Soldi rubati (al cittadino italiano)

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Abbiamo intervistato per voi Nunzia Penelope, autrice del libro ""Soldi rubati"", un'amara fotografia di una nazione di corrotti, evasori, furbetti e criminali in genere.Art. di Claudio Gibertini

 Corruzione, evasione fiscale, economia sommersa. Tre flagelli che sembrano essere ormai impiantati nel DNA della nostra nazione. In una congiuntura economica difficilissima per tutto il mondo occidentale, l’Italia è ulteriormente gravata da fenomeni di illegalità diffusa che incidono fortemente sui mancati introiti dello Stato.  

Eppure nel nostro paese ormai questi fenomeni vengono tollerati come un male congenito, radicato e inguaribile, ma  se da un lato tra la gente comune la rassegnazione è divenuta la normalità, dall’altro si sviluppano sempre di più il malcontento e l’irritazione  popolare generalizzati per l’intera classe politica, sempre più spesso ribattezzata “”La Casta”” non solo dal linguaggio giornalistico ma anche da quello comune. Secondo molti analisti politici ed economici, dal 1992, anno in cui prese il via l’inchiesta “”Mani Pulite””, ad oggi la corruzione non si sarebbe  mai arrestata ma anzi sarebbe incrementata e si sarebbe diffusa capillarmente nelle istituzioni. Parallelamente alla corruzione anche fenomeni quali l’evasione fiscale e l’economia sommersa non avrebbero conosciuto freno negli ultimi decenni.

In questo clima italiano crepuscolare nel quale ogni mattina ci si sveglia in un paese che sembra sempre peggiore e più invivibile rispetto al giorno precedente, fatti giudiziari che 15 o 20 fa avrebbero causato seri mal di pancia all’interno di partiti e istituzioni e sentimenti di fortissima indignazione popolare, oggi sono accolti  da quei partiti e istituzioni  con mille distinguo e giustificazioni e con tristi alzate di spalle da parte dei cittadini comuni.

Abbiamo voluto parlare di questi fenomeni che costituiscono una vergogna tutta italiana con Nunzia Penelope, autrice del libro  “”Soldi Rubati”” edito da Ponte Alle Grazie . In questo volume  Nunzia Penelope traccia un’incredibile mappa di tutte le forme d’illegalità economica in Italia, risalendo allo spaventoso totale del costo annuo di evasione fiscale, lavoro nero, abusi edilizi,  corruzione, grande criminalità,  riciclaggio di denaro sporco e ogni altro tipo di reati finanziari.

L’autrice analizza anche in quale modo ciascuno di queste vergogne italiane stiano lentamente sgretolando le fondamenta del nostro paese sempre più in affanno e nel quale vengono sempre più richiesti sacrifici a lavoratori dipendenti e pensionati, mentre la pressione fiscale rimane elevatissima. Un paese con attività illegali così diffuse ma  che deve ricorrere a misure d’urgenza quale tagli alla sanità, all’istruzione, alle pensioni, colpendo duramente proprio chi è totalmente estraneo a questi questi vergognosi fenomeni criminali. Le cifre che ci presenta Nunzia Penelope sono impressionanti e disegnano in modo inequivocabile la gravità della situazione, ma allo stesso tempo, queste stesse cifre ci fanno riflettere su come potrebbe cambiare in meglio l’Italia se tutte queste vergognose prassi  fossero finalmente combattute in modo efficace.

 

 

Sig.ra Nunzia Penelope. Puo parlarci un po’ di Lei?

 

Sono una giornalista. Mi occupo di economia da molti anni, scrivo per vari giornali, tra cui Il Foglio. Sono sposata, ho due figlie e un cane. Vivo a Roma, non ho la patente, giro in autobus o a piedi, soprattutto dopo che mi hanno rubato per tre volte la bicicletta. Sono astemia, fumo molte sigarette, bevo molti cappuccini, mi piacciono i bar all’aperto, il mare, il profumo degli alberi di tiglio nel mese di giugno, gli spaghetti cacio e pepe.

 

Il costo della corruzione che ha stimato nel suo libro “”Soldi Rubati”” è stato dell’iperbolica cifra di 60 miliardi, perché secondo Lei la cifra è così alta e non cessa a diminuire ma anzi aumenta col passare degli anni?

 

Potrei rispondere ‘’perche’ tutto aumenta, con gli anni’’, ma sarebbe una battuta scema. In realta’ il paradosso e’ che mentre aumentano tutti i prezzi, quello della corruzione diminuisce: infatti, rispetto alle mazzette miliardarie degli anni Novanta, oggi il costo medio di una tangente e’ 10 mila euro. Questo per un semplice motivo: perche’ la corruzione e’ diventata un fenomeno di massa, e come accade ogni volta che un prodotto diventa di massa, il prezzo cala. In sintesi: oggi si corrompe molto piu’ che in passato, perche’ negli ultimi vent’anni si e’ fatto finta che la corruzione non esistesse piu’ e nessuno, dunque, l’ha controllata e combattuta.

