argomenti di largo interesse riguardanti la nostra vita quotidiana. In questo numero ci siamo rivolti al rag. Paolo Vincenzi del gruppo bancario Mediolanum per parlare di “soldi”

Rag. Vincenzi, immaginiamo che io, per un decennio, sia stato su Marte. Sono partito comprandomi un gelato da tremila “lire” e poi sono tornato trovando una nuova moneta l’EURO oggi criticata da molti in casa nostra, sia tra i politici che tra la gente perché colpevole, a loro dire, di un forte aumento dei prezzi al consumo. E’ vero tutto questo? Era meglio per noi italiani tenerci la lira, come hanno fatto gli inglesi con la loro sterlina?

 

Sull’ Euro la vera discussione non è sul valore della scelta, ma sul rapporto di cambio che il governo Prodi ha accettato per entrare nei paesi fondatori della moneta unica. Il cambio di 1.,27 è stato troppo alto ma la voglia di essere accettati nella fase iniziale ha portato alla tassa sull’Europa e a questo cambio.

Aumento dei prezzi:

Dal punto di vista del consumatore si è vissuto un rialzo generalizzato che ha portato alla situazione attuale; il verro problema è stato la mancanza di controlli da parte degli organi preposti per sanzionare chi se ne approfittava raddoppiando i prezzi.

Dal punto di vista del Governo e delle imprese invece c’è stato un forte beneficio iniziale, dovuto all’abbassamento dei tassi di interesse dei prestiti, siano essi titoli di stato , siano essi fidi, mutui e/o leasing. Le imprese inoltre hanno trovato stabilità e regolarità per i mercati europei aumentando i potenziali clienti.

Tenerci la lira come gli inglesi hanno fatto con la sterlina?

La nostra moneta avrebbe subito una forte svalutazione rispetto alle altre valute perché la nostra economia è più debole delle economie dei paesi vicini a causa delle mancanze strutturale che stanno venendo a galla oggi.

Al contrario gli inglesi hanno fatto una scelta conservatrice perché non era pensabile far scomparire la sterlina dalle loro tasche vista la tradizione dell’impero britannico, inoltre possono permetterselo grazie alla solidità della loro economia.

 

Eppure un aumento spropositato dei prezzi al consumo si è verificato.Chi ha sbagliato e  perché?

 

Il vero difetto dell’euro a mio parere è la mancanza di una banconota di carta del valore di 1 euro perché per noi italiani “la moneta” (di metallo) è di poco valore (basti pensare che prima dell’euro la moneta più importante erano le 500 lire ed oggi sono i 2 euro, quasi 4.000 lire) non si da’ importanza ai pezzi di metallo, ma valgono molto. Di questa situazione ne hanno approfittato tutti coloro che hanno trasformato le 1.000 lire in 1 euro raddoppiando di fatto i prezzi, e ben sapendo che nessun controllo sarebbe avvenuto da parte degli enti preposti.

 

E’ possibile oggi porre qualche rimedio a questo pasticcio che si è andato creando?

 

L’unico vero rimedio contro il caro prezzi è quello della concorrenza e sta nelle mani di noi cittadini/consumatori che abbiamo la libertà di scegliere  fornitore che svolge il servizio migliore al prezzo più basso.

 

Mio cugino Ginnetto che ascolta spesso la radio teme  una  bufera finanziaria proveniente dagli Stati Uniti colpevole i mutui erogati dalle banche. Cosa si sta verificando in verità?

 

La bufera finanziaria (e specifico FINANZIARIA) di metà agosto ci ha fatto scoprire un nuovo nome fino ad allora sconosciuto e cioè i mutui SUBPRIME che sono i mutui erogati a persone con poche garanzie, sono solo l’ 8% del totale dei mutui americani, ma sembra che tutto crolli anche grazie ai titoloni  dei massmedia che devono vendere copie di giornali o fare audience con l’auditel..

Cosa è successo veramente? In America i mutui vengono anche da normali società non bancarie. Durante la fase di crescita del mercato immobiliare, allargando la base di possibili clienti il business aumenta, tanto se non si paga il mutuo viene venduta la casa, che vale di più rispetto all’acquisto.

Le società eroganti di mutui hanno cartolarizzato i propri crediti, rivendendoli a banche più solide e con questo nuovo denaro hanno erogato nuovi mutui…..

Questo circolo virtuoso si è interrotto quando si è verificato il rialzo dei tassi di interesse, che in america è passato dall’ 1% al 5,75% in 24 mesi, i mutui sono rincarati ed è rallentato il mercato immobiliare perché le case costano molto, soprattutto se comperato tramite mutui.

Diminuendo il valore delle case, le società erogatrici dei mutui non sono riuscite a vendere a buon prezzo le case pignorate a chi non paga più il mutuo ed hanno dovuto svendere, ampliando così la crisi del mercato immobiliare USA.