 

 

Secondo Transparency International, l’istituto internazionale indipendente che si occupa di monitorare la corruzione in tutte le nazioni del mondo, il Belpaese si attesta su indice di 3.7, il peggiore di tutta l’Europa Occidentale e tra i peggiori di tutta l’Unione Europea. Secondo questo indice l’Italia ha un tasso di corruzione assimilabile a quello di una nazione africana o sudamericana, e nemmeno lontanamente paragonabile alla media europea.

Siamo un paese del terzo mondo ma nessuno ancora ce l’ha detto?

 

Veramente ce lo dicono spesso, che siamo un paese del terzo mondo. Anzi, ormai quello che era terzo mondo ci surclassa: basta pensare alle rivoluzioni in Nord Africa, contro la corruzione dei r
egimi dittatoriali…. Inoltre, ho scoperto che perfino la Nigeria ha un organo di controllo della corruzione molto efficace e rigoroso, tanto che l’anno scorso non ha esitato a denunciare per tangenti perfino il potentissimo Dick Cheney, gia’ braccio destro di George W  Bush e vicepresidente degli Stati Uniti… Da noi, invece, un organismo analogo, e cioe’ l’Alto commissariato anticorruzione, e’ stato chiuso dall’attuale governo nel 2008. Perche ‘’costava troppo’’. Infatti, la corruzione ci costa ‘’solo’’ 60 miliardi l’anno…

 

Un altro tema che tratta in modo approfondito nel suo libro è quello dell’evasione fiscale. Un vero flagello che sembra non consocere sosta. Ma sono molti coloro che sostengono che un’evasione  così alta sia l’inevitabile conseguenza di un’imposizione fiscale insostenibile.

E’ vero che se le aziende o i liberi professionisti pagassero tutte le tasse dovute allo Stato fallirebbero in batter d’occhio, oppure questa argomentazione  è solo un’intollerabile e odiosa scusante per giustificare una vergognosa prassi?

 

E’ possibile che si sia qualcosa di vero nella tesi secondo cui l’evasione e’ la base su cui e’ stata costruita la nostra crescita economica. Ma il fatto e’ che ormai ha raggiunto livelli inauditi e, quali che siano le motivazioni per evadere, e’ un fenomeno non piu’ tollerabile, che si mangia 120 miliardi l’anno e che, tra l’altro, e’ il primo anello di una catena micidiale di illegalita’, che porta alla corruzione, al riciclaggio, e al disastro del paese e dell’economia.

 

Un’altra cifra spaventosa è quella dell’economia sommersa, che costa allo Stato italiano 350 miliardi l’anno di mancati introiti.

Ma come è materialmente possibile che in una nazione europea moderna vi possano essere così tante attività illegali  totalmente invisibili al fisco? 

 

Ogni paese sceglie il proprio modello di sviluppo economico: l’Italia, evidentemente, ha scelto il modello dell’illegalita’. Negli altri paesi ci sono fenomeni analoghi, ma vengono combattuti. Da noi, invece, non solo non vengono combattuti, ma addirittura favoriti.

 

Un’ultima e importantissima domanda. La corruzione e l’illegalità sui generis sembrano essere tollerate con rassegnazione dal cittadino medio. A noi italiani sembra incredibile che in paesi come il Regno Unito un politico stia scontando un anno e mezzo  di carcere per aver gonfiato un rimborso spese di una cifra irrisoria, o che in Germania un ministro  sia stato costretto alle dimissioni per aver copiato la sua tesi di dottorato e  ora rischi pure una condanna penale per plagio.

Perché noi italiani siamo così indulgenti con chi ci governa e perché anche chi viene colto con le mani nel sacco riesce sempre bene o male a uscirne quasi indenne?

 

Forse perche’ gli italiani, da sempre, hanno un atteggiamento di diffidenza verso lo Stato, che non sentono come ‘cosa propria’, ma come un Moloch maligno che succhia risorse senza spiegare come le utilizza. Ma anche, temo, perche’ in tutti noi si cela in fondo una tendenza all’illegalita’, a considerare le regole un optional, che si puo’ rispettare o meno, a seconda delle convenienze. Questo vale per l’evasione, o per la corruzione, ma anche per chi parcheggia in seconda fila, per chi guida senza rispettare i limiti di velocita’, per chi ‘’ruba’’ le saponette e gli asciugamani negli alberghi, per chi prende il bus senza fare il biglietto, ecc. Piccole forme di illegalita’, che tuttavia ci rendono inconsapevolmente complici delle forme maggiori. Del resto, negli altri paesi i politici vengono messi al bando anche se non pagano i contributi alla colf, o se raccomandano qualcuno per un posto di lavoro, o se tradiscono la moglie: comportamenti che in Italia, purtroppo, sono invece considerati ‘’normali’’. Dopodiche’, periodicamente ci si scaglia contro la ‘’Casta’’: ma forse ci si dovrebbe pensare prima, quando si va a votare…

 

 

 

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