La paura che si è sparsa per il mondo finanziario è dovuta al fatto che non si sa esattamente quali banche hanno comprato le cartolarizzazioni dei mutui subprime e questo sospetto ha generato una crisi di liquidità del sistema bancario, costringendo le banche centrali ad intervenire immettendo liquidità nel mercato ed abbassando i tassi di interesse come è successo in Usa o non aumentandoli come è successo in Europa. (in luglio tutti davano per certo un aumento del tasso da parte della BCE)

 Poi la paura ha portato agli eccessi che abbiamo visto in TV con le code di risparmiatori davanti alla banca inglese per ritirare i propri risparmi, come se tutto finisse oggi.

 

Oggi, cosa dobbiamo temere maggiormente dal settore finanziario? Cosa teme di più per il nostro paese?

 

Oggi non c’è niente da temere per il settore finanziario in quanto, gli operatori sono solidi e le obbligazioni legate ai mutui Subprime riguardano solo alcuni operatori con somme molto marginali rispetto ai loro patrimoni. In Italia la conseguenza immediata sarà una stretta nella valutazione delle garanzie offerte per avere un mutuo da parte delle banche.

 

Mentre invece cosa la rassicura maggiormente nel   domani economico degli italiani?

 

In Italia stiamo vivendo un momento di stallo economico a causa delle litigiosità dell’attuale governo, mentre i nostri competitori esteri stano vivendo un momento di crescita economica grazie all’apertura di nuovi mercati nei paesi emergenti.

 

Rapporto Euro /Dollaro. Secondo lei come si svilupperà questa partita mondiale?

 

Euro/Dollaro;  dipende solo dall’ America. La Casa Bianca vuole un dollaro debole per poter aumentare le esportazioni verso i paesi extraeuropei; inoltre in passato – appena nato l’euro- il dollaro quotata 0,85 circa; la FED chiese alla BCE di intervenire per rafforzare l’euro per riportare il cambio in equilibrio e la nostra risposta fu che il mercato segue le sue regole e le banche centrali non devono intervenire. Oggi la situazione è rovesciata e la risposta è stata identica. Sicuramente il cambio non potrà rimanere quello attuale ( 1,38/1,40) perché i paesi dell’area euro si trovano in difficoltà rispetto ai loro concorrenti americani, il cambio più corretto secondo gli esperti è di 1,25- 1,30, non si conosce però in quanto tempo ci si arriverà.

 

Di questi tempi chi ha il dormire maggiormente inquieto le banche o i loro clienti?

 

Le banche italiane dormono sonni tranquilli ma no tranquillissimi; perché se da una parte non hanno il problema dei mutui subprime, dall’altra devono affrontare la concorrenza di banche straniere o di nuova generazione che offrono servizi migliori a costi molto contenuti se non addirittura a zero costi.

 Tutti i giorni hanno a che fare con le lamentele dei clienti per gli alti costi dei conti correnti e sono state strigliate dal Governatore della Banca d’Italia DRAGHI per i costi dei servizi bancari e per la scarsa flessibilità degli orari di utilizzo.

 

Nella maggiorana dei casi come è il rapporto banca/cliente: buono o conflittuale?

 

Il rapporto non è sicuramente buono per la maggioranza dei correntisti e le indagini dei centri demoscopici lo dimostrano. Il 68% degli intervistati si lamenta del proprio conto corrente e manifesta l’intenzione di cambiare banca nei prossimi 12 mesi.

 

Dopo questa interessante e chiara esposizione, della quale ringraziamo; quali ulteriori considerazioni pone all’attenzione dei lettori per inquadrare meglio la tematica che stiamo affrontando?

 

La crisi attuale è una crisi passeggera, forse già passata
, ed è solo finanziaria.

L’economia mondiale è in crescita costante ed anche quest’anno crescerà del 4%. Per investire risparmio non bisogna essere nazionalisti, ma globalizzati.

Ci sono delle regole di diversificazione  e di pianificazione finanziaria che devono essere rispettate per avere un ritorno sicuro dal proprio investimento nel breve come nel lungo, ma questo sarà argomento di prossimi quesiti o approfondimenti  che vorrete sottopormi e che mi dichiaro disponibile ad esaminare

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

“Come ti liquido la Slepoj !”

La prematura scomparsa della psicologa, scrittrice, giornalista Vera Slepoj, ha destato sorpresa e cordoglio ma c’è anche chi l’ha citata solo per il giudizio negativo

I Lions a favore del volontariato

A conclusione dell’anno lionistico 2023/2024, il Lions Club Modena Estense, congiuntamente al Lions Modena Romanica, hanno erogato un contributo di Euro 8.000,00 a favore